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    Insubria e SUPSI lanciano PatrimonioVivo

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    By Redazione Varese Nord on 9 Marzo 2026 Varese
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    Insubria e SUPSI lanciano PatrimonioVivo tra Varesotto e Ticino: un nuovo itinerario culturale digitale

    L’Università dell’Insubria e la SUPSI hanno ufficialmente dato il via a un’ambiziosa iniziativa transfrontaliera denominata PatrimonioVivo tra Varesotto e Ticino, finalizzata alla creazione di un innovativo itinerario culturale digitale. Questo progetto, finanziato dal Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia–Svizzera 2021–2027, punta a connettere quattordici siti storici di grande rilievo antropologico e archeologico situati tra la Lombardia e il Canton Ticino. Attraverso l’uso di tecnologie avanzate e della bioarcheologia, l’iniziativa si propone di narrare la storia millenaria del territorio insubre in modo immersivo e coinvolgente per il grande pubblico, trasformando luoghi spesso nascosti in destinazioni accessibili e dinamiche.

    La presentazione ufficiale di PatrimonioVivo tra Varesotto e Ticino avverrà martedì 10 marzo a Varese presso l’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, segnando l’inizio di un percorso della durata di trenta mesi. Con un investimento complessivo che si aggira intorno al milione di euro, il progetto coinvolge un partenariato d’eccellenza che vede come capofila italiano il Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita dell’Insubria e come capofila svizzero il Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI. L’obiettivo primario è quello di costruire un racconto condiviso delle antiche popolazioni che hanno abitato queste terre, integrando la ricerca scientifica sui resti umani con le più moderne soluzioni di realtà estesa (XR) per offrire un’esperienza di visita senza precedenti.

    L’impatto di PatrimonioVivo tra Varesotto e Ticino si estenderà ben oltre la semplice valorizzazione turistica, puntando a creare un legame profondo tra la ricerca accademica e le comunità locali. Attraverso lo sviluppo di una piattaforma dedicata e di un’applicazione mobile gratuita, i visitatori potranno interagire con i siti storici scoprendo dettagli sulla vita quotidiana, la dieta, le malattie e la spiritualità dei nostri antenati. Grazie al coinvolgimento della Provincia di Varese e di partner tecnologici come Stelex Software e Handy System, l’itinerario diventerà un modello di gestione del patrimonio culturale che unisce il rigore scientifico della bioarcheologia alla fluidità della narrazione digitale, garantendo la conservazione della memoria storica per le generazioni future.

    Tecnologia immersiva e gamification per la storia antica

    Il cuore tecnologico del progetto risiede nella creazione di un ecosistema digitale che permetterà ai quattordici siti coinvolti di parlare direttamente al visitatore. L’uso della realtà aumentata e delle tecnologie XR consentirà di visualizzare ricostruzioni storiche sovrapposte ai resti archeologici attuali, rendendo visibile ciò che il tempo ha parzialmente cancellato. La piattaforma non sarà un semplice archivio di dati, ma un’esperienza interattiva basata su logiche di gamification. I visitatori, in particolare i più giovani e le scolaresche, potranno affrontare sfide conoscitive, accumulare medaglie virtuali e scalare punteggi, trasformando la visita culturale in una vera e propria avventura educativa.

    Questo approccio mira a superare la fruizione passiva del museo o dell’area archeologica tradizionale. Raccontando temi universali come la condizione dell’infanzia nell’antichità, il ruolo della donna nelle società storiche o l’impatto delle grandi epidemie del passato, PatrimonioVivo rende la storia viva e attuale. Ogni contenuto sarà basato su solidi dati scientifici derivanti dallo studio bioarcheologico dei resti ossei e dei contesti di scavo, garantendo che lo storytelling sia non solo affascinante, ma rigorosamente accurato.

    Un itinerario transfrontaliero tra quattordici perle storiche

    La geografia di PatrimonioVivo copre un’area vasta e variegata, unendo siti iconici a luoghi meno noti ma altrettanto significativi. In Italia, l’itinerario tocca eccellenze come il Parco archeologico di Castelseprio e l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, ma si spinge anche a valorizzare realtà più raccolte come la cripta di Azzio, la Chiesa di San Biagio a Cittiglio e il Bioarchivio Insubre di Caravate. Ogni tappa rappresenta un tassello fondamentale per ricostruire il mosaico della spiritualità e della vita sociale del Varesotto, dai piccoli monasteri agli eremi arroccati sul lago.

