GIDRO 2026, i grandi laghi lombardi protagonisti del debutto del Giro d’Italia in Idrovolante
Da Sesto Calende a Como, passando per il Garda fino a Trieste: oltre 500 chilometri di volo per rilanciare la cultura idroaviatoria italiana. A settembre la seconda parte del tour porterà gli equipaggi dal Lago Trasimeno fino a Gallipoli.

Si è conclusa con un bilancio decisamente positivo la prima parte del GIDRO 2026, la seconda edizione del Giro d’Italia in Idrovolante che, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, ha riportato gli idrovolanti a solcare i cieli e le acque dei grandi laghi del Nord Italia. Un’iniziativa che ha visto protagonista anche il territorio varesino, con la partenza da Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino, luoghi simbolo della storia del volo anfibio italiano.
L’edizione 2026 del GIDRO si sviluppa in due distinti momenti dell’anno per un totale di tredici tappe. La prima tratta, appena conclusa, ha collegato il Lago Maggiore a Trieste attraverso alcuni dei più importanti specchi d’acqua del Nord Italia, mentre la seconda prenderà il via il prossimo 5 settembre dal Lago Trasimeno per concludersi il 13 settembre a Gallipoli, nel Salento.
Per il territorio della provincia di Varese il GIDRO ha rappresentato molto più di una semplice manifestazione aeronautica. La scelta di partire da Sesto Calende non è casuale: la città affacciata sul Ticino e sul Lago Maggiore è infatti una delle culle dell’idroaviazione italiana, strettamente legata alla storia della SIAI Marchetti e alle grandi trasvolate che hanno segnato il Novecento.

La manifestazione ha preso il via dal Marina di Verbella, dove si sono svolti incontri, conferenze, esposizioni e momenti di approfondimento dedicati alla cultura del volo sull’acqua. Proprio qui è stato presentato anche il progetto ALISEO, acronimo di Alleanza per gli Idroscali Storici e l’Ecosistema Operativo, nato con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio costituito dagli antichi idroscali italiani e promuovere nuove opportunità per il volo anfibio.
Sette velivoli anfibi ultraleggeri avanzati hanno preso parte a questa prima fase del tour, affrontando un percorso di circa 500 chilometri che ha toccato alcune delle località più rappresentative dell’idroaviazione nazionale. Dopo il decollo dal Lago Maggiore, gli equipaggi hanno raggiunto l’idroscalo storico dell’Aero Club Como, riportando gli idrovolanti sulle acque del Lario. Successivamente il GIDRO ha fatto tappa sul Garda, prima a Gardone Riviera e poi a Desenzano, altro luogo ricco di storia aeronautica grazie ai record mondiali di velocità stabiliti dagli idrocorsa italiani negli anni Trenta.
La prima tratta si è poi conclusa a Trieste, dopo il passaggio da Gorizia, consolidando una formula che unisce volo, turismo, cultura e promozione del territorio. In ogni località raggiunta dagli equipaggi sono stati organizzati incontri pubblici, mostre, momenti divulgativi e occasioni di confronto sul futuro dell’aviazione anfibia e della mobilità sostenibile.

L’iniziativa, promossa dall’associazione Aviazione Marittima Italiana con la collaborazione di diverse realtà del settore aeronautico, continua infatti a perseguire un obiettivo preciso: riportare l’attenzione sulle potenzialità dell’idrovolante come mezzo di trasporto, strumento di monitoraggio ambientale e risorsa per un nuovo modello di turismo intermodale e sostenibile.
Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento delle comunità locali. A Sesto Calende, Como e Desenzano del Garda il passaggio degli idrovolanti ha richiamato curiosi, appassionati e famiglie, confermando come il fascino del volo sull’acqua continui a esercitare una forte attrazione sul pubblico. Le tappe lombarde hanno inoltre consentito di riscoprire luoghi che hanno scritto pagine importanti della storia dell’aviazione italiana.
Ora l’attenzione si sposta sulla seconda parte del GIDRO 2026. Il prossimo 5 settembre gli equipaggi ripartiranno dal Lago Trasimeno per affrontare un percorso che li porterà a Orbetello, sul Lago di Bracciano, a Cagnano Varano, Bari, Brindisi, Taranto e Galatina, prima dell’arrivo finale a Gallipoli previsto per il 13 settembre. Un itinerario che collegherà idealmente il centro e il sud Italia attraverso laghi, fiumi e coste marine, ampliando ulteriormente il messaggio di promozione culturale e territoriale della manifestazione.

Per la provincia di Varese resta la soddisfazione di aver ospitato la partenza di un evento che affonda le proprie radici nella storia locale. Non è un caso che il GIDRO abbia scelto proprio il Lago Maggiore come punto di partenza: qui, tra Sesto Calende e le sponde del Ticino, l’idrovolante non rappresenta soltanto un mezzo di trasporto, ma una parte integrante dell’identità del territorio. E il successo registrato in questa prima fase dimostra come quella tradizione continui ancora oggi a guardare al futuro.



