Svizzera, referendum/ vince "prima i nostri"

PRIMA I NOSTRI VINCE IN SVIZERA Passa con 58% dei votanti (45% degli aventi diritto) il referendum sull’articolo costituzionale che chiede che siano privilegiati, a parità di qualifiche professionali, i lavoratori che vivono sul territorio dello stato. Il referendum era stato promosso dalla destra nazionalista dell’UDC con il sostegno della Lega dei Ticinesi. Un ennesimo segno del popolo svizzero che già il 9 febbraio 2014, con una maggioranza risicata del 50,5%, aveva votato per il tetto all...

PRIMA I NOSTRI VINCE IN SVIZERA Passa con 58% dei votanti (45% degli aventi diritto) il referendum sull’articolo costituzionale che chiede che siano privilegiati, a parità di qualifiche professionali, i lavoratori che vivono sul territorio dello stato. Il referendum era stato promosso dalla destra nazionalista dell’UDC con il sostegno della Lega dei Ticinesi. Un ennesimo segno del popolo svizzero che già il 9 febbraio 2014, con una maggioranza risicata del 50,5%, aveva votato per il tetto all’immigrazione auspicando la rinegoziazione dei trattati con la UE relativi alla libertà di movimento dei lavoratori, finora rimasto inattuato per le difficoltà di rinegoziare i trattati con Bruxelles. Per il momento il referendum non ha conseguenze pratiche perché necessita di una legge di applicazione e la decisione finale spetta al Consiglio Federale e al Parlamento di Berna, ma il segnale è chiaro e molto duro “prima i nostri”. Il governo ticinese ha già segnalato la difficoltà di applicare la scelta referendaria a causa di problemi di armonizzazione con le leggi federali. Il popolo svizzero vuole privilegiare la manodopera indigena o gli stranieri residenti assicurando ai ticinesi la precedenza nel mercato del lavoro locale, anche se in pratica, come normalmente accade dovunque, gli stranieri frontalieri (in questo caso gli italiani) vanno ad occupare spazi poco appetibili per i locali e, generalmente, a condizioni meno vantaggiose. C’è allarme tra i politici lombardi che vorrebbero fosse la Comunità Europea ad affrontare e risolvere la questione. Gallarate 26 settembre 2016 Fabrizio Sbardella Varese Press Gallarate