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    Malpensa, sequestrato cranio di orso bruno

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    By Giuseppe Criseo on 27 Febbraio 2026 Cronaca
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    Malpensa. Sequestro cranio di orso bruno a Malpensa, operazione della Guardia di Finanza contro il traffico illegale di specie protette

    Il sequestro del cranio di un orso bruno a Malpensa rappresenta un nuovo e significativo intervento nel contrasto al commercio illegale di fauna protetta. Il sequestro del cranio di un orso bruno è avvenuto nella Cargo City dell’aeroporto, durante un controllo doganale congiunto tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il sequestro del cranio di un orso bruno, proveniente dalla Bosnia Erzegovina, conferma l’importanza dei controlli CITES per la tutela delle specie minacciate di estinzione.

    L’operazione, condotta dalla Sezione Operativa C.I.T.E.S. del Gruppo Malpensa, si inserisce in un dispositivo strutturato di prevenzione e repressione dei traffici illeciti di flora e fauna selvatica, in applicazione della Convenzione di Washington e del Regolamento europeo 338/97.


    La spedizione sospetta proveniente dalla Bosnia Erzegovina

    Il pacco intercettato era dichiarato come “trofeo di caccia”, una dicitura che spesso richiede controlli approfonditi per verificare la conformità alle norme CITES. All’interno della spedizione era presente una pelliccia di orso bruno (Ursus arctos), regolarmente dichiarata e accompagnata dalla documentazione prevista.

    Durante l’ispezione, però, i funzionari doganali e i finanzieri hanno rinvenuto anche un cranio della stessa specie animale, nascosto nel pacco e non dichiarato. L’assenza di documentazione autorizzativa ha fatto scattare immediatamente la contestazione della violazione.


    Perché il cranio è considerato un “specimen” protetto

    L’orso bruno è una specie tutelata dalla Convenzione di Washington (CITES), che regola il commercio internazionale di fauna e flora minacciate di estinzione. Ogni parte dell’animale – pelliccia, ossa, trofei – è soggetta a rigidi controlli.

    Il cranio, pur essendo un elemento spesso commercializzato come trofeo, rientra tra gli specimen che richiedono:

    • dichiarazione obbligatoria
    • certificazione CITES
    • autorizzazione all’importazione

    La mancanza di tali documenti rende l’importazione irregolare e comporta il sequestro amministrativo.


    La contestazione all’importatore

    Alla luce delle irregolarità riscontrate, la Guardia di Finanza ha proceduto:

    • all’accertamento della violazione amministrativa
    • alla contestazione formale nei confronti dell’importatore
    • al sequestro del cranio per la successiva confisca

    Il provvedimento è stato adottato ai sensi della Legge 689/1981, che disciplina le sanzioni amministrative per violazioni in materia di commercio di specie protette.


    Il ruolo della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane

    L’operazione rientra in un dispositivo di controllo consolidato, frutto della collaborazione tra:

    • Guardia di Finanza – Sezione Operativa C.I.T.E.S.
    • Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

    Questa sinergia è regolata dal Protocollo d’intesa del 2023, rinnovato nel 2025, che prevede un coordinamento costante nelle attività di vigilanza negli spazi doganali.

    Gli obiettivi principali sono:

    • contrastare il traffico illegale di specie protette
    • tutelare la biodiversità
    • prevenire l’introduzione di esemplari o parti di animali ottenuti illegalmente

    La Cargo City di Malpensa come punto strategico

    L’aeroporto di Malpensa è uno dei principali hub logistici europei. La Cargo City gestisce ogni giorno migliaia di spedizioni provenienti da tutto il mondo, rendendola un punto sensibile per i traffici illeciti.

    Le attività di controllo includono:

    • analisi documentale
    • ispezioni fisiche dei pacchi
    • utilizzo di scanner e tecnologie avanzate
    • interventi mirati su spedizioni sospette

    Il sequestro del cranio di orso bruno dimostra l’efficacia di questi controlli.


    Il traffico di trofei di caccia: un fenomeno in crescita

    Negli ultimi anni, il commercio illegale di trofei di caccia ha registrato un aumento significativo. Tra gli esemplari più trafficati figurano:

    • orsi
    • felini
    • primati
    • rapaci
    • animali esotici

    Molti di questi trofei provengono da Paesi extra UE, dove la caccia è regolamentata in modo diverso o dove i controlli sono meno stringenti.

    La normativa europea, invece, impone:

    • certificazioni CITES
    • tracciabilità completa
    • autorizzazioni preventive

    La mancanza di tali requisiti comporta sanzioni severe.


    Tutela della biodiversità e contrasto ai traffici illeciti

    Il sequestro si inserisce in un contesto globale di crescente attenzione alla tutela della biodiversità. Il commercio illegale di fauna selvatica rappresenta una delle principali minacce per molte specie, contribuendo al rischio di estinzione.

    Le attività CITES svolte negli aeroporti italiani hanno l’obiettivo di:

    • impedire l’ingresso di esemplari non autorizzati
    • proteggere specie vulnerabili
    • contrastare reti criminali internazionali
    • sensibilizzare l’opinione pubblica

    Il valore simbolico dell’operazione

    Il sequestro del cranio di orso bruno non è solo un intervento tecnico, ma un segnale forte contro il commercio illegale di specie protette. Ogni controllo positivo contribuisce a:

    • scoraggiare i traffici
    • tutelare gli ecosistemi
    • preservare specie a rischio

    L’orso bruno, in particolare, è un animale iconico delle foreste europee, la cui conservazione è considerata prioritaria.


    Un impegno costante delle autorità

    La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane ribadiscono il loro impegno nel contrasto ai traffici illeciti. Le attività CITES rappresentano una parte fondamentale del lavoro quotidiano negli aeroporti e nei porti italiani.

    Il protocollo del 2025 ha ulteriormente rafforzato:

    • la cooperazione operativa
    • la condivisione delle informazioni
    • la formazione del personale
    • l’efficacia dei controlli

    Conclusione

    Il sequestro del cranio di un orso bruno a Malpensa conferma l’importanza dei controlli doganali nella tutela delle specie protette. L’operazione, condotta in sinergia tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane, rappresenta un passo significativo nella lotta al traffico illegale di fauna selvatica.

    Un intervento che tutela la biodiversità e ribadisce il ruolo strategico degli aeroporti italiani nel contrasto ai traffici internazionali.


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