FOIBE, TRECATE: INTITOLAZIONE PIAZZALE IN VIA MURELLO A “MARTIRI DELLE FOIBE”

INTITOLAZIONE PIAZZALE IN VIA MURELLO A “MARTIRI DELLE FOIBE” L’Amministrazione comunale, a seguito della mozione presentata dal Consigliere comunale , ha recentemente deliberato l’intitolazione del Piazzale in Via Murello ai “Martiri delle Foibe” per conservare la memoria delle tragiche vicende occorse al confine orientale del nostro Paese durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra. I primi italiani che subirono l’epurazione titina furono  carabinieri, poliziott...

INTITOLAZIONE PIAZZALE IN VIA MURELLO A “MARTIRI DELLE FOIBE” L’Amministrazione comunale, a seguito della mozione presentata dal Consigliere comunale , ha recentemente deliberato l’intitolazione del Piazzale in Via Murello ai “Martiri delle Foibe” per conservare la memoria delle tragiche vicende occorse al confine orientale del nostro Paese durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra. I primi italiani che subirono l’epurazione titina furono  carabinieri, poliziotti, agento della guardia di finanza, militari e collaborazionisti, insieme alle loro famiglie. Il sistema era drammaticamente semplice: dopo aver legato le vittime insieme sull’orlo delle foibe, i partigiani titini aprivano il fuoco e i colpiti precipitavano nel baratro tirandosi dietro tutti gli altri che così subivano una morte lunga e dolorosissima. In questo clima di terrore, il 10 febbraio 1947 venne firmato il Trattato di pace di Parigi che consegnò integralmente l’Istria e la Dalmazia alla Jugoslavia determinando l’esodo di decine di migliaia di persone costrette ad abbandonare case, terreni e beni confiscati dal nuovo governo per emigrare in Sud America, Australia, Canada, Stati Uniti d’America o trovare rifugio in un’Italia che, però, non li accolse sempre a braccia aperte. Smistati su tutto il territorio nazionale, vista l’enormità del fenomeno, alcune centinaia di profughi arrivarono anche a Novara dove furono inizialmente ospitati nella Caserma Perrone. Nonostante le numerose prove di solidarietà il rapporto tra la popolazione novarese e i nuovi arrivati conobbe momenti di tensione. Nel 1952 il Governo stanziò fondi sufficienti a realizzare nuove abitazioni da assegnare ai profughi ospitati nei centri di raccolta. Fu così che nel 1953 iniziò la costruzione del Villaggio Dalmazia, inaugurato poi nel 1956. La documentazione relativa all’intitolazione è stata sottoposta al Prefetto di Novara e si è in attesa dell’autorizzazione dell’Ufficio Territoriale di Governo, per poi formalmente procedere all’intitolazione e alla posa della targa. “Finalmente, grazie alla sensibilità dell’Amministrazione comunale che ha accolto la mia proposta – spiega Cesare Fregonara, Consigliere comunale incaricato all’Attuazione del Programma Amministrativo – sarà possibile commemorare permanentemente le tante vittime degli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, avvenuti tra il 1943 e il 1945 a cui è seguito un esodo stimato tra le 250.000 e le 350.000 persone".