Bufale, complottisti e beoti

Bufale, complottisti e beoti

Da quando è iniziata l’epidemia di coronavirus le fertili menti dei produttori di bufale si sono scatenate trovando terreno fertile nella sempre più grande tribù dei beoti nostrani e più ridicole sono meglio funzionano e più rapidamente si diffondono nei meandri della rete.

Nell’ottobre del 2019, quasi tre mesi prima dell’inizio dell’epidemia di coronavirus a Wuhan, è stata annunciata ufficialmente l’esercitazione militare “Defender Europe 20” con la quale la NATO avrebbe voluto dimostrare la sua capacità di dispiegare una forza militare abbastanza grande da essere «credibile in combattimento».

“Defender Europe 20” avrebbe dovuto essere è il più grande dispiegamento di soldati americani in Europa dalla fine della Guerra Fredda con moltissime esercitazioni congiunte a cui dovevano partecipare 7mila soldati europei tra tedeschi, polacchi e dei paesi baltici, ma non italiani e 30mila militari americani (20 mila arrivati dagli Stati Uniti e 10 mila già presenti in Europa).

Per l’industria dei produttori di bufale questa invece avrebbe dovuto essere la preparazione di un attacco contro la Russia coperta (?) dall’epidemia di coronavirus e ipotizzano anche che i soldati “invasori” americani siano stati preventivamente vaccinati (magari esistesse veramente un vaccino) e, in contemporanea, attrezzati per diffondere il virus.

 

La rete è invasa da bufale diversificate per ogni palato atte a nutrire i beoti in crescita esponenziale, pronti a metabolizzare qualunque stronzata, preferendo quelle che, anche a colpo d’occhio, sembrano proprio stronzate.

Dopo il caso del libro della veggente  Sylvia Browne che avrebbe previsto l’epidemia di coronavirus già nel 1981 è circolato anche il racconto della veggente Sylvia Browne che avrebbe previsto l’epidemia nel 2013, prima della sua morte.

In rete circolano tutorial per la fabbricazione di maschere fai da te con la carta da forno.

C’è il video di Martina che si presenta come cardiologa di terapia intensiva a Milano che parla della gestione del coronavirus al Niguarda (smentita e denuncia dell’autrice).

C’è un articolo su una presunta ricercatrice cinese che rischierebbe il carcere per avere diffuso informazioni sulle prevenzione del contagio bevendo una limonata calda (peraltro questo è un modello usato anche per contrastare i tumori).

C’è un messaggio Whatsapp di fantomatici esperti che spiegano come scoprire se si è stati contagiati e come prevenire il contagio (trattenere il fiato per 10n secondi e bere tantissima acqua per veicolare il virus nello stomaco e impedirgli di arrivare ai polmoni).

Insomma ci sono  bufale per tutti i gusti, dalla riduzione delle pensioni del 50% in aprile allo studio che prevedeva la resistenza del virus nell’aria per 30 minuti, dall’informazione fuoriuscita dagli ospedali milanesi sull’uso della vitamina “c” con la Cebion (società che produce la vitamina citata nell’audio) che smentisce e passa alle vie legali.

La bufala più indigesta potrebbe essere quella di un utente Facebook dichiaratosi come Luca Franzese che ha pubblicato un video dove mostrava la sorella defunta sul letto accusando le istituzioni e dicendo che risultava positiva al virus.

Somma Lombardo 14 marzo 2020

Fabrizio Sbardella