Daverio, Marco Colombo
Medico di base Daverio: l’appello di Marco che tutti i cittadini aspettavano
Medico di base Daverio è oggi la preoccupazione più grande per tante famiglie. Come ben sapete, non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità, scrive Marco in una lettera aperta che sta facendo il giro del paese. In questi anni ha raccolto segnalazioni su poste, postini, odori, lampioni, buche, dossi e tante altre problematiche. Ora il tema è più delicato e urgente. Mancare di un medico di riferimento assegnato.
Il problema del medico di base Daverio non riguarda pochi casi isolati. Numerosi concittadini, proprio come Marco, si trovano senza assistenza diretta e quotidiana. Devono spostarsi, telefonare altrove, attendere risposte che non arrivano. Una situazione che genera ansia, soprattutto per anziani e persone fragili. La comunità chiede una soluzione concreta e rapida.
Se in questo periodo Marco sta scrivendo poco sull’argomento, la ragione è chiara e va rispettata. Preferisce agire concretamente, confrontandosi con le autorità competenti. Lo fa anche grazie al contributo prezioso della consigliera comunale con delega alla Sanità, Patrizia Gherardi. Il lavoro silenzioso vale più di tanti annunci. Il medico di base Daverio non si trova con un post, ma con dialogo istituzionale continuo.
Come ben sapete, scrive ancora Marco, non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità. In questi anni ha cercato di farsi portavoce di tanti disagi. Dalle poste ai postini, dagli odori ai lampioni, fino alle buche, ai dossi e a tante altre problematiche del territorio. Un impegno costante, spesso poco visibile, che nasce dall’ascolto diretto. Ora quell’ascolto si concentra sulla salute, diritto fondamentale che non può attendere.
Perché a Daverio manca il medico di base
Daverio vive la stessa difficoltà di molti piccoli comuni lombardi. I medici di famiglia vanno in pensione e non vengono sostituiti subito. Le graduatorie regionali sono lente. I giovani professionisti scelgono spesso città più grandi o altre specializzazioni. Intanto gli ambulatori restano vuoti per giorni. La popolazione invecchia e ha bisogno di più attenzione, non di meno.
Via Gioacchino Rossini 9C, sede dell’ambulatorio comunale, è conosciuta da tutti. Lì si è costruita una storia di assistenza vicina. Oggi quell’indirizzo rischia di rappresentare un servizio a intermittenza. Non è colpa dell’amministrazione locale. Le competenze sulle nomine sono altrove. Però il disagio ricade sul paese. Chi ha bisogno di una ricetta, di un certificato, di un controllo, non sa a chi rivolgersi.
La carenza nazionale di medici di base rende tutto più complicato. Non basta pubblicare un bando. Serve rendere attrattivo il territorio. Offrire spazi adeguati, supporto amministrativo, collaborazione con altri servizi come il centro prelievi. Daverio ha già dimostrato di saper fare rete. Ora serve un nuovo passo avanti. La comunità è pronta a collaborare, ma chiede risposte certe.
Il ruolo di Patrizia Gherardi e l’impegno concreto dietro le quinte
In questa fase delicata, il contributo della consigliera comunale con delega alla Sanità, Patrizia Gherardi, è centrale. Gherardi conosce le procedure di ATS e Regione Lombardia. Sa dove sollecitare, quali documenti servono, come mantenere alta l’attenzione sul caso Daverio. Il lavoro dietro le quinte non fa notizia, ma produce risultati.
Marco sottolinea che preferisce agire concretamente piuttosto che alimentare polemiche sui social. Una scelta di stile che va riconosciuta. Confrontarsi con le autorità competenti richiede tempo, pazienza, incontri. Significa portare dati reali, non solo lamentele. Occorre spiegare quante persone sono rimaste senza medico, quali fasce di età sono più colpite, quali rischi si corrono senza presidio.
La collaborazione tra cittadini attivi e istituzioni locali è il modello che ha già funzionato. Non si cercano colpe, ma soluzioni. Gherardi fa da ponte tra il Comune e gli enti sanitari sovracomunali. Marco fa da megafono alle segnalazioni, raccogliendole con rispetto. Insieme stanno costruendo un dossier che possa pesare nelle sedi opportune.
Cosa è stato fatto in passato con i medici sostitutivi
Daverio non parte da zero. In passato si è riusciti a ottenere la presenza di medici sostitutivi presso gli ambulatori. Una conquista importante, resa possibile dall’impegno congiunto. Marco ricorda con piacere e apprezzamento le giovani dottoresse che hanno prestato servizio a Daverio. Professioniste preparate, disponibili, capaci di offrire un aiuto concreto alla comunità anche per periodi brevi.
Quell’esperienza insegna due cose. La prima è che la sostituzione è possibile, se c’è volontà e se la richiesta viene portata avanti con continuità. La seconda è che la comunità sa accogliere. Le dottoresse arrivate sono state apprezzate, rispettate, sostenute. Hanno trovato ambulatori funzionanti, cittadini educati, una rete di supporto. Un ambiente che invoglia a restare, non a fuggire.
Il modello del medico sostitutivo non è la soluzione definitiva, ma è un ponte utile. Permette di non lasciare le persone sole mentre si attende la nomina di un titolare. Garantisce continuità per ricette, piani terapeutici, certificazioni. Rappresenta un segnale di attenzione che la popolazione percepisce subito. Per questo va riproposto con forza.
L’obiettivo: un presidio medico per alcune ore a Daverio
Il nostro obiettivo, scrive Marco, è ottenere almeno un presidio medico per alcune ore. Un servizio concreto e adeguato alle necessità della popolazione, proprio come è stato possibile fare con il centro prelievi. Non si chiede l’impossibile. Si chiede un punto di riferimento stabile, anche part-time, dove trovare ascolto e risposte.
Un presidio per alcune ore a settimana cambierebbe la quotidianità. Permetterebbe agli anziani di non prendere l’auto per andare in altri comuni. Consentirebbe ai genitori di avere un riferimento rapido per i figli. Ridurrebbe il carico sui pronto soccorso, spesso intasati per questioni che il medico di famiglia risolve in pochi minuti. Sarebbe un investimento in prevenzione, non solo in cura.
Il paragone con il centro prelievi è calzante. Anche lì sembrava difficile ottenere qualcosa. Invece, grazie a richieste costanti e ben argomentate, il servizio è arrivato e oggi è apprezzato. Dimostra che quando istituzioni e cittadini remano nella stessa direzione, i risultati si vedono. Lo stesso percorso si può ripetere per il medico di base.
Salute come diritto e non come attesa infinita
La salute è un diritto fondamentale e il nostro territorio merita attenzione, ascolto e risposte concrete. Questa frase di Marco riassume tutto. Non è retorica. È il principio su cui si regge il Servizio Sanitario Nazionale. Avere un medico di riferimento non è un privilegio. È la base per costruire qualsiasi percorso di cura.
Chi resta senza medico vive una forma di incertezza quotidiana. Deve ricordare a memoria terapie, cercare di non sbagliare dosaggi, affidarsi a consigli non professionali. Per una persona fragile, questa condizione genera stress e senso di abbandono. Non possiamo accettare che diventi normalità. Daverio ha sempre mostrato attenzione alle persone più deboli. Deve continuare a farlo.
Continuerò a impegnarmi affinché questa richiesta non rimanga inascoltata, promette Marco. Un impegno che va oltre il singolo caso. Riguarda la coesione di una comunità. Un paese che si prende cura della salute dei suoi abitanti è un paese più forte, più unito, più attrattivo per chi vuole trasferirsi. La sanità di prossimità è anche sviluppo locale.
Cosa chiedono oggi i cittadini di Daverio
Le segnalazioni raccolte in questi giorni sono chiare e arrivano con toni pacati. I cittadini non chiedono miracoli. Chiedono informazioni trasparenti su tempi e procedure. Vogliono sapere quando arriverà un nuovo medico titolare. Chiedono nel frattempo una soluzione tampone dignitosa. Un calendario di presenze, anche limitato, pubblicato con anticipo e rispettato.
Chiedono anche ascolto vero, non formale. Molti si sono rivolti a Marco proprio perché sanno che non si è mai sottratto alle responsabilità. Hanno trovato in lui un canale diretto, senza filtri. Dalle poste ai postini, dagli odori ai lampioni, fino alle buche e ai dossi, ha sempre risposto. Ora la posta in gioco è più alta, ma il metodo resta lo stesso. Ascoltare, raccogliere, portare avanti nelle sedi opportune.
Infine, chiedono rispetto per il lavoro dei medici che ci sono stati. Le giovani dottoresse ricordate con affetto hanno dimostrato che si può fare bene anche in un contesto difficile. Valorizzare chi ha già aiutato Daverio significa creare un passaparola positivo. Altri professionisti potrebbero scegliere di venire, se sentono che il loro lavoro viene apprezzato dalla comunità.
Come si può risolvere la carenza di medici a Daverio
La soluzione non dipende da una sola persona, ma da un gioco di squadra ben coordinato. Il Comune può mettere a disposizione spazi adeguati e supporto logistico. ATS Insubria può accelerare le procedure di assegnazione e favorire incarichi provvisori. Regione Lombardia può incentivare chi sceglie aree a bassa copertura. I cittadini possono continuare a segnalare con precisione, senza polemica sterile.
Un presidio medico per alcune ore richiede coordinamento, non grandi investimenti. Serve un ambulatorio già esistente, una convenzione chiara, una comunicazione efficace. L’esperienza del centro prelievi insegna che la continuità è più importante della quantità. Meglio poche ore garantite ogni settimana che promesse vaghe di copertura totale che poi non si realizzano.
Marco chiude il suo messaggio con un ringraziamento semplice e sincero. Grazie a tutti per le segnalazioni, la fiducia e la collaborazione. Un caro saluto, Marco. Parole che mostrano stile e senso di comunità. In un momento in cui molti alzano i toni, lui sceglie la strada dell’impegno concreto. Proprio quello che serve per ottenere un medico di base a Daverio.
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Fonte lettera: Marco, cittadino attivo di Daverio, con riferimento a Patrizia Gherardi consigliera delega Sanità
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