Ospedale Bellini, Somma Lombardo: i segretari di quartiere aderiscono alla protesta del 2 agosto in Piazza Vittorio Veneto
La sanità a Somma Lombardo entra nel vivo della protesta. Tutti i segretari di quartiere della città di Somma hanno deciso di aderire all’iniziativa promossa dal “Comitato pro ospedale Bellini”.
Al centro del dissenso c’è la decisione di ASST di prevedere lo spostamento e ridimensionamento del Primo Intervento dell’Ospedale Bellini presso la Casa di Comunità di via Cavour. Una scelta che i rappresentanti dei quartieri definiscono inadeguata e non giustificata per una città con 18.000 abitanti, 500 mila passaggi turistici l’anno e tutti i comuni limitrofi che fanno riferimento al presidio.
L’appuntamento per dire no è fissato per domenica 2 agosto, dalle 10 alle 12, in Piazza Vittorio Veneto “davanti al municipio”.
Ospedale Bellini: cosa sta succedendo a Somma Lombardo.
Il comunicato è chiaro e firmato da tutti i segretari di quartiere, che si definiscono portavoce della cittadinanza. Il nodo è il Primo Intervento, ovvero il servizio che garantisce le urgenze minori e il primo soccorso prima dell’ospedale.
Secondo quanto deciso da ASST, questo servizio verrebbe spostato e ridimensionato e collocato non più nell’Ospedale Bellini, ma nella Casa di Comunità di via Cavour. Per i cittadini e per chi rappresenta i quartieri è un declassamento.
Riteniamo che lo spostamento e ridimensionamento del Primo Intervento dell’ospedale Bellini, alla Casa di Comunità di via Cavour, sia una scelta inadeguata e non giustificata.
Il motivo? I numeri del territorio.
I numeri che preoccupano: 18.000 abitanti e 500 mila turisti. Somma Lombardo non è un piccolo comune qualsiasi. Secondo i segretari di quartiere il bacino d’utenza dell’Ospedale Bellini comprende:
- 18.000 abitanti residenti a Somma Lombardo
- Circa 500 mila passaggi turistici ogni anno, dovuti alla vicinanza con Malpensa e al turismo del Lago Maggiore
- Tutti i comuni limitrofi che gravitano sul presidio ospedaliero
Tradotto: togliere o ridimensionare il Primo Intervento dal Bellini significa lasciare scoperto un territorio molto più ampio di una singola città. D’estate poi, con l’aumento dei turisti e del traffico verso l’aeroporto, il rischio di avere meno punti di primo soccorso preoccupa ancora di più.
La protesta: domenica 2 agosto in Piazza Vittorio Veneto.
I segretari di quartiere non si limitano a comunicare il dissenso. Chiamano i cittadini in piazza. Pertanto invitiamo tutti i cittadini a presenziare all’iniziativa, per esprimere dissenso alla decisione di ASST.
Quando: domenica 2 agosto. Orario: dalle 10 alle 12. Dove: in Piazza Vittorio Veneto “davanti al municipio”.
L’obiettivo è far sentire la voce della città direttamente all’amministrazione e ad ASST. Una mobilitazione pacifica ma forte, partita dal basso e sostenuta da chi conosce meglio di tutti i bisogni dei quartieri.
Perché il Primo Intervento all’Ospedale Bellini è importante.
Per capire la protesta bisogna spiegare cosa fa il Primo Intervento. Non è il Pronto Soccorso. È il servizio che gestisce:
- Urgenze minori: febbre alta, traumi lievi, malori
- Primo filtro: evita che tutti vadano al PS di Gallarate o Busto, già intasati
- Continuità territoriale: di notte e nei festivi è spesso l’unico punto aperto vicino
Spostarlo in una Casa di Comunità significa cambiare orari, personale, dotazioni. E per molti cittadini significa anche dover fare più chilometri in caso di necessità.
A Somma Lombardo poi c’è un tema in più: la logistica. La città è snodo tra Varese, Milano e l’aeroporto di Malpensa. Incidenti, malori, emergenze capitano ogni giorno.
Casa di Comunità di via Cavour: cos’è e perché non basta.
Le Case di Comunità sono nate con il PNRR. L’idea è buona: portare più servizi sul territorio, fare prevenzione, seguire i malati cronici. Il problema, dicono i segretari di quartiere, non è la Casa di Comunità. Il problema è sostituire con quella il Primo Intervento dell’Ospedale Bellini.
Inadeguata e non giustificata è l’accusa. Inadeguata perché gli spazi e le funzioni sono diversi. Non giustificata perché i numeri del territorio non reggono un ridimensionamento.
Il ruolo dei segretari di quartiere: la voce dal basso.
A firmare il comunicato non sono i partiti. Sono i segretari di quartiere, ovvero le persone che ogni giorno ascoltano i problemi dei cittadini. Quando si muovono tutti insieme vuol dire che il malcontento è trasversale. Parlano di mamme che la notte non sanno dove andare, di anziani che non possono spostarsi, di lavoratori dell’aeroporto che hanno bisogno di risposte rapide.
La loro adesione al Comitato pro ospedale Bellini dà ancora più forza alla protesta.
Ospedale Bellini: la storia di un presidio del territorio.
L’Ospedale Bellini è da decenni un punto di riferimento per Somma e i paesi vicini. Ha visto riduzioni di reparti negli anni, ma è rimasto un presidio importante. Ora con questa decisione sul Primo Intervento molti temono l’inizio di un ulteriore depotenziamento. La paura è quella di sempre: prima togli un servizio, poi dici che “non ci va più nessuno” e infine chiudi.
Ecco perché la mobilitazione di domenica 2 agosto è vista come un momento decisivo.
Cosa chiedono i cittadini di Somma Lombardo.
Dal comunicato e dalle voci che circolano in città emergono 3 richieste chiare ad ASST:
- Mantenere il Primo Intervento all’interno dell’Ospedale Bellini con personale, mezzi e orari adeguati alle esigenze del territorio.
- Nessun ridimensionamento. Somma ha numeri da città medio-grande se si conta il turismo e il bacino. Va trattata di conseguenza.
- Confronto vero. Prima di decidere, sedersi al tavolo con Comune, comitati e cittadini. Non comunicare le scelte a cose fatte.
Cosa succederà dopo il 2 agosto.
La manifestazione di Piazza Vittorio Veneto sarà il primo atto. I segretari di quartiere hanno già annunciato che porteranno le firme e le istanze direttamente in Regione e ad ASST Valle Olona. Se non ci saranno risposte, il Comitato pro ospedale Bellini ha già pronto un calendario di altre iniziative.
Intanto però domenica si parte. E l’invito è aperto: tutti i cittadini.
Conclusione: la sanità di prossimità si difende in piazza.
Il caso dell’Ospedale Bellini è la fotografia di un problema più grande: cosa significa davvero “sanità di prossimità”? Chiudere o spostare servizi per risparmiare può avere un senso sui bilanci. Ma se poi un cittadino di Somma, di Ferno, di Arsago deve fare 20 km in più per un’urgenza, il risparmio diventa un costo.
I segretari di quartiere lo sanno bene. Per questo hanno deciso di scendere in piazza.
Domenica 2 agosto dalle 10 alle 12 davanti al Municipio di Somma Lombardo si deciderà se la voce del territorio verrà ascoltata. Per l’Ospedale Bellini, per i 18.000 residenti, per i 500 mila turisti e per tutti i comuni che guardano a Somma come punto di riferimento sanitario.
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