Furto all’ufficio Poste di Gallarate: rubati contanti dagli sportelli, si attende l’esito sulla cassaforte
Un episodio di cronaca ha scosso la tranquillità cittadina nelle scorse ore. Il furto all’ufficio Poste di Gallarate ha fatto registrare un primo bilancio che parla di un ammanco di circa 400 euro in contanti, sottratti direttamente dai cassetti degli sportelli aperti al pubblico. L’intrusione è avvenuta con modalità che sono tuttora al vaglio delle forze dell’ordine, intervenute tempestivamente per i rilievi del caso.
Nonostante la cifra inizialmente quantificata sembri contenuta, il bilancio definitivo del furto all’ufficio Poste di Gallarate potrebbe aggravarsi sensibilmente nelle prossime ore. Gli inquirenti e il personale ispettivo dell’azienda devono infatti ancora completare le verifiche tecniche sulla cassaforte principale, che rappresenta l’obiettivo potenzialmente più redditizio per i malviventi.
La dinamica dell’intrusione notturna
Secondo le prime ricostruzioni, i ladri sarebbero riusciti a penetrare all’interno dei locali situati nel cuore di Gallarate approfittando del favore delle tenebre. Una volta dentro, l’azione si è concentrata rapidamente sulla zona dedicata al front-office. Qui, i malviventi hanno forzato i cassetti delle postazioni utilizzate dagli operatori durante il giorno, dove vengono solitamente custodite piccole somme di denaro per le operazioni correnti e il fondo cassa iniziale.
Il bottino immediato è stato appunto di circa 400 euro, una somma che fa pensare a un’azione rapida, forse interrotta da qualche sistema di allarme o dal timore di essere scoperti dalle pattuglie in servizio di perlustrazione. Tuttavia, il disordine lasciato all’interno degli uffici suggerisce che i responsabili abbiano cercato con insistenza valori e documenti di valore prima di dileguarsi.
L’incognita della cassaforte e i rilievi scientifici
Il punto cruciale dell’indagine riguarda ora lo stato del caveau interno. Resta infatti da ispezionare con estrema cura la cassaforte, che non presenta segni evidenti di scasso superficiale, ma che potrebbe essere stata oggetto di tentativi di manipolazione più sofisticati. Solo dopo l’apertura ufficiale e il riscontro dei registri contabili sarà possibile confermare se i ladri siano riusciti o meno a violare il cuore del sistema di sicurezza delle poste.
Sul posto sono intervenuti gli specialisti della polizia scientifica per raccogliere impronte digitali e tracce biologiche che potrebbero essere state lasciate lungo le vie di accesso o sugli arredi. Al setaccio anche le immagini del sistema di videosorveglianza interno e delle telecamere di sicurezza urbana presenti nelle vie limitrofe, fondamentali per ricostruire il tragitto di fuga dei responsabili.
Disagi per l’utenza e misure di sicurezza
L’evento ha inevitabilmente causato disagi ai cittadini di Gallarate che questa mattina si sono recati all’ufficio postale per le consuete operazioni di pagamento e spedizione. L’attività è stata parzialmente rallentata per consentire lo svolgimento delle indagini e il ripristino dei locali. La direzione ha lavorato per limitare al minimo i tempi di chiusura, garantendo la ripresa dei servizi nel più breve tempo possibile.
Questo episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza degli uffici pubblici e degli sportelli finanziari nel territorio. Sebbene i sistemi di difesa passiva abbiano in parte limitato il danno, l’audacia dell’azione dimostra come l’attenzione debba restare altissima. Le autorità invitano chiunque avesse notato movimenti sospetti nei pressi dell’edificio durante la notte a collaborare con le forze dell’ordine.
Prospettive investigative e conclusioni
Le indagini proseguono a ritmo serrato e si concentrano sulla comparazione dei filmati con i profili di soggetti già noti per reati simili nella zona del varesotto. Non si esclude che possa essersi trattato di una banda organizzata, capace di pianificare il colpo nei minimi dettagli per agire nel minor tempo possibile.
Il quadro completo del danno economico si avrà solo al termine delle procedure di ispezione tecnica della cassaforte. Fino ad allora, la cifra di 400 euro rimane solo una stima parziale di un evento che ha colpito un servizio essenziale per la comunità locale. Resta l’auspicio che il monitoraggio costante del territorio e l’efficacia dei sistemi di tracciamento possano portare presto all’identificazione dei colpevoli.



