Busto. Siamo qui per dire NO al DDL ZAN

Non risponderemo in nessuno modo alle provocazioni, perché sappiamo che sono il frutto di una contrapposizione che non esiste, quella tra omosessuali ed eterosessuali, ma noi siamo molto di più di un orientamento sessuale.

Busto.  Siamo qui per dire NO al DDL ZAN
sentinelle

Oggi siamo in questa piazza per una testimonianza di verità e libertà.
Siamo qui per dire NO al DDL ZAN, una legge bavaglio che potrà potenzialmente
rendere “omofobo per legge” chiunque non si allinei al mainstream.
Il ddl Zan non serve a impedire violenze o ingiuste discriminazioni, per questo c’è
già il nostro codice penale con le aggravanti se necessarie. Il testo ha lo scopo di imporre
per legge una visione dell’uomo fluido, privato dei suoi legami fondamentali, senza identità, più confuso e quindi manovrabile.
Sarà un potenziale omofobo chiunque non sposi il pensiero delle realtà cosiddette
Lgbt, che per altro sono le prime a discriminare quando pretendono di parlare in nome
di tutte le persone che provano attrazione per lo stesso sesso, molte delle quali sono contrarie a questo testo.
L’ideologia gender, già entrata nelle nostre scuole, si imporrà ancor di più con l’istituzione della giornata sulla cosiddetta omotransfobia obbligatoria.
Siamo di fronte ad un testo funzionale alla repressione del dissenso: si punirà (e poi
si “rieducherà” come previsto dal testo stesso) chi si esprimerà in modo “non allineato” sui
temi della famiglia, del matrimonio e dell’identità umana. Ma non solo.
Siamo all’interno di un disegno molto più grande. Un potere transnazionale impone
il Pensiero Unico attraverso media e politica, col supporto di sedicenti esperti. Questo potere ideologico  pretende di definire che cosa ci fa bene e che cosa ci fa male, quali sono
i diritti “concessi” e quali negati, quali attività sono essenziali e quali no, che cosa si può
dire e che cosa no, che cosa si può fare e che cosa no. Che cosa dobbiamo fare del nostro
corpo. Il dissenso viene ridicolizzato, screditato, silenziato e poi patologizzato. Etichettare
le persone come “omofobe” infatti è il preludio del segnalarle come affette da una patologia, lo stesso avviene con chi in questo momento non condivide le politiche di gestione
della pandemia. Il metodo è simile perché la matrice è la stessa.
Siamo qui per ribadire che  questo testo impedirà di esprimere pubblicamente la verità sull’uomo, ovvero che nasciamo maschio e femmina e nessuna legge potrà cambiare
questa realtà. 
Ecco perché scendiamo in piazza. Scegliamo lo spazio pubblico reale – invece di
quello virtuale – per affermare il nostro essere cittadini liberi.
Saremo in silenzio, con un libro in mano, per contrastare il mare di menzogne che ci
vengono propagate ventiquattro ore al giorno. Noi ci prendiamo il tempo per la verità.
Saremo ad un metro di distanza non per il cosiddetto distanziamento sociale, ma

sentinelleinpiedi.it

LIBERI NELLA VERITÀ
perché ciascuno di noi veglia in quel metro quadrato di piazza, nello stesso modo in cui
è Sentinella nella sua vita.
Insieme perché solo una rete di relazioni vere può contrastare un sistema che ci vuole
controllati, distanziati, soli e manovrati.
Non risponderemo in nessuno modo alle provocazioni, perché sappiamo che sono
il frutto di una contrapposizione che non esiste, quella tra omosessuali ed eterosessuali,
ma noi siamo molto di più di un orientamento sessuale. E non rispondiamo anche perché
siamo qui in piazza anche per chi ci contesta non ha capito la portata epocale di questa
battaglia, anzi spesso chi ci contesta è vittima delle lobby lgbt che illudono le persone
che una legge possa portare la felicità.
Non rispondiamo alle interviste perché hanno il solo scopo di etichettarci e farci apparire come “omofobi”. A tutti coloro che sono interessati veramente a capire le nostre
istanze rilasceremo il volantino, e poi c’è a disposizione il portavoce di piazza
Oggi insieme a noi in altre piazze altre Sentinelle si sono alzate in piedi per ricordare
che non ci lasceremo zittire e limitare da leggi ingiuste. Poiché solo la verità rende liberi.