Malpensa. Nasce lo squadrone Cacciatori delle Alpi: una nuova era per la sicurezza
In una solenne cerimonia tenutasi a Somma Lombardo, presso la storica Cascina Malpensa, è stata posata la prima pietra della caserma che ospiterà il nuovo Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori delle Alpi”. L’evento, svoltosi il 29 maggio 2026, ha visto la partecipazione di figure istituzionali di primo piano, tra cui il Ministro dell’Economia e delle Finanze, On. Giancarlo Giorgetti, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo.
Malpensa. Questa giornata segna un momento fondamentale per la sicurezza del territorio, con l’istituzione di un reparto altamente specializzato destinato a contrastare le minacce criminali nelle aree più impervie del Nord Italia.

Una cerimonia solenne per un impegno concreto a Malpensa
L’evento ha avuto inizio alle ore 10:00, scandito da momenti di grande formalità che hanno sottolineato l’importanza dell’occasione. Uno schieramento imponente, composto da militari del Comando Provinciale di Varese, dalle Squadre d’Intervento Operativo del 3° Reggimento CC “Lombardia” e dai Carabinieri Cacciatori provenienti dagli Squadroni di “Calabria”, “Sardegna”, “Sicilia” e “Puglia”, ha reso omaggio alle autorità presenti. La presenza di una pattuglia di Carabinieri a cavallo e della Fanfara del 3° Reggimento ha aggiunto un tocco di tradizione e solennità. Dopo la resa degli onori al Ministro Giorgetti, la cerimonia dell’alzabandiera ha dato ufficialmente il via alla giornata, unendo tutti i presenti sotto il simbolo dell’unità nazionale e dell’impegno dello Stato.
Le parole del Comandante Generale Luongo a Malpensa
Il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo ha preso la parola per primo, evidenziando il profondo valore simbolico della cerimonia. “È un momento significativo perché statuisce l’inizio di una nuova infrastruttura per l’Arma dei Carabinieri”, ha dichiarato. Ha poi spiegato come la nuova caserma accoglierà reparti di particolare importanza, primo fra tutti lo Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori delle Alpi. Il Generale ha sottolineato che l’istituzione di questo nuovo squadrone nel Nord Italia non è una decisione casuale, ma risponde a esigenze concrete e attuali. “Forte delle esperienze maturate anche in Sicilia e in Puglia”, ha continuato, “risponde a esigenze concrete e attuali, quelle di garantire la migliore sicurezza possibile alla collettività”.
Tecnologia e flessibilità al servizio dei cittadini
Proseguendo nel suo discorso, il Comandante Generale ha illustrato le dotazioni all’avanguardia che caratterizzeranno il nuovo reparto. “Avranno automezzi dedicati, droni sofisticati e tecnologie all’avanguardia, così potranno muoversi con agilità e in ogni modalità operativa”. Questa capacità di movimento e di intervento rapido renderà i Cacciatori delle Alpi una risorsa strategica e flessibile, capace di integrare e potenziare la rete territoriale dell’Arma. Il loro impiego non sarà limitato alla lotta alla criminalità organizzata, ma si estenderà anche alla gestione delle emergenze, alle necessità eccezionali e al controllo urbano. Concludendo il suo intervento, il Generale Luongo si è rivolto direttamente ai Carabinieri presenti, ricordando loro la missione più profonda del loro servizio: “Queste mura saranno fredde, senza anima, se non ci saranno persone e carabinieri che le abiteranno. Questa sarà ancora una volta una Stazione Carabinieri aperta alla comunità, una ‘porta della speranza’; da qui ogni giorno partiranno Carabinieri pronti a dare il proprio contributo per la sicurezza di questi territori”.
L’intervento del Ministro Giorgetti a Malpensa
Anche il Ministro dell’Economia e delle Finanze, On. Giancarlo Giorgetti, ha voluto sottolineare la portata strategica del progetto. “La caserma che verrà realizzata sarà un punto di riferimento per la sicurezza del nostro territorio e dei nostri cittadini”, ha affermato. Per il Ministro, la prima pietra non è solo un mattone, ma rappresenta “le fondamenta di un futuro di sicurezza, di impegno per la nostra comunità”. Ha poi contestualizzato l’iniziativa all’interno di una più ampia strategia di riqualificazione e bonifica del territorio, volta a “restituire ai cittadini aree verdi e boschive che negli anni sono diventate terreno fertile di bande criminali e di spacciatori”. Con parole cariche di speranza, ha definito il progetto come “un progetto di rinascita voluto dalle istanze di cittadini e sindaci che abbiamo accolto e che verrà realizzato”.
