Streghe da marciapiede teatro: la black comedy debutta il 16 gennaio a
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Il 16 gennaio arriva al Teatro Sociale Delia Cajelli di Busto Arsizio Streghe da marciapiede teatro, una black comedy intensa e ironica firmata dal drammaturgo Francesco Silvestri, scomparso nel 2023, e diretta da Stefano Amatucci. Lo spettacolo, che unisce comicità e riflessione, segna l’inizio di una tournée che toccherà Milano e Napoli, portando in scena un cast d’eccezione.
Dopo il debutto a Busto Arsizio, Streghe da marciapiede teatro sarà al Teatro Delfino di Milano il 17 e 18 gennaio 2026, per poi approdare al Teatro Sannazaro di Napoli il 30, 31 gennaio e 1 febbraio. Un percorso che attraversa tre città, tre palcoscenici e tre pubblici diversi, con l’obiettivo di raccontare una storia che diverte, emoziona e fa pensare.
Streghe da marciapiede teatro nasce all’interno della grande famiglia di “Un posto al sole”, la celebre soap opera di Rai 3. Le protagoniste Luisa Amatucci, Miriam Candurro, Antonella Prisco e Gina Amarante, volti amati dal pubblico televisivo, si uniscono a Peppe Romano per dare vita a un progetto teatrale che rivela nuove sfumature del loro talento.
Un testo che unisce ironia e profondità
Il testo di Francesco Silvestri, autore teatrale e sceneggiatore di grande sensibilità, è una commedia nera che affronta temi attuali con uno sguardo tagliente e poetico. La storia ruota attorno a un gruppo di donne che si muovono ai margini della società, tra sogni infranti, desideri repressi e una voglia di riscatto che non si spegne.
La scrittura di Silvestri, sempre attenta alla dimensione umana dei personaggi, riesce a bilanciare momenti di comicità surreale con passaggi di intensa emotività. Il risultato è uno spettacolo che diverte senza essere superficiale, che fa ridere ma anche riflettere.
La regia di Stefano Amatucci: un ponte tra televisione e teatro
La regia è affidata a Stefano Amatucci, storico regista di “Un posto al sole”, che porta in teatro la sua esperienza televisiva con uno sguardo attento alla coralità e al ritmo. Amatucci costruisce una messa in scena dinamica, dove i personaggi si muovono in uno spazio che diventa metafora della loro condizione.
La regia valorizza il lavoro degli attori, lasciando spazio all’espressività e alla relazione tra i personaggi. Il passaggio dal set televisivo al palcoscenico è gestito con naturalezza, grazie a una regia che sa cogliere le potenzialità del linguaggio teatrale.
Le attrici di “Un posto al sole” in una nuova veste
Luisa Amatucci, Miriam Candurro, Antonella Prisco e Gina Amarante sono le protagoniste di questa avventura teatrale. Abituate a interpretare ruoli intensi e complessi nella soap opera di Rai 3, le attrici si confrontano ora con un testo che richiede una diversa profondità espressiva.
La loro complicità, maturata negli anni sul set, si traduce in una sintonia scenica che rende lo spettacolo coinvolgente e autentico. Ognuna porta in scena un personaggio sfaccettato, capace di suscitare empatia e sorpresa.
Peppe Romano: l’elemento maschile in un universo femminile
Accanto alle protagoniste femminili, Peppe Romano interpreta un ruolo chiave all’interno della narrazione. La sua presenza scenica aggiunge tensione e ironia, contribuendo a costruire un equilibrio tra i diversi registri dello spettacolo.
Romano, attore versatile e intenso, si inserisce con naturalezza in un cast già affiatato, portando una voce maschile che non sovrasta ma dialoga con le storie delle protagoniste.
Una produzione che nasce dalla passione
“Streghe da marciapiede” è una produzione indipendente che nasce dalla passione condivisa di un gruppo di artisti. L’idea di portare in teatro un testo di Francesco Silvestri è stata sostenuta con entusiasmo da tutti i membri del cast e della squadra tecnica.
Il progetto è stato curato nei dettagli, dai costumi di Michele Fierro alle musiche originali di Valerio Virzo, passando per l’organizzazione di Teresa Acone e l’aiuto regia di Maria Teresa Sorrentino. Ogni elemento contribuisce a creare un’esperienza teatrale completa e coinvolgente.
Un viaggio tra città e pubblici diversi
La tournée dello spettacolo attraversa tre città: Busto Arsizio, Milano e Napoli. Ogni tappa rappresenta un’occasione per incontrare pubblici diversi e per testare la forza comunicativa del testo.
Il Teatro Sociale Delia Cajelli di Busto Arsizio ospita il debutto, offrendo una cornice elegante e accogliente. Il Teatro Delfino di Milano, con la sua vocazione contemporanea, accoglie lo spettacolo per due serate. Infine, il Teatro Sannazaro di Napoli, luogo storico della scena partenopea, chiude il ciclo con tre repliche.
Un’occasione per ricordare Francesco Silvestri
Lo spettacolo è anche un omaggio a Francesco Silvestri, autore scomparso nel 2023, che ha lasciato un segno profondo nel panorama teatrale italiano. La sua capacità di raccontare l’umanità con ironia e delicatezza vive in questo testo, che diventa testimonianza del suo talento.
Portare in scena “Streghe da marciapiede” significa anche mantenere viva la sua voce, continuare a farla risuonare nei teatri e tra il pubblico.
Un teatro che parla al presente
“Streghe da marciapiede” è uno spettacolo che parla al presente, che affronta temi come l’emarginazione, la solidarietà femminile, la ricerca di senso in un mondo che spesso esclude. Lo fa con intelligenza, ironia e una scrittura che non cerca facili soluzioni.
Il teatro diventa spazio di incontro, di riflessione, di emozione. Un luogo dove le storie prendono forma e dove il pubblico può riconoscersi, interrogarsi, lasciarsi coinvolgere.
Conclusioni: un appuntamento da non perdere
Il debutto di Streghe da marciapiede teatro il 16 gennaio a Busto Arsizio segna l’inizio di una tournée che promette emozioni, risate e riflessioni. Un cast affiatato, una regia attenta, un testo profondo e una produzione curata rendono lo spettacolo un appuntamento imperdibile per gli amanti del teatro.
Attraverso la voce di attrici amate e la penna di un autore indimenticato, “Streghe da marciapiede” racconta storie che parlano a tutti. Un’occasione per scoprire un lato nuovo dell’arte, per lasciarsi sorprendere e per ritrovare, nel buio della sala, la luce delle emozioni condivise.
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