Rogo di Crans-Montana: l’aggiornamento di Guido Bertolaso sulle condizioni dei dodici ragazzi ricoverati al Niguarda
La sanità lombarda è impegnata in una corsa contro il tempo per fornire le migliori cure possibili ai giovani feriti nel drammatico rogo di Crans-Montana. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha recentemente fornito un aggiornamento dettagliato durante un punto stampa, facendo luce sullo stato di salute dei dodici pazienti attualmente ricoverati presso l’ospedale Niguarda di Milano. Sebbene il quadro clinico complessivo rimanga estremamente complesso, le ultime notizie indicano alcuni segnali di speranza per una parte dei coinvolti, pur mantenendo la massima cautela per i casi più gravi.
Secondo quanto riferito dall’assessore, l’evoluzione clinica successiva al rogo di Crans-Montana mostra un andamento diversificato tra i vari degenti. Bertolaso ha spiegato che due o tre situazioni cliniche sono apparse in netto miglioramento rispetto ai giorni precedenti, segnando un primo passo positivo in un percorso di guarigione che si preannuncia comunque molto articolato. Due di queste persone, grazie alla stabilità raggiunta, potrebbero essere trasferite a breve in altre strutture ospedaliere per proseguire le cure, permettendo così di alleggerire la pressione sui reparti di alta intensità del Niguarda.
Tra le storie che emergono dopo il tragico rogo di Crans-Montana, spicca quella di un ragazzo che attualmente si trova nelle condizioni migliori. L’assessore ha riferito che il giovane è in grado di muoversi e spostarsi autonomamente, sebbene necessiti ancora di una serie di medicazioni continue e specialistiche a causa delle lesioni riportate. Per lui è stato possibile sciogliere la prognosi e dichiararlo fuori pericolo, anche se Bertolaso ha tenuto a precisare che il problema non può definirsi ancora risolto, data la delicatezza delle ferite da ustione che richiedono tempi di recupero fisiologici molto lunghi.
La situazione critica dei nove giovani in rianimazione
Se per alcuni si intravede la luce, per la maggior parte dei coinvolti la battaglia è ancora nella sua fase più dura. L’assessore al Welfare ha infatti chiarito che gli altri nove ragazzi presentano quadri clinici particolarmente critici, seppur con diversi livelli di gravità. Questi pazienti rimangono sotto stretta osservazione nei reparti di rianimazione e nel centro ustioni dell’ospedale milanese, strutture d’eccellenza che stanno mettendo in campo ogni risorsa tecnologica e umana per stabilizzare le funzioni vitali dei giovani feriti.
Il percorso che attende questi nove pazienti sarà, nelle parole di Bertolaso, un periodo molto lungo. Le grandi ustioni comportano rischi elevati di complicazioni sistemiche e infezioni, motivi per cui la permanenza in terapia intensiva si rende necessaria per un tempo prolungato. La gestione di tali criticità richiede un monitoraggio costante e interventi multidisciplinari che coinvolgono rianimatori, chirurghi plastici specializzati in ustioni e personale infermieristico altamente qualificato.
La lotta dura per la vita e l’ottimismo della sanità lombarda
Nonostante la gravità delle circostanze, l’assessore Bertolaso ha voluto inviare un messaggio di cauto ottimismo, sottolineando che l’equipe medica non è pessimista su nessuno dei dodici ragazzi coinvolti. La lotta per la vita viene definita estremamente dura, un corpo a corpo quotidiano con le conseguenze devastanti del fuoco, ma la fiducia nelle capacità del Centro Ustioni del Niguarda rimane totale. L’ospedale è uno dei punti di riferimento nazionali per questo tipo di traumi e dispone delle migliori strumentazioni per il trattamento delle lesioni cutanee gravi.
L’Amministrazione regionale sta seguendo da vicino ogni sviluppo, garantendo il supporto necessario alle famiglie e ai medici. Il lavoro dei sanitari non si limita solo alla fase acuta, ma guarda già alla lunga riabilitazione funzionale e psicologica che seguirà le dimissioni dai reparti di terapia intensiva. Ogni piccolo miglioramento, come quello riscontrato nei tre ragazzi meno gravi, viene accolto come una vittoria della scienza e della resilienza dei giovani pazienti.
Il ruolo del Centro Ustioni del Niguarda nella gestione delle emergenze
L’ospedale Niguarda si conferma ancora una volta un pilastro fondamentale per la gestione delle grandi emergenze nel Nord Italia. La capacità di accogliere contemporaneamente dodici pazienti con traumi da calore così profondi dimostra un’organizzazione logistica e medica di altissimo livello. Il centro ustioni opera in sinergia con la rianimazione per garantire che ogni procedura, dalle medicazioni in sedazione agli eventuali interventi di innesto cutaneo, avvenga nel massimo rispetto dei protocolli di sicurezza.
Guido Bertolaso ha elogiato il lavoro incessante del personale, ricordando che dietro i bollettini medici ci sono professionisti che lavorano giorno e notte per strappare questi giovani a conseguenze permanenti. La sfida non è solo medica ma anche umana, poiché molti dei feriti sono giovanissimi e hanno davanti a sé un percorso di ricostruzione non solo fisica ma anche emotiva dopo l’evento traumatico vissuto.
Prospettive di trasferimento e continuità delle cure
Per i due pazienti in via di stabilizzazione, il trasferimento in altri ospedali della rete regionale rappresenta una tappa fondamentale. Questo passaggio permetterà di avviare le fasi successive del protocollo terapeutico in ambienti meno intensivi, favorendo un recupero graduale. La Regione Lombardia sta già coordinando i posti letto nelle strutture idonee per garantire che la continuità assistenziale non venga mai meno, seguendo i ragazzi passo dopo passo fino alla completa guarigione.
In conclusione, la situazione al Niguarda rimane monitorata minuto per minuto. L’aggiornamento fornito dall’assessore Bertolaso dipinge un quadro di grande sofferenza ma anche di immensa dedizione professionale. La speranza è che nei prossimi giorni altri ragazzi possano unirsi al gruppo di chi è fuori pericolo, permettendo così di guardare con maggiore serenità al futuro di queste giovani vite colpite dal rogo.
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