Emergenza sulle Piste: Il Drago 150 Protagonista di un Eroico Soccorso a Livigno.
Il cuore pulsante delle Alpi è tornato a far parlare di sé non solo per le sue piste mozzafiato, ma per un’operazione di salvataggio ad alta quota che ha tenuto tutti con il fiato sospeso.
Nella giornata di ieri, il sistema di sicurezza montano ha dato prova di straordinaria efficienza durante un delicato soccorso a Livigno, dove un escursionista è stato tratto in salvo grazie all’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco. L’episodio sottolinea quanto la montagna, pur bellissima, richieda sempre la massima prudenza e un monitoraggio costante da parte delle autorità.
Le dinamiche dell’incidente si sono sviluppate nel pomeriggio, quando le condizioni meteorologiche e la morfologia del terreno hanno reso necessario l’invio immediato di mezzi aerei. Il soccorso a Livigno è stato coordinato con estrema precisione, attivando il Drago 150, l’elicottero del Reparto Volo di Malpensa. Questo mezzo, un vero gioiello della tecnologia aeronautica applicata al salvataggio, si trova attualmente dislocato in Valtellina proprio per garantire una risposta rapida durante la stagione invernale.
L’intervento è avvenuto in un contesto geografico particolarmente impervio, rendendo il soccorso a Livigno un esempio di scuola per quanto riguarda le manovre al verricello in ambiente innevato. L’escursionista, uno snowboarder che si era avventurato in un percorso fuori pista, si è ritrovato bloccato in una zona nota come Carosello, a circa 2.100 metri di altitudine. Senza la possibilità di proseguire o tornare indietro in autonomia, il segnale di emergenza è stato l’unica via di scampo.
La prontezza dell’equipaggio ha trasformato quello che poteva essere un dramma in una storia a lieto fine. Ogni fase del soccorso a Livigno è stata documentata e seguita dalle centrali operative, confermando che il presidio fisso dei Vigili del Fuoco, potenziato in occasione dei grandi eventi internazionali come le Olimpiadi Invernali, rappresenta una garanzia assoluta per la sicurezza di turisti e sportivi. Vediamo nel dettaglio come si sono svolti i fatti e l’importanza della tecnologia nel salvataggio alpino.
La dinamica dell’incidente: Fuoripista a quota 2.100 metri
La zona del Carosello 3000 è rinomata per i suoi panorami spettacolari e le sue discese adrenaliniche. Tuttavia, il “fuoripista” rimane una delle attività a più alto rischio per gli appassionati di snowboard. Ieri pomeriggio, un giovane sportivo ha perso l’orientamento o ha incontrato un ostacolo morfologico insuperabile, rimanendo bloccato su un costone roccioso circondato dalla neve fresca.
A quota 2.100 metri, le temperature scendono rapidamente non appena il sole inizia a calare dietro le vette, aumentando esponenzialmente il rischio di ipotermia. La chiamata ai soccorsi è arrivata intorno alle ore centrali del pomeriggio, attivando immediatamente la catena del comando che vede collaborare il Soccorso Alpino, i sanitari e, appunto, il reparto volo dei Vigili del Fuoco.
L’intervento del Drago 150: Eccellenza tecnologica al servizio dei cittadini
Il Drago 150 non è un elicottero comune. Si tratta di un mezzo configurato appositamente per le operazioni SAR (Search and Rescue). La sua presenza a Livigno in questo periodo non è casuale: con l’afflusso turistico legato alle Olimpiadi e alla stagione sciistica, il comando provinciale ha deciso di dislocare il mezzo direttamente sul posto per abbattere i “tempi d’oro” dell’intervento (i primi minuti che fanno la differenza tra la vita e la morte).
Una volta raggiunta la verticale del punto segnalato, il pilota ha dovuto contrastare le correnti d’aria d’alta quota per mantenere l’elicottero in “hovering” (volo stazionario). Questa fase è la più critica di ogni missione di soccorso montano, poiché richiede una stabilità millimetrica sopra un terreno irregolare.
La manovra al verricello: Precisione chirurgica tra le rocce
Data l’impossibilità di atterrare a causa della pendenza e della consistenza del manto nevoso, l’equipaggio ha optato per la manovra al verricello. Un tecnico elisoccorritore è stato calato dall’aeromobile per raggiungere lo snowboarder in difficoltà.
* Valutazione primaria: L’operatore, una volta a terra, ha verificato le condizioni fisiche dell’infortunato.
* Messa in sicurezza: Il malcapitato è stato imbracato e collegato al cavo del verricello.
* Recupero: In pochi secondi, sia il soccorritore che lo snowboarder sono stati sollevati a bordo del Drago 150.
Questa procedura, per quanto possa sembrare rapida, richiede un addestramento costante e una coordinazione perfetta tra il pilota, l’operatore al verricello e il personale a terra.
Il presidio dei Vigili del Fuoco e il fattore Olimpiadi
L’intervento di ieri mette in luce un aspetto organizzativo fondamentale: la prevenzione. In vista dei Giochi Olimpici Invernali, la Regione Lombardia e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco hanno potenziato il dispositivo di soccorso in tutta l’area di Livigno e Bormio.
Il dispiegamento di mezzi come il Drago 150 garantisce che ogni incidente, dalla valanga all’infortunio isolato, riceva un’assistenza di livello avanzato. La presenza del Reparto Volo di Malpensa distaccato in quota è una scelta strategica che permette di coprire l’intera valle in una manciata di minuti, superando le difficoltà logistiche legate alla viabilità stradale montana.
Sicurezza in montagna: I consigli degli esperti
Nonostante l’efficienza dei soccorsi, le autorità ribadiscono l’importanza dell’auto-responsabilità. La montagna non perdona l’imprudenza. Ecco alcuni punti chiave da tenere sempre a mente prima di affrontare un fuori pista:
* Consultazione dei bollettini: Verificare sempre il rischio valanghe (scala europea da 1 a 5).
* Dotazione tecnica: Mai avventurarsi senza il kit ARTVA, sonda e pala.
* Comunicazione: Informare sempre qualcuno sull’itinerario previsto e l’orario di rientro.
* Dispositivi mobili: Tenere il telefono carico e, se possibile, utilizzare app di geolocalizzazione specifiche per il soccorso alpino.
Il post-intervento: Accertamenti e conclusione dell’emergenza
Una volta completato il recupero, l’escursionista è stato trasportato in una zona sicura dove lo attendeva il personale sanitario del 118. Fortunatamente, oltre allo spavento e a un lieve stato di affaticamento, l’uomo non ha riportato traumi gravi. È stato tuttavia condotto presso il presidio medico locale per gli accertamenti di rito.
L’operazione si è conclusa con il rientro del Drago 150 alla base temporanea, pronto per una nuova eventuale chiamata. Ogni missione riuscita è il risultato di un investimento in uomini e mezzi che la macchina dei soccorsi italiana continua a perfezionare anno dopo anno.
Conclusione: Una sinergia vincente per il territorio
Il salvataggio di ieri a Livigno ci ricorda che dietro ogni volo del Drago 150 ci sono professionisti che rischiano la propria vita per salvarne altre. La sinergia tra tecnologia aeronautica, competenze umane e pianificazione territoriale si conferma il vero punto di forza della sicurezza alpina italiana. In un anno così importante per la Valtellina, sapere di poter contare su un “angelo custode” d’acciaio che vigila dall’alto rende le nostre montagne un posto più sicuro per tutti.
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