Tentato omicidio a Paderno Dugnano: arrestato 33enne per l’aggressione al cognato.
L’ombra della violenza familiare torna a scuotere la provincia di Milano. Nelle ultime ore, i Carabinieri della Tenenza di Paderno Dugnano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 33 anni, di origine egiziana, accusato di tentato omicidio. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza, mette fine a una vicenda iniziata con un brutale agguato in strada lo scorso 19 febbraio.
L’episodio di tentato omicidio a Paderno Dugnano ha visto come vittima il cognato dell’aggressore, colpito a tradimento mentre rientrava a casa dopo aver fatto la spesa. Un atto di ferocia inaudita che solo per un soffio non si è trasformato in tragedia, grazie alla prontezza della vittima e a una serie di circostanze fortuite che ne hanno mitigato l’impatto fisico.
Paderno Dugnano, la dinamica dell’agguato: un attacco alle spalle
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma attraverso un’attenta analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona, l’aggressione si è consumata con modalità tipiche di un vero e proprio agguato. La vittima stava camminando a piedi verso la propria abitazione, stringendo tra le mani le buste della spesa, ignaro che il parente lo stesse seguendo.
All’improvviso, il 33enne ha raggiunto il cognato alle spalle, brandendo un lungo coltello da cucina con una lama di circa 20 centimetri. Senza esitazione, l’uomo ha iniziato a sferrare fendenti diretti a parti vitali, colpendo inizialmente la fronte della vittima e tentando successivamente di affondare i colpi ai fianchi. Durante l’assalto, l’aggressore ha continuato a inveire contro il parente in lingua araba, manifestando una furia che ha lasciato pochi dubbi sulla sua reale intenzione di uccidere.
Salvo grazie allo zaino e ai vestiti pesanti
Se l’episodio di tentato omicidio a Paderno Dugnano non ha avuto un esito letale, il merito va paradossalmente alla stagione invernale e a un accessorio quotidiano. La vittima, infatti, indossava indumenti particolarmente voluminosi e uno zaino sulle spalle. Questi strati di tessuto hanno agito come una sorta di “scudo”, impedendo alla lama di penetrare in profondità nei punti vitali.
Nonostante il trauma e il ferimento alla fronte, la vittima è riuscita a divincolarsi e a fuggire, trovando rifugio all’interno di un condominio vicino. L’aggressore, vistosi scoperto e impossibilitato a finire l’azione, si è dato alla fuga lasciando dietro di sé l’arma del delitto.
Le indagini e il movente familiare
I Carabinieri della Tenenza locale sono intervenuti immediatamente per i rilievi del caso. Durante il sopralluogo, i militari hanno rinvenuto il coltello da cucina utilizzato per l’aggressione, un reperto fondamentale per chiudere il cerchio delle indagini. Grazie alla profonda conoscenza del territorio e all’incrocio dei dati raccolti, l’autore è stato rapidamente identificato nel 33enne egiziano, soggetto già noto alle forze dell’ordine e “censurato”.
Il movente dietro questo gesto estremo sarebbe da ricercare in gravi dissapori familiari. Vecchie ruggini e tensioni mai risolte all’interno del contesto parentale avrebbero spinto l’uomo a pianificare l’attacco, scegliendo un momento di vulnerabilità della vittima per colpire.
L’arresto e le misure cautelari
Sulla base delle prove raccolte, il Tribunale di Monza ha accolto la richiesta della Procura, emettendo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale, dove dovrà rispondere dell’accusa di tentato omicidio aggravato.
L’operazione condotta dal Comando Provinciale di Milano sottolinea ancora una volta l’importanza della videosorveglianza urbana e della tempestività d’intervento delle forze dell’ordine nel prevenire che liti domestiche sfocino in drammi irreparabili. La comunità di Paderno Dugnano può ora tirare un sospiro di sollievo, vedendo assicurato alla giustizia un individuo ritenuto altamente pericoloso.
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