Milano. I poliziotti del Commissariato Greco Turro hanno effettuato un arresto a Milano per ricettazione dopo aver scoperto una vera e propria centrale dei telefoni rubati all’interno di una stanza d’albergo.
L’operazione è scattata nella mattinata di ieri a Milano, quando gli agenti della volante, impegnati in un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei reati predatori, hanno individuato un uomo di trentatré anni che alloggiava in una struttura ricettiva di via Giovanni Lulli. Al momento del controllo, il soggetto ha tentato disperatamente di impedire l’accesso alla stanza, cercando di richiudere la porta con forza alla vista delle divise, ma il suo tentativo è stato prontamente neutralizzato dagli operatori di via Francesco Perotti.
L’episodio che ha portato all’arresto a Milano per ricettazione ha rivelato un ingegnoso sistema utilizzato per sottrarre i dispositivi alla localizzazione dei legittimi proprietari. Una volta entrati nell’alloggio, i poliziotti hanno notato sulla scrivania posta all’ingresso sette telefoni cellulari di varie marche. La particolarità che ha confermato i sospetti degli agenti riguardava il confezionamento dei dispositivi: tre smartphone erano già stati accuratamente avvolti nella carta stagnola, mentre un quarto era posizionato accanto a un rotolo di alluminio ancora non incartato. Questa tecnica, nota alle forze dell’ordine, serve a creare una sorta di gabbia di Faraday per schermare i segnali Gps e impedire il rintracciamento dei telefoni rubati.
Questo arresto a Milano per ricettazione mette in luce l’efficacia dei servizi di pattugliamento volti a reprimere il mercato nero dei dispositivi elettronici sottratti ai cittadini. La conferma definitiva della provenienza illecita della merce è arrivata quando i poliziotti hanno rimosso la carta stagnola dai cellulari: su alcuni schermi è apparso immediatamente il messaggio di blocco con la dicitura di telefono smarrito o rubato, attivato dai proprietari subito dopo il furto. L’uomo, la cui posizione è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, non ha saputo fornire alcuna giustificazione plausibile sul possesso di quel materiale, aggravando la propria situazione penale.
La tecnica della carta stagnola e il monitoraggio del commissariato greco turro
L’attività investigativa svolta dagli agenti del Commissariato Greco Turro evidenzia una conoscenza profonda delle modalità criminali moderne. L’uso della carta stagnola non è un dettaglio casuale: i ricettatori utilizzano strati di alluminio per interrompere le comunicazioni radio dei dispositivi, rendendo inutilizzabili le applicazioni di ricerca come Trova il mio iPhone o simili. Questo permette ai malviventi di guadagnare tempo prezioso per rivendere i dispositivi o spedirli all’estero, dove i blocchi internazionali sono talvolta più facili da eludere.
I poliziotti di via Francesco Perotti hanno agito con prontezza, intuendo che l’agitazione del trentatré anni non era legata a una semplice violazione amministrativa, ma a qualcosa di molto più serio. Il sequestro dei sette cellulari è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che colpisce quotidianamente i passanti e i turisti nelle aree più affollate della città. Grazie a questi controlli mirati, la Polizia di Stato riesce a interrompere la catena che va dal furto in strada alla rivendita illegale, restituendo, quando possibile, i beni ai legittimi proprietari.