    Sul fronte svizzero, il progetto abbraccia i celebri Castelli di Bellinzona, patrimonio mondiale dell’umanità, insieme al Castello di Serravalle, al villaggio abbandonato di Prada e alla Chiesa di San Mamete a Mezzovico-Vira. Questa collaborazione transfrontaliera sottolinea l’unità culturale dell’area insubre, superando i confini amministrativi moderni per riscoprire una radice comune che affonda nei secoli. La sinergia tra i vari enti permetterà di creare un pacchetto turistico integrato, capace di attrarre visitatori interessati sia alla bellezza paesaggistica che alla profondità storica dei luoghi.

    Bioarcheologia e ricerca scientifica sul campo

    PatrimonioVivo non è solo un’operazione digitale, ma prevede un’intensa attività di ricerca sul campo coordinata dalla professoressa Marta Licata. Le campagne di scavo e lo studio antropologico dei resti umani rinvenuti nei vari siti permetteranno di acquisire nuove conoscenze sulle popolazioni locali. La bioarcheologia è infatti in grado di rivelare dettagli incredibili: dal tipo di lavoro svolto dai singoli individui alle carenze alimentari subite durante l’infanzia, fino alle tracce di antichi conflitti o cure mediche.

    Questi dati scientifici diventeranno la base per i contenuti dell’app e dei pannelli informativi, creando un circolo virtuoso tra ricerca e divulgazione. Il progetto prevede inoltre momenti di archeologia pubblica, come giornate di scavo aperto e laboratori didattici, dove i cittadini potranno vedere gli archeologi all’opera e comprendere l’importanza della tutela del patrimonio. L’obiettivo è trasformare i siti in laboratori permanenti di cultura, dove la scoperta avviene sotto gli occhi della comunità e diventa patrimonio di tutti.

    Il kick-off meeting del 10 marzo a Varese

    L’evento del 10 marzo presso l’Università dell’Insubria rappresenta un momento fondamentale di confronto tra i partner e la cittadinanza. Il programma del pomeriggio prevede i saluti delle autorità accademiche e dei referenti del programma Interreg, seguiti dagli interventi tecnici dei responsabili scientifici Marta Licata e Achille Peternier. Sarà l’occasione per illustrare nel dettaglio le fasi operative dei trenta mesi di lavoro previsti e per presentare i primi prototipi delle soluzioni digitali che verranno implementate.

    La partecipazione della Provincia di Varese, rappresentata dal presidente Marco Magrini, conferma la volontà politica di investire nel turismo culturale come volano per lo sviluppo economico del territorio. La chiusura dell’incontro sarà dedicata a un dibattito aperto, dove enti locali, associazioni e cittadini potranno porre domande e proporre spunti per rendere il progetto ancora più aderente alle necessità delle comunità locali. L’ingresso libero sottolinea la natura inclusiva dell’iniziativa, che vuole essere un progetto fatto dalle persone per le persone.

    Prospettive future e sostenibilità del progetto

    Uno dei punti di forza di PatrimonioVivo è la sua scalabilità. Il sistema tecnologico e la piattaforma digitale sono stati progettati per essere aperti e aggiornabili nel tempo. Questo significa che, anche dopo la conclusione dei finanziamenti Interreg, l’itinerario potrà accogliere nuovi siti archeologici o integrare i risultati di scoperte future. Si tratta di un modello di valorizzazione dinamico che non si esaurisce con la fine della fase di ricerca, ma continua a generare valore per il territorio.

    Le ricadute indirette sul turismo culturale e sulle attività economiche locali sono tra gli obiettivi principali dei partner. Creando un itinerario riconoscibile e ben segnalato, sia fisicamente che digitalmente, si incentiva un turismo lento e consapevole, capace di apprezzare i dettagli della storia e la bellezza dei paesaggi storici insubri. PatrimonioVivo si candida così a diventare una best practice a livello europeo per la gestione integrata del patrimonio culturale transfrontaliero, dimostrando come la collaborazione tra università, enti pubblici e aziende private possa produrre risultati concreti e duraturi.

    In attesa di vedere i primi risultati concreti sul campo, PatrimonioVivo tra Varesotto e Ticino si presenta già come una sfida vinta in termini di cooperazione e innovazione. La capacità di far parlare i morti, attraverso la bioarcheologia, e di far rivivere il passato, attraverso il digitale, promette di restituire alla comunità un pezzo fondamentale della propria identità, rendendo il patrimonio non solo un ricordo, ma un bene vivo e pulsante.

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