Busto Arsizio celebra la Shoah con il film “Jojo Rabbit”: scuola, Comune, ANPI ed esperti insieme per la Giornata della Memoria
La celebrazione della Shoah con il film “Jojo Rabbit” ha coinvolto l’intera comunità scolastica dell’Istituto Comprensivo “Nicolò Tommaseo” di Busto Arsizio, in occasione del 27 gennaio, Giornata della Memoria. La celebrazione della Shoah con il film “Jojo Rabbit” si è svolta presso il Cine Teatro “Fratello Sole”, dove studenti e docenti hanno partecipato a un percorso di riflessione articolato in due momenti: un’introduzione con interventi istituzionali e specialistici, seguita dalla proiezione del film. La celebrazione della Shoah con il film “Jojo Rabbit” ha visto la partecipazione attiva del Comune, dell’ANPI, di esperti di cinema e della scuola, in un’iniziativa patrocinata dal “Tavolo della Storia” cittadino.
L’evento ha coinvolto le classi quinte della primaria “Nicolò Tommaseo” e la secondaria di primo grado “Fabrizio Prandina”, con l’obiettivo di stimolare una riflessione profonda e accessibile sul significato della memoria.
Un’introduzione condivisa tra istituzioni e cultura
La prima parte della mattinata è stata dedicata agli interventi di apertura.
La dirigente scolastica prof.ssa Cristina Parisini ha sottolineato il valore educativo della memoria:
“Ricordare significa dare valore alla verità e alla dignità di chi ha sofferto, e allo stesso tempo impegnarci a riconoscere e contrastare ogni forma di odio, discriminazione ed esclusione.”
L’assessora alle Politiche Educative del Comune di Busto Arsizio, prof.ssa Chiara Colombo, ha ringraziato la scuola per il costante impegno e ha invitato gli studenti a coltivare empatia e rispetto:
“Andare avanti significa relazionarsi con gli altri, usare il cuore e l’anima. Non esistono differenze nel colore della pelle, ma nei comportamenti.”
Il contributo dell’ANPI e il dono simbolico
Il prof. Vincenzo Scuotto, presidente della sezione ANPI “Poldo Gasparotto” di Milano, ha offerto una riflessione intensa sul significato della memoria oggi:
“Ricordare non serve solo a onorare le vittime, ma a proteggerci: perché ciò che viene dimenticato può sempre tornare.”
Ha inoltre donato alla dirigente scolastica il volume “Leopoldo Gasparotto, alpinista e partigiano” di Ruggiero Meles, sottolineando il valore della scuola come luogo di resistenza civile e formazione democratica.
Paolo Castelli e la lettura cinematografica di “Jojo Rabbit”
Il prof. Paolo Castelli, docente di Design della Comunicazione al Politecnico di Milano e di cinema all’Istituto “Michelangelo Antonioni”, ha guidato gli studenti in una lettura filmica del capolavoro di Taika Waititi.
Secondo Castelli, “Jojo Rabbit” è una satira tragicomica che utilizza lo sguardo ingenuo di un bambino per smontare l’ideologia dell’odio.
Il film, ambientato nella Germania nazista, racconta la storia di Jojo, un giovane membro della Hitlerjugend, e del suo incontro con Elsa, una ragazza ebrea nascosta in casa.
Genere, tono e punto di vista: una narrazione che evolve
Castelli ha spiegato come il film mescoli commedia satirica, dramma e racconto di formazione.
Il tono iniziale, leggero e grottesco, evolve verso il dramma, seguendo la crescita emotiva del protagonista.
“La risata diventa uno strumento per disarmare il fanatismo, non per banalizzarlo.”
Il punto di vista infantile permette di mostrare l’assurdità del nazismo senza retorica, rendendo credibile il percorso di disapprendimento dell’odio.
Hitler immaginario e propaganda interiorizzata
Uno degli elementi più originali del film è la figura di Hitler immaginario, interpretato dallo stesso Waititi.
Non si tratta di una rappresentazione storica, ma di una proiezione mentale di Jojo: infantile, isterico, contraddittorio.
“Quando Jojo cresce, Hitler diventa sempre più aggressivo e disturbante: segno che l’ideologia non regge al confronto con l’esperienza reale.”
Temi principali: indottrinamento, empatia e assurdità della guerra
Il film affronta temi centrali come:
- Indottrinamento: l’odio viene insegnato, non è innato
- Identità e crescita: Jojo passa dall’obbedienza cieca al pensiero critico
- Empatia: il rapporto con Elsa distrugge i pregiudizi
- Assurdità della guerra: il conflitto è caotico, inutile, privo di eroismo
Le figure adulte: imperfette, resistenti, umane
Castelli ha analizzato i personaggi adulti:
- Rosie, la madre, rappresenta l’amore come atto politico
- Capitano Klenzendorf, figura tragica che incarna la disfatta del mito nazista
Gli adulti non sono eroi classici, ma persone reali, stanche, spesso impotenti, che resistono in silenzio.
Simbolismo visivo: scarpe, colori e danza finale
Il film utilizza simboli visivi potenti:
- Le scarpe: simbolo ricorrente che culmina nella perdita dell’innocenza
- I colori: vivaci all’inizio, diventano spenti con l’avanzare della guerra
- La danza finale: gesto di libertà, rifiuto dell’ideologia, celebrazione della vita
Stile e linguaggio cinematografico
Castelli ha evidenziato l’uso del montaggio rapido, della musica pop anacronistica e della regia che alterna leggerezza e colpi emotivi improvvisi.
“Jojo Rabbit è un film che usa la satira come cavallo di Troia: entra ridendo e colpisce emotivamente.”
Un percorso didattico che continua in classe
Al termine dell’incontro, il prof. Castelli ha fornito agli insegnanti una scheda di riflessione per la rielaborazione del vissuto cinematografico in aula, con piste di analisi su:
- Genere
- Ambientazione
- Protagonista
- Hitler immaginario
- Temi principali
- Personaggi adulti
- Simboli
- Stile
- Messaggio
Conclusioni: la memoria come impegno educativo
La celebrazione della Shoah con il film “Jojo Rabbit” ha dimostrato come la memoria possa essere trasmessa attraverso linguaggi diversi, capaci di coinvolgere le nuove generazioni.
Grazie alla sinergia tra scuola, Comune, ANPI ed esperti, gli studenti hanno vissuto un’esperienza formativa intensa, che unisce storia, cinema e riflessione civile.
Per informazioni sulle attività dell’Istituto Comprensivo “Nicolò Tommaseo” è possibile consultare il sito ufficiale www.tommaseobusto.edu.it (tommaseobusto.edu.it in Bing) e i canali social della scuola.
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