Un luogo ricco di storia per un futuro di sicurezza
Il momento culminante della cerimonia è stato la posa effettiva della prima pietra, un gesto compiuto congiuntamente dal Ministro Giorgetti e dal Comandante Generale Luongo, seguito dalla benedizione impartita dal Prevosto di Varese, Monsignor Gabriele Gioia. La scelta della location, Cascina Malpensa, è particolarmente significativa. Edificata alla fine del XVIII secolo come colonia agricola, la struttura ha attraversato secoli di storia italiana, adattandosi a diverse funzioni militari. All’inizio del Novecento, con la nascita dell’industria aeronautica dei fratelli Caproni, la cascina fu assegnata al Corpo Aeronautico del Regio Esercito, per poi essere convertita in alloggi per le famiglie dei militari di stanza a Malpensa. Oggi, questo luogo storico si prepara a un nuovo capitolo, diventando il cuore pulsante di un reparto proiettato nel futuro della sicurezza nazionale.
Chi sono e come operano i Cacciatori
Ma chi sono esattamente i Carabinieri Cacciatori? Si tratta di unità d’élite, addestrate a operare in condizioni estreme e in ambienti naturali impervi, dove la criminalità organizzata spesso cerca rifugio e nasconde le proprie attività illecite. L’esperienza maturata dai reparti gemelli in Calabria, Sardegna, Sicilia e Puglia ha dimostrato la loro efficacia nel penetrare territori inaccessibili, scovare latitanti, smantellare piantagioni di droga e sequestrare armi. I Cacciatori delle Alpi applicheranno queste stesse tecniche operative al contesto del Nord Italia, caratterizzato da vaste aree boschive, valli e zone prealpine che sono diventate, negli ultimi anni, teatri di spaccio e di violenza. La loro capacità di muoversi in silenzio, di mimetizzarsi e di condurre operazioni di lunga durata li rende uno strumento insostituibile nella lotta contro le forme di criminalità che sfruttano l’ambiente naturale per eludere i controlli tradizionali.
Una risposta mirata al fenomeno dello “spaccio nei boschi”
L’istituzione dello squadrone è una risposta diretta e forte al crescente allarme sociale generato dal fenomeno dello “spaccio nei boschi”. Le province di Varese, Como, Milano e altre aree della Lombardia hanno visto un aumento esponenziale di attività di narcotraffico gestite da bande criminali che si insediano in aree verdi, rendendole inaccessibili e pericolose per i cittadini. Queste bande, spesso violente e ben organizzate, sfruttano la copertura della vegetazione per gestire un mercato illegale fiorente. Le pattuglie tradizionali faticano a contrastare efficacemente questo fenomeno a causa della difficoltà del terreno. I Cacciatori delle Alpi, con il loro addestramento specifico, l’equipaggiamento avanzato e il supporto elicotteristico, saranno in grado di effettuare incursioni mirate, bonificare le aree e restituirle alla fruizione della comunità, riaffermando la presenza e l’autorità dello Stato.
Un gesto di vicinanza e rispetto istituzionale
Un aspetto particolarmente significativo della giornata è stato il clima di collaborazione e rispetto reciproco. Al termine della cerimonia, il gruppo “Vivi Condofuri” ha voluto ringraziare anche le altre liste e candidati che, pur nella legittima contrapposizione elettorale, hanno espresso vicinanza e auspicio per una rapida risoluzione delle questioni amministrative. Questo gesto, profondamente apprezzato, dimostra come il confronto politico possa e debba mantenere un profondo senso umano e istituzionale, specialmente nei momenti più delicati, mettendo sempre al primo posto l’interesse della comunità. La cerimonia di Somma Lombardo diventa così un simbolo non solo di sicurezza, ma anche di coesione e di impegno condiviso per il bene comune.
Conclusioni
La posa della prima pietra della caserma dei Cacciatori delle Alpi è molto più di un semplice atto formale. Rappresenta la volontà dello Stato di rispondere con fermezza e intelligenza alle nuove sfide della criminalità, proteggendo i cittadini e il territorio. È l’inizio di un progetto che unisce storia, innovazione e un profondo senso del dovere, incarnato dagli uomini e dalle donne dell’Arma dei Carabinieri. Con questa nuova base operativa, l’impegno quotidiano per la legalità si rafforza, promettendo un futuro più sicuro per le comunità del Nord Italia e rinnovando il patto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni che li proteggono.
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