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    Fontana, Grimoldi, Preioni, Lancini, Montani, ricordano Bossi

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    By Redazione Milano on 22 Marzo 2026 Politica
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    Funerali Bossi, Attilio Fontana: Umberto sarà per sempre la Stella Polare del vero leghista.

    Presente le principali cariche dello Stato: Meloni, e anche i presidenti della Camera e del Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa.

    Il pratone di Pontida, luogo simbolo di battaglie storiche e di un’identità politica radicata nel Nord, ha ospitato l’ultimo saluto a un uomo che ha cambiato la storia d’Italia. Ai funerali di Umberto Bossi, la commozione è stata il filo conduttore che ha unito generazioni di militanti.

    Tra le voci più toccanti spicca quella del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha voluto rendere omaggio al fondatore della Lega con parole cariche di significato e riconoscenza.
    Il distacco terreno nel luogo del cuore: Pontida
    Per Attilio Fontana, la scelta del luogo non è stata casuale. Pontida non è solo un prato, ma il tempio laico dell’autonomia. Durante i funerali di Umberto Bossi, Fontana ha sottolineato come nessun altro posto avrebbe potuto accogliere meglio il distacco dalla vita terrena del “Capo”. I raduni di Pontida, secondo il Governatore, rappresentano l’espressione più alta di ciò che la Lega è stata e deve continuare a essere: un movimento della gente e per la gente.

     

    I valori del federalismo e dell’autonomia
    Nel cuore dell’intervento di Fontana c’è il richiamo ai pilastri ideologici del “Senatùr”. La Lega dei territori, quella che affonda le radici nel Nord e che non ha mai smesso di lottare per il federalismo, è l’eredità più preziosa lasciata da Bossi. Ai funerali di Umberto Bossi, il Presidente lombardo ha ribadito che il sogno dell’autonomia non muore con il suo fondatore, ma riceve una nuova spinta morale proprio dal suo esempio di coerenza e dedizione alla causa settentrionale.
    La Lega della gente: il ricordo di Attilio Fontana
    Fontana ha parlato a nome di molti che, come lui, sono cresciuti politicamente sotto l’ala di Umberto Bossi. Ha descritto una “Lega della gente”, un movimento nato dal basso per dar voce a chi non l’aveva. Durante i funerali di Umberto Bossi, è emerso con forza il ritratto di un leader che, nonostante le asprezze e le battaglie, ha sempre mantenuto un legame indissolubile con il suo popolo, rendendo il Nord protagonista del dibattito nazionale.
    Umberto Bossi: una guida che resta eterna
    “L’ultimo saluto al grande Capo” non è un addio definitivo, ma un passaggio di testimone spirituale. Secondo Fontana, la figura di Umberto resterà scolpita nella memoria collettiva. Ai funerali di Umberto Bossi, l’immagine della “Stella Polare” è stata usata per descrivere una guida che continuerà a indicare la rotta ai “veri leghisti”, ovvero a coloro che credono ancora fermamente nei valori originari del movimento: territorio, identità e libertà.
    L’eredità politica del Senatùr per le future generazioni
    Il messaggio di Fontana si sposta poi sul futuro. La sfida per la Lega di oggi è quella di non smarrire la bussola lasciata dal suo fondatore. La partecipazione ai funerali di Umberto Bossi dimostra che il “bossismo” non è solo un ricordo del passato, ma un sentimento vivo che chiede ancora di essere rappresentato nelle istituzioni. L’autonomia differenziata, oggi realtà legislativa, è figlia di quei semi piantati decenni fa proprio su questo prato.
    Un addio che unisce il Nord
    La presenza di Fontana e delle massime autorità regionali ai funerali di Umberto Bossi sancisce il riconoscimento istituzionale di una figura che, pur tra mille polemiche, ha saputo interpretare le istanze di una parte produttiva e vitale del Paese. Il distacco terreno avviene, ma la visione politica rimane. Per Fontana, Bossi non smetterà di essere il punto di riferimento, colui che ha insegnato a “portare alta la testa” per difendere i propri diritti e le proprie radici.
    Conclusione: la Stella Polare che brilla da lassù
    L’articolo si chiude con l’immagine poetica e potente scelta dal Governatore: Umberto Bossi che, “anche da lassù”, continuerà a vigilare sul cammino del movimento. I funerali di Umberto Bossi a Pontida segnano la fine di un’era, ma l’inizio di una leggenda politica che Attilio Fontana ha voluto blindare con un impegno solenne: mantenere vivi i valori del federalismo e dell’autonomia, seguendo sempre quella luce che ha guidato la Lega fin dalle sue origini.

     

    Il ricordo di Preioni:

    Sulla scomparsa di Umberto Bossi

    La prima volta che ho visto Umberto Bossi era il 1993. Avevo 11 anni, era la campagna elettorale che vide poi la vittoria di Angius con un monocolore Lega. Piazza Mercato a Domodossola era gremita come non l’avevo mai vista. Era il momento dell’esplosione della Lega, una stagione che avrebbe cambiato per sempre la storia politica del nostro Paese.
    Ricordo ancora l’emozione di quel giorno e conservo gelosamente il programma elettorale di allora, che io, giovane e timido, chiesi alla cugina che mi aveva accompagnato, di pochi anni piu grande, di fargli firmare. È il talismano che ho portato con me in ogni incarico della Lega in cui ho lavorato, e che oggi campeggia nel mio ufficio a Torino. Un simbolo, ma soprattutto l’inizio di un percorso.

    Il ricordo di Montani

    Dopo mio Papà, l’uomo più importante della mia vita. Ciao Capo! 💚

     

     

    Quell’incontro fu, a tutti gli effetti, un innamoramento politico. Bossi era un uomo diretto, a tratti ruvido, ma capace di accendere una visione: quella di un Nord laborioso e incompreso, che chiedeva rispetto, autonomia e libertà da un centralismo distante. Idee che, per chi come me era cresciuto respirando politica fin da bambino, sono diventate strada, impegno, vita.

    Veniva spesso nel VCO. Indimenticabili le le feste campestri della Lega, le telefonate con Silvio Berlusconi dalle cene dell’Hotel Corona, con il telefono che passava di mano in mano tra i presenti, soprattutto le signore, tra sorrisi e risate. Dietro due giganti della politica si nascondeva un’umanità sincera, autentica, che oggi rimane uno dei ricordi più preziosi che custodisco. Bossi parlava con tutti, fino all’ultimo militante, con il sigaro tra le dita e una memoria straordinaria per nomi, volti e territori. Era un leader capace di macinare centinaia di migliaia di chilometri in campagna elettorale, ma anche di telefonare personalmente alle singole sezioni per spronare, correggere, motivare. Se mancava un manifesto o qualcosa non funzionava, arrivava puntuale il richiamo: è così che ha costruito una comunità politica vera, coesa, orgogliosa.

    Abbiamo vissuto come comunità anche il dolore della sua malattia, il coma, i mesi di apprensione, il silenzio forzato. E poi il ritorno a Pontida: un momento che non si dimentica, carico di emozione e di lacrime vere, nel riabbracciare un leader a cui eravamo tutti profondamente legati.

    Non sono mancati passaggi difficili, anche amari, come alcune vicende che hanno segnato il movimento. Ma il giudizio della storia non potrà che riconoscere a Bossi il merito di aver costruito qualcosa di unico: aver dato voce a milioni di persone e aver formato una classe dirigente che ancora oggi guida egregiamente territori e istituzioni.

    La Lega è cambiata, com’è naturale che sia. Ma resta viva l’ambizione di tornare a comunicare quello spirito originario, federale, radicato, capace di rappresentare le comunità. Molti protagonisti di oggi vengono da quella stagione e da quella scuola politica.
    A lui devo moltissimo. Non solo la mia crescita politica, ma un’idea di impegno che ancora oggi mi accompagna.

    Ci mancherai, Capo.

    Alberto Preioni

    Cordoglio anche da un altro esponente di spicco della Lega Nord ed ex ministro alla Giustizia come Roberto Castelli e ora artefice del Partito Popolare del Nord: «la memoria di Bossi e della sua eredità politica proseguirà con noi rilanciando la Questione Settentrionale, mai sopita», ma «tradita da molti per interesse personale e particolare perdendo di vista non solo l’obiettivo futuro, ma, ancora più grave, il proprio passato che oggi continua a vivere con “Patto per il Nord” conclude Grimoldi.

    Oscar Lancini

    “Ciao Umberto, per me non sei stato solo un leader, ma un secondo papà. Oggi fa male vederti andare via, ma commuove vedere riunita tutta la Lega, in tutte le sue sfaccettature: è il segno più vero di ciò che hai costruito e di quanto resterai per sempre con noi.”

    Umberto Bossi, ultimo saluto a Pontida

    Morto il leader della Lega, Umberto Bossi

     

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    Redazione Milano

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