Claudio Borghi Aquilini, l'economista della Lega

La biografia completa di Claudio Borghi Aquilini claudio_borghi_bioSono nato a Milano il 6/6/1970 da genitori entrambi nati a Milano (rarità!) con ascendenti del lago di Como (gli Aquilini) di Pogliano Milanese e di San Colombano al Lambro. Padre impiegato alla Pirelli. Madre Casalinga (maiuscolo). Trasferito sin da bambino nella più o meno ridente Carnate (Monza) ma con il cuore a Carate (consonante in meno, panorama in più) sul Lago di Como. Imparato a leggere a tre anni. Ottimo alle elemen...

La biografia completa di Claudio Borghi Aquilini claudio_borghi_bioSono nato a Milano il 6/6/1970 da genitori entrambi nati a Milano (rarità!) con ascendenti del lago di Como (gli Aquilini) di Pogliano Milanese e di San Colombano al Lambro. Padre impiegato alla Pirelli. Madre Casalinga (maiuscolo). Trasferito sin da bambino nella più o meno ridente Carnate (Monza) ma con il cuore a Carate (consonante in meno, panorama in più) sul Lago di Como. Imparato a leggere a tre anni. Ottimo alle elementari, Ottimo alle medie. Mai riuscito ad impennare con la bicicletta. Mi iscrivo al liceo scientifico A. Banfi di Vimercate dove decido che se continuo a fare il più bravo della classe le speranze di far colpo sulle ragazze non si sposteranno mai dallo zero quindi comincio a distrarmi e esco con 52 su 60 ma divertendomi tantissimo. A calcio e negli sport normali faccio schifo e, dato che mi piace vincere, non partecipare, mi dedico a sport praticati da persone misurabili in numeri negativi: tiro con l’arco da caccia (a sagome), baseball e scacchi, anche se gli anni del liceo saranno in realtà segnati dai giochi di ruolo e da interminabili tornei di risiko con gli amici (armate gialle, sfortuna nera ai dadi). La mia passione era però la Borsa. Lo avevo deciso sin da piccolo quando mi raccontarono che comperando un’azione si poteva comperare un pezzo della Pirelli. “Quale?” “La matita sulla scrivania del papà” “E con dieci azioni?” “La sedia del papà” “E con cento?” “Beh, con cento tutta la scrivania”. Dovevo lavorare in borsa. Volevo la scrivania del papà. Passo i test di iscrizione alla Bocconi e (per la disperazione di mia madre) straccio la lettera di ammissione per iscrivermi a Scienze Economiche e Bancarie in Cattolica, sezione serale, vincendo pure un milione (di lire) come miglior solutore dei test di ingresso, e cerco lavoro in Borsa. Un agente di cambio (Studio Fossi & Bottazzi) mi prende adesso si direbbe in “stage” come fattorino e mi faccio in quattro per essere confermato. Li “convinco” realizzando un programma in BASIC sull’unico pc dello studio che automatizza un barboso lavoro che veniva fatto a mano con la macchina da scrivere e, grazie all’intercessione del figlio dell’agente di cambio, vengo assunto. Primo giorno di lavoro il gennaio 1990. Toccavo il cielo con un dito. La Borsa “alle grida” era un luogo magico e temutissimo. Il mio status sociale, se pur da fattorino, schizza alle stelle. Affitto un buco microscopico vicino a Piazza Affari. Scatto fuori dal lavoro alla sera, corro in Università, mi alleno fra i crampi davanti allo specchio a fare i “segni” di borsa. Mi vedo con gli amici, fondo la sezione ragazzi (Rotaract) del Rotary Club Milano Duomo, qualche successo con le ragazze… comincia la costante delle giornate di 26 ore e di poco sonno che mi accompagnerà a lungo. Complice la momentanea assenza di un operatore eseguo il mio primo ordine di acquisto in Borsa: comprare 10mila warrant Magneti Marelli al terzo mercato. Emozione indimenticabile. Nel frattempo studio i futures e i prodotti derivati, all’epoca fantascienza o quasi. Mi iscrivo ad un master (quello dell’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari) anche senza essere laureato e passo gli esami. Nel frattempo spariscono gli Agenti di Cambio e arrivano banche e Sim. La borsa diventa telematica. Cambia tutto e io mi ritrovo in prima fila con tutta la generazione precedente spazzata via per manifesta incapacità anche solo ad accendere il computer. Passo l’esame di Stato per Negoziatore Abilitato in valori mobiliari. Me la gioco bene facendo sempre coppia con il figlio dell’Agente di Cambio che mi aveva assunto all’inizio: mentre ero nella sim del gruppo Cariplo grazie alla mia conoscenza dei derivati trovo clienti importanti e grazie a questo mix vengo assunto a 24 anni (mentre vigeva la liretta svalutata post ’92) come funzionario in Deutsche Bank per realizzare la sezione di brokeraggio e trading sul future sull’indice di borsa. Probabilmente il più giovane funzionario di banca italiano e di un bel po’. Continuo a giocarmela bene: a 26 anni sono in Merrill Lynch come Director e responsabile del trading sull’azionario Italia. A 28 sono a Lugano a gestire un hedge fund. A 29 mi sposo con Giorgia, la mia metà in tutti i sensi. Cominciamo a collezionare arte moderna (la lista nozze era composta da “pezzi” di un quadro). A 30, stufo di pagare rette, mi laureo: 110 e premio Agostino Gemelli come miglior laureato dell’anno. A 31 torno in Deutsche Bank come dirigente, a 33 nasce mia figlia Livia, a 34 nasce mio figlio Flavio e decidiamo che due bastano. A 36 sono nominato Managing Director, massimo grado di dirigenza possibile. All’apice della carriera vengo chiamato dall’Università Cattolica per tenere un corso. Scopro che stare con i ragazzi mi dà molto e vengo confermato. Ormai avevo avuto tutto dalla vita e comincio a pianificare il ritiro. Volevo godermi i figli certo che la loro infanzia non sarebbe mai tornata, al contrario di qualsiasi lavoro. Per Forza e per Amore contradaiolo della Nobile Contrada dell’Aquila. Tutta la famiglia battezzata a Siena alla fontanina di Piazza Postierla. Schifato dall’ultimo governo Prodi-Visco-Padoa Schioppa comincio a scrivere editoriali economici per “il Giornale”. A 38 anni mi ritiro. Mai un’irregolarità, mai una contestazione, mai una multa. Continuo ad insegnare accettando sempre più corsi e risultando sempre nei migliori quartili nelle valutazioni degli studenti, continuo a scrivere per “il Giornale” venendo confermato da 4 direttori e accetto solo lavori che mi consentano di stare in famiglia tipo consulenze e consigli di amministrazione come indipendente. Nei consigli duro poco perché invece di stare lì da bravo scopro alcune magagne e scopro anche che le proprietà speravano che non le scoprissi. Peggio per loro. Nel frattempo grazie al molto tempo a disposizione oltre a stare con la famiglia leggo e studio molto. Aumento il numero di pezzi scritti per “Il Giornale” (quasi 200) firmando spesso articoli in prima pagina. Passo dai forum di discussione (che ho sempre frequentato) a twitter trovandomi grandemente a mio agio. Questa visione più ampia dei dati e delle notizie mi fa “scoprire” la trappola dell’Euro. Da allora approfondisco l’argomento nei minimi dettagli e inizio a scrivere editoriali allarmati su “il Giornale” prendendomi anche i primi rimbrotti dalla redazione in quanto un po’ monotematico. In televisione partecipo ai talk show in quanto “portatore di idee strane”. Vengo intervistato da Claudio Messora che realizza un fortunato video (“Come si esce dall’Euro”) che, nonostante sia di oltre un’ora e parli di economia, viene visto su youtube da più di 300mila persone. Termino il libro “Investire nell’Arte”, iniziato per gioco ma poi richiesto da diversi editori. “Vince” Sperling & Kupfer che lo pubblicherà poi nel Gennaio 2013. Per passione, in aggiunta alle mie materie (Economia degli Intermediari Finanziari e Economia delle Aziende di Credito) incomincio ad insegnare Economia e Mercato dell’Arte in Cattolica e in corsi e lezioni allo IED di Venezia e alla Luiss a Roma. Pubblico articoli sulla situazione dell’Euro sulla rivista della’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari evitando di pubblicare su riviste “scientifiche” per non essere confuso con un ricercatore e non “rubare” spazi in dipartimento. Grazie alla segnalazione su un forum scopro l’esistenza di Alberto Bagnai “prova a leggere cosa scrive questo qui che dice le stesse cose tue ma le spiega meglio”. Leggendolo da una parte mi tranquillizzo (non sono matto) ma dall’altra mi preoccupo (allora ho ragione e quindi siamo nei guai). Moltiplico gli sforzi di divulgazione aiutato da una crescente community su twitter che amplifica di molto voce e idee. Tengo conferenze sul tema in giro per l’Italia. Sono spesso ospite dei talk show. L’argomento pian piano passa e aumentano le voci che dicono le stesse cose. Rompo le scatole a tutti i partiti ricevendo alla meglio un blando interesse. Vengo chiamato nel luglio del 2013 da Matteo Salvini che mi chiede di spiegargli “queste idee strane sull’Euro”. Si convince subito e mi chiede di aiutarlo a diffonderle in modo comprensibile. Mi commissiona il manualetto “Basta Euro” e, diventato nel frattempo Segretario Federale, organizza un tour in tutta Italia per informare quante più persone possibile. Ora candidato della Lega Nord alla guida della Regione Toscana per tentare di rovesciare il regime eurista del PD e tornare finalmente liberi. Se i Toscani riusciranno in questo miracolo il loro nome sarà legato a qualcosa di grande e si guadagneranno l’eterna gratitudine di tutti gli Italiani. Io sono solo uno strumento trasparente, a loro la parola. Scarica la Biografia completa in PDF