Nelle barrette energetiche CLIF Bar c'è la plastica e l'azienda le ritira.

COMUNICATO STAMPA
Nelle barrette energetiche CLIF Bar c'è la plastica e l'azienda le ritira. Il produttore americano CLIF Bar, ha richiamato le sue famose barrette energetiche di cioccolata dagli scaffali degli Stati Uniti dopo il ritrovamento di tracce di plastica nel prodotto. Lo rendono noto i media americani. Il richiamo comprende solo un numero limitato di prodotti confezionati nello stabilimento americano di Emeryville, una city degli Stati Uniti d'Ame...

COMUNICATO STAMPA

Nelle barrette energetiche CLIF Bar c'è la plastica e l'azienda le ritira. Il produttore americano CLIF Bar, ha richiamato le sue famose barrette energetiche di cioccolata dagli scaffali degli Stati Uniti dopo il ritrovamento di tracce di plastica nel prodotto. Lo rendono noto i media americani. Il richiamo comprende solo un numero limitato di prodotti confezionati nello stabilimento americano di Emeryville, una city degli Stati Uniti d'America, situata nella Contea di Alameda della California. Le tracce di plastica, che possono provocare soffocamento, sono state trovate negli Usa. Le barrette a rischio sono quelle con la denominazione Butter CLIF Nut Butter Filled. «Con questo richiamo - ha spiegato la società in un comunicato - vogliamo impedire che i nostri clienti acquistino e consumino uno dei prodotti menzionati». La filiale americana di CLIF BAR invita pertanto i clienti a non consumare questi prodotti. Non sono coinvolti dal provvedimento i paesi europei anche se non è ancora chiaro se le barrette abbiano raggiunto anche il mercato italiano. Infatti la CLIF Bar ha un grossista anche in Italia che è la Beltrami Tsa, distributore esclusivo dell'importante marchio americano di integratori per lo Sport. Giovanni D'Agata, presidente dello “ Sportello dei Diritti” invita, pertanto, a prestare la massima attenzione agli acquisti via internet anche su siti stranieri e negozi online come Amazon, Prozis, Veggie Shop24 e Walmart e a quanto acquistato da ora ai prossimi mesi. Nessun prodotto dovrebbe giungere nei nostri negozi, perché i prodotti già in viaggio verso l'Italia dovrebbero essere stati bloccati e rispediti indietro. Di nuovo, una cautela nella verifica di quanto acquistato non è mai troppa. Lecce, 07 dicembre 2016                                                                                                                                                                                              Giovanni D’AGATA