Il Centro di Aiuto alla Vita e l’attività del CAV di Busto Arsizio a sostegno della maternità nel 2025
Il Centro di Aiuto alla Vita di Busto Arsizio, intitolato ad Anna e Giovanni Rimoldi, ha presentato il bilancio relativo all’attività del CAV di Busto Arsizio per l’anno 2025, confermandosi un punto di riferimento essenziale per il territorio. Nel corso dell’ultimo anno, l’associazione ha assistito complessivamente 41 donne, portando alla luce 25 bambini e proseguendo una missione che, dal 1989 a oggi, ha visto nascere un totale di 1.447 neonati grazie al supporto dei volontari. I dati mostrano un impegno costante in un contesto sociale complesso, dove la solidarietà diventa lo strumento principale per affrontare le sfide legate alla maternità difficile.
L’analisi statistica riguardante l’attività del CAV di Busto Arsizio evidenzia che, tra le 35 gestanti assistite nel 2025, la grande maggioranza è rappresentata da nuove utenti, ovvero 31 donne che si sono rivolte alla struttura per la prima volta. Il profilo delle assistite è variegato: il 77,5% è composto da donne straniere, con una prevalenza di origine africana, mentre le gestanti italiane rappresentano il 22,5% del totale. Questi numeri riflettono l’importanza dell’integrazione e del sostegno offerto a chi si trova lontano dalle proprie radici e necessita di una rete di protezione solida durante la gravidanza.
Un dato rilevante che emerge dall’attività del CAV di Busto Arsizio riguarda le motivazioni che spingono le donne a cercare aiuto: nel 47% dei casi, le difficoltà dichiarate sono di natura economica o legate alla disoccupazione. Seguono i problemi abitativi e le difficoltà nei rapporti di coppia, fattori che spesso mettono a rischio la serenità della gestazione. L’associazione risponde a queste criticità con un ventaglio di prestazioni che includono sostegno morale e psicologico, assistenza legale e sociale, oltre ad aiuti concreti in denaro e in natura, attraverso progetti personalizzati come Nasco Cav.
Profilo delle madri assistite e dati demografici
L’identikit delle donne che si rivolgono al Centro di Aiuto alla Vita mostra una prevalenza di giovani madri, con il 42% delle assistite di età compresa tra i 16 e i 24 anni e un altro 42% nella fascia tra i 25 e i 34 anni. Per quanto riguarda lo stato civile, il 55% delle donne è coniugata, mentre il 16% risulta nubile e il restante 29% vive situazioni di convivenza o separazione. Sul fronte dell’istruzione, la maggior parte delle utenti possiede una licenza media inferiore o superiore, mentre la condizione lavorativa vede una parità tra casalinghe e disoccupate, entrambe al 39%.
Interessante è anche il dato sull’atteggiamento dei partner rispetto alla scelta di proseguire la gravidanza. In 19 casi i compagni si sono dichiarati contrari all’aborto, supportando la scelta della donna, mentre sono stati registrati pochi casi di istigazione o indifferenza. Il Centro opera quindi non solo con la madre, ma spesso cercando una mediazione con i familiari o il partner per creare un ambiente accogliente per il nascituro.
Eventi culturali e intrattenimento al Teatro Sociale
Parallelamente all’impegno sociale, la città di Busto Arsizio si prepara ad accogliere momenti di grande spessore culturale. Venerdì 30 gennaio, alle ore 21.00, il Teatro Sociale Delia Cajelli ospiterà Dario Vergassola con il suo spettacolo Storie sconcertanti. L’artista spezzino celebra vent’anni di carriera come intervistatore comico, portando sul palco quel mix unico di ironia, satira e riflessione che lo ha reso celebre in programmi come Zelig e Mai dire Gol.
Lo spettacolo promette un ritmo serrato e risate garantite, toccando temi attuali come l’ambiente e la società attraverso domande surreali e battute taglienti. Per chi volesse partecipare, i biglietti hanno un costo che varia dai 15 ai 25 euro e le prenotazioni possono essere effettuate tramite l’indirizzo email del teatro. Si tratta di un’occasione per riflettere sulle proprie certezze ridendo dell’umanità e delle sue contraddizioni.
Sport e collaborazioni nel territorio varesino
Il dinamismo di Busto Arsizio e della provincia di Varese si riflette anche nel mondo dello sport. Recentemente, a Ispra, è stato firmato un importante accordo di collaborazione tra il Club Il Puma di Taino e Ciclovarese. Le due realtà, unite dalla passione per il ciclismo giovanile e dalla finalità benefica delle proprie manifestazioni, hanno deciso di unire le forze per promuovere il territorio varesino in questo 2026.
La prima uscita ufficiale di questa nuova partnership è prevista per il 15 febbraio a Groppello di Gavirate in occasione della Pedalata di San Valentino. Sergio Gianoli, presidente di Ciclovarