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    Tovaglieri
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    Mercosur, la posizione dell’On.Tovaglieri

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    By Redazione on 21 Gennaio 2026 Agricoltura, Politica, Territorio
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    Mercosur,  la posizione dell’eurodeputata Isabella Tovaglieri e le dinamiche legate al trattato commerciale internazionale.

    Accordo Mercosur: La Battaglia di Isabella Tovaglieri per Difendere il Made in Italy e l’Agricoltura.

    Il dibattito politico europeo è stato recentemente scosso dal voto dell’Europarlamento sulla ratifica del trattato Mercosur, un accordo commerciale tra l’Unione Europea e i paesi dell’America Latina (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay). In questo scenario, la Lega ha assunto una posizione di netta chiusura verso l’attuale formulazione del testo, guidata dalla ferma convinzione che la tutela delle eccellenze italiane non possa essere oggetto di baratti politici o economici. Secondo l’eurodeputata Isabella Tovaglieri, il “Made in Italy” rappresenta un valore assoluto che va difeso nella sua interezza, senza sacrificare comparti storici sull’altare di interessi settoriali.
    La discussione intorno al Mercosur non riguarda solo tariffe doganali, ma tocca la sopravvivenza stessa di filiere integrate che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo italiano. La presa di posizione della Lega, definita “decisiva” per il blocco della ratifica, mira a impedire che l’economia nazionale venga frammentata. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare un “compromesso al ribasso” che finirebbe per favorire alcuni comparti industriali a discapito di quello agricolo, considerato un pilastro strategico e identitario per l’Italia.
    Analizzando le criticità del Mercosur, l’eurodeputata Tovaglieri ha sottolineato come la ratifica dell’accordo sia ora passata al vaglio della Corte di Giustizia. Questo passaggio istituzionale è fondamentale per valutare la compatibilità del trattato con il diritto comunitario e per garantire che vengano inserite tutele scritte e vincolanti per la produzione italiana. La preoccupazione principale resta quella di mettere “nero su bianco” garanzie che proteggano i nostri agricoltori da una concorrenza che spesso non rispetta gli stessi standard qualitativi e ambientali richiesti in Europa.
    Il rischio concreto legato al Mercosur è quello di una “svendita” a rate del patrimonio produttivo. Tovaglieri ribadisce che la manifattura e l’agricoltura devono camminare di pari passo: proteggere l’una non può significare l’abbandono dell’altra. In un momento storico caratterizzato da incertezze globali, la sicurezza alimentare e la sovranità produttiva diventano asset geopolitici fondamentali. Indebolire la terra per favorire le fabbriche sarebbe un errore strategico che renderebbe l’Italia più vulnerabile alle fluttuazioni dei mercati internazionali e alle tensioni diplomatiche.
    L’integrità del sistema Italia: agricoltura e industria come un’unica filiera
    Uno dei punti cardine della visione espressa da Isabella Tovaglieri riguarda l’interconnessione dei settori economici. L’economia italiana non è fatta di compartimenti stagni, ma è una filiera integrata. Quando si parla di Made in Italy, ci si riferisce a un ecosistema dove il design incontra la materia prima e dove l’industria trasforma ciò che l’agricoltura produce con eccellenza.
    Abbandonare l’agricoltura per ottenere vantaggi immediati nell’automotive o nella meccanica sarebbe, secondo l’esponente della Lega, una miopia politica. La difesa della manifattura, battaglia storica della Tovaglieri in Commissione Industria, non deve essere vista in contrapposizione al mondo rurale. Al contrario, la resilienza del sistema Paese dipende dalla capacità di mantenere forti tutti i suoi anelli.
    Il caso del riso: un settore a rischio sopravvivenza
    Entrando nel dettaglio delle criticità settoriali, il settore del riso emerge come uno dei più esposti ai pericoli del trattato con i paesi sudamericani. L’importazione a dazio zero di prodotti provenienti dal Sud America rappresenterebbe un colpo mortale per le risaie italiane, eccellenza mondiale concentrata soprattutto nel quadrante nord del Paese.
    Senza clausole di salvaguardia robuste, il mercato verrebbe inondato da prodotti a basso costo, mettendo fuori gioco i produttori locali che devono sostenere costi di produzione più elevati per garantire la sicurezza alimentare e il rispetto dell’ambiente. Tovaglieri solleva un dubbio legittimo: perché accettare clausole di salvaguardia relegate al di fuori del trattato principale, rendendole di fatto fragili e facilmente aggirabili?
    Oltre le “follie green”: una critica alla politica UE
    Il no al Mercosur si inserisce in un solco di coerenza che Isabella Tovaglieri rivendica rispetto al suo lavoro a Bruxelles. L’eurodeputata non ha risparmiato critiche a quelle che definisce “follie green”, ovvero normative su case e automotive (come lo stop ai motori termici o la direttiva sulle case green) promosse da PD e Forza Italia.
    Queste politiche, secondo la Lega, rischiano di desertificare il tessuto industriale italiano senza portare reali benefici ambientali su scala globale. La critica della Tovaglieri si estende anche al trattamento riservato dai rappresentanti di categoria sul territorio, che a suo dire sarebbero stati meno polemici verso i partiti che hanno sostenuto tali misure rispetto a quanto fatto con la Lega, nonostante quest’ultima si sia sempre battuta per la concretezza e la protezione del lavoro.
    Modelli alternativi: l’esempio dell’accordo con l’India
    Isabella Tovaglieri suggerisce che un’alternativa al trattato “tutto o niente” esiste. Si potrebbero perseguire intese settoriali focalizzate su investimenti specifici o sull’approvvigionamento di materie prime critiche, senza necessariamente includere i prodotti agricoli sensibili.
    Un esempio citato è quello del negoziato in corso con l’India, dove l’esclusione di alcuni settori delicati dimostra che è possibile stringere accordi commerciali vantaggiosi senza sacrificare le produzioni nazionali. Questa flessibilità è ciò che è mancato, finora, nella gestione del dossier sudamericano, dove si è cercato di imporre un pacchetto preconfezionato dannoso per l’agroalimentare mediterraneo.
    Sicurezza alimentare e vulnerabilità geopolitica
    In un’epoca di “policrisi” – dalla pandemia alle tensioni energetiche causate dai conflitti – la sicurezza alimentare è diventata un tema di sicurezza nazionale. Dipendere eccessivamente dalle importazioni per il sostentamento primario espone il Paese a ricatti e instabilità.
    > “Indebolire il nostro settore agroalimentare significa rendere l’Italia più vulnerabile sullo scacchiere internazionale.”
    >
    Questa frase di Tovaglieri richiama l’esperienza della crisi energetica: così come l’eccessiva dipendenza dal gas estero ha messo in ginocchio imprese e famiglie, lo stesso potrebbe accadere con il cibo se non si proteggono i produttori interni. Un’Italia esposta alle instabilità globali finisce per danneggiare anche quei settori industriali che inizialmente speravano di beneficiare del libero scambio.

    Il ruolo della Commissione Industria e il dialogo con il territorio.

    Isabella Tovaglieri conclude il suo intervento riaffermando il proprio impegno in Commissione Industria (ITRE) a Bruxelles. La sua attività si concentra sulla difesa della manifattura locale, ponendosi come ponte tra le istituzioni europee e le istanze dei distretti produttivi italiani.
    L’invito finale è al dialogo diretto: l’eurodeputata sottolinea l’importanza di confrontarsi “di persona e non via social” con chi rappresenta le istanze del territorio. La politica, per essere efficace, deve tornare a essere ascolto reale delle necessità di chi ogni giorno produce ricchezza e mantiene vive le tradizioni d’eccellenza che rendono l’Italia unica nel mondo.

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