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Carta Identità Elettronica, mancano 450 comuni, rilascio lento e costi variabili.

di Giuseppe Criseo

Cosa cambia con la nuova carta d’identità?

Ha le dimensioni di una carta di credito ed è caratterizzata da:

  • Un supporto in policarbonato personalizzato mediante la tecnica del laser engraving con la foto e i dati del cittadino e corredato da elementi di sicurezza (ologrammi, sfondi di sicurezza, micro scritture, guilloches ecc.);
  • Un microprocessore a radio frequenza che costituisce:
    • una componente elettronica di protezione dei dati anagrafici, della foto e delle impronte del titolare da contraffazione;
    • uno strumento predisposto per consentire l’autenticazione in rete da parte del cittadino, finalizzata alla fruizione dei servizi erogati dalle PP.AA.;
    • un fattore abilitante ai fini dell’acquisizione di identità digitali sul Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID)
    • un fattore abilitante per la fruizione di ulteriori servizi a valore aggiunto, in Italia e in Europa.

La carta è contrassegnata da un numero seriale stampato sul fronte in alto a destra ed avente il seguente formato: C<lettera><numero><numero><numero><numero><numero><lettera><lettera> (ad esempio CA00000AA). Tale numero seriale prende il nome di numero unico nazionale.

Viene così descritta nel sito creato ad hoc: https://www.cartaidentita.interno.gov.it/caratteristiche-del-documento/

Una delle tante “piccolezze”, i soliti problemi dei siti, peccato sia un sito isituzionale:

Browser supportati

Internet Explorer – Firefox – Chrome – Opera – Safari

Browser Consigliati

Internet Explorer 11 e successivi – Firefox 40 e successivi – Chrome 45 e successivi – Opera – Safari

Chi ha non uno dei browser sopra riportati e una delle versioni citate, magari ha qualche problema di visualizzazione (vergogna, con tutto quello che spendiamo).

A cosa serve?

 La Carta di identità elettronica può essere utilizzata per richiedere una identità digitale sul sistema SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Tale identità, utilizzata assieme alla CIE, garantisce l’accesso ai servizi erogati dalle PP.AA. Per maggiori informazioni consultare la sezione apposita.

I tempi

Per velocizzare le operazioni di rilascio è possibile prenotare un appuntamento sul sito agendacie.interno.gov.it. Prima di procedere alla prenotazione è verificare se il proprio comune ha attivo il servizio di emissione della CIE.
La Carta è spedita direttamente al cittadino che la riceverà entro 6 giorni dalla richiesta, presso il Comune o presso un indirizzo da lui indicato

In tanti comuni ancora non c’è, quindi è opportuno verificare se il servizio è attivo???? Ma non è obbligatorio???? Era previsto di mettersi in regola se non erro per fine 2018.

I costi

Prima di avviare la pratica di rilascio della Carta di identità elettronica bisognerà versare, presso le casse del Comune, la somma di € 16,79 oltre i diritti fissi e di segreteria, ove previsti, quale corrispettivo per il rilascio della CIE. Bisognerà inoltre conservare il numero della ricevuta di pagamento.

E qui come al solito ognuno fa come vuole: alcuni comuni arrivano a chiedere 27 o 28 euro altri 22, la solita confusione di tanti servizi pubblici.

L’impronta digitale

Le impronte digitali devono essere acquisite a partire dal dito indice della mano destra e a seguire, dal dito indice della mano sinistra. E a seguire tutta la procedura:

  • il dito poggiato sul sensore sia effettivamente quello richiesto dall’operatore;
  • le dita non siano ricoperte da patine o pellicole che possano alterare l’impronta;
  • il dito sia posizionato correttamente sulla superficie del dispositivo di acquisizione, come indicato nelle figure sottostanti che evidenziano le posizioni corrette (SI) e le posizioni non corrette (NO); in particolare la posizione corretta prevede che il dito sia poggiato di piatto, centrato, con la giusta pressione del polpastrello, senza inclinazione verticale o orizzontale e senza rotazione laterale.

Un passo avanti nella sicurezza c’è, viene tutto centralizzato al Ministero degli Interni,http://www.interno.gov.it/

Il cittadino dovrà recarsi in Comune munito di fototessera, in formato cartaceo o elettronico, su un supporto USB e anche qui voglio vedere cosa succede se non si porta la foto in formato cartaceo…

IDEA (Identity Easy Access)

E’ l’app che verifica la correttezza dei dati inseriti all’interno della CIE

carta identità elettronica.

È un’app per terminali Android dotati di lettore di prossimità “NFC”, con la quale leggere i dati scritti a bordo del microprocessore della Carta di identità elettronica verificando così il corretto funzionamento del documento e l’esattezza dei dati in esso riportati. L’app è utilizzabile anche con il Passaporto elettronico o con il Permesso di soggiorno elettronico. Maggiori informazioni sulle caratteristiche dell’app e sulle future evoluzioni sono disponibili sul sito di riferimento.

Tanti i progetti e le idee, ma i comuni a corto di personale e attrezzature non sono al passo coi tempi.

Alcuni errori si sono già verificati a Brescia

“Al fine di rendere trascurabili i rischi di disagio per i cittadini – si legge in una nota dell’Istituto – sono state avviate tutte le procedure previste a livello nazionale ed internazionale per la corretta gestione di questi documenti in caso di attraversamento di frontiere (nel caso di Cie valide per l’espatrio)”.

Il Salvagente aveva avvertito:
Sono 299mila le carte di identità elettronicheCie, che presentano un difetto: nel chip, per un errore di produzione, è stata memorizzata una data di emissione diversa da quella correttamente riportata sul fronte del documento. Si tratta di un dato secondario e il documento, precisa il Poligrafico dello Stato, è valido per l’espatrio. Tuttavia i possessori di queste card verranno avvertiti con una comunicazione e sul sito dell’Istituto è comunque possibile verificare, digitando il codice fiscale e il numero seriale della carta, verificare se la Cie rientra in quelle difettose.

Erano 846 solo a Rovigo, parliamo di quelle difettose. Segnalati difetti pure in Umbria, a Cremona e a Legnano dove ne sono state conteggiate ben 400.

Il cittadino (notoriamente siamo tutti informatici) può verificare se la sua sia difettosa cliccando: https://www.cartaidentita.interno.gov.it/verifica-cie/

L’Isituto Poligrafico, invece di spiegare chi, come e dove abbia sbagliato ha precisato:

“Si rileva l’infondatezza di numerose affermazioni riportate nel testo, anche per evitare un inutile allarme per i cittadini”, puntualizza il Poligrafico. “Nessun cittadino italiano è stato respinto alle frontiere in quanto le circa 350.000 carte emesse nel periodo ottobre 2017 – febbraio 2018 con dati non riportati correttamente in una parte secondaria del microprocessore, sono perfettamente funzionanti”.

In conclusione è opportuno seguire l’insegnamento:

“Prendi una buona idea e mantienila. Inseguila, e lavoraci fino a quando non funziona bene.” 
WALT DISNEY

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