Il conto alla rovescia è iniziato: il GIDRO 2026.
Il Giro d’Italia in idrovolante si prepara a tornare nei cieli e sulle acque del nostro Paese con una seconda edizione che promette spettacolo, storia e valorizzazione del territorio.
Ma c’è un elemento che rende questa edizione ancora più speciale per il nostro territorio: la partenza ufficiale sarà dalla provincia di Varese, e in particolare da Sesto Calende.

Non è una scelta casuale. È, anzi, una scelta profondamente simbolica.
Varese, la “Provincia con le Ali”
Quando si parla di aviazione in Italia, Varese occupa un posto unico. Non è un caso se viene definita da decenni la “Provincia con le Ali”. Qui il volo non è solo industria o passione: è identità.
Fin dai primi del Novecento, il territorio varesino è stato la culla di aziende che hanno scritto la storia dell’aviazione mondiale. Nomi come SIAI-Marchetti, Aermacchi, AgustaWestland e Caproni non sono semplici marchi: sono simboli di innovazione, ingegno e visione.
Proprio qui, nell’area che oggi ospita l’aeroporto di Malpensa, il 27 maggio 1910 avvenne un momento storico: il primo volo di un aereo progettato e costruito interamente in Italia, il Ca.1 di Gianni Caproni.
Ancora oggi, Varese rappresenta il cuore del Distretto Aerospaziale Lombardo, con una concentrazione industriale che vale circa il 40% dell’export nazionale del settore. Dalle turbine ai materiali compositi, dai sistemi avionici al software, qui si sviluppa una filiera completa e altamente specializzata.
A testimonianza di questa eredità, accanto a Malpensa sorge Volandia, uno dei più grandi musei del volo d’Europa, realizzato negli storici capannoni Caproni.

Sesto Calende, capitale dell’idroaviazione
Se Varese è la provincia del volo, Sesto Calende ne rappresenta il cuore storico per quanto riguarda l’idroaviazione.
È qui che nel 1915 nacque la SIAI – Società Idrovolanti Alta Italia, grazie all’intuizione di Domenico Santoni e Luigi Capé. La posizione, sulle rive del Lago Maggiore e del Ticino, era perfetta per lo sviluppo degli idrovolanti. L’Idroscalo Sant’Anna divenne rapidamente uno dei centri aeronautici più importanti d’Europa.
Da questi cantieri uscirono velivoli destinati a entrare nella leggenda, come il Savoia-Marchetti S.55, con la sua inconfondibile configurazione a doppia carena. Proprio con questi aerei, nel 1933, Italo Balbo guidò la celebre Crociera del Decennale fino a Chicago e New York, portando il nome dell’Italia nel mondo.
Non meno straordinaria fu l’impresa di Francesco De Pinedo, che nel 1925 partì proprio da Sesto Calende per una trasvolata di oltre 55.000 chilometri verso Australia e Giappone.
Oggi quell’eredità è ancora viva. L’area dell’ex idroscalo è diventata il Parco Europa, luogo simbolico dove la memoria storica incontra la vita quotidiana. Il Gruppo Lavoratori Seniores SIAI Marchetti mantiene viva questa tradizione, arrivando persino a ricostruire in scala reale un S.55X, oggi visibile a Volandia.
Sesto Calende può essere considerata, senza esitazione, la capitale storica dell’idroaviazione italiana.

GIDRO 2026: un ritorno alle origini
Il GIDRO 2026, con i suoi dodici velivoli e tredici tappe lungo tutta la penisola, rappresenta molto più di una manifestazione sportiva o aeronautica. È un viaggio nella storia del volo italiano, un ponte tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione.
Ecco perché la scelta di partire proprio da Varese e da Sesto Calende assume un significato profondo.
Qui è nato tutto. Qui sono stati progettati, costruiti e testati gli idrovolanti che hanno reso l’Italia protagonista delle grandi trasvolate. Qui si è sviluppata una cultura del volo che ancora oggi genera eccellenza industriale e tecnologica.
Partire da Sesto Calende significa rendere omaggio alle radici dell’idroaviazione, ma anche rilanciare un territorio che continua a guardare al cielo con ambizione.

Un orgoglio per il territorio
Per la provincia di Varese e per Sesto Calende, ospitare la partenza del GIDRO 2026 non è solo un evento: è un riconoscimento.
È la conferma che questo territorio rappresenta ancora oggi un punto di riferimento nel panorama aeronautico nazionale e internazionale. È l’occasione per valorizzare la propria storia, attrarre visitatori e appassionati, e raccontare al mondo un’identità fatta di innovazione, coraggio e visione.
In fondo, non poteva esserci scelta migliore.
Perché se il Giro d’Italia in idrovolante è un viaggio attraverso il Paese, allora era giusto che iniziasse da dove tutto è cominciato: tra le acque del Ticino e del Lago Maggiore, nel cuore della Provincia con le Ali, a Sesto Calende.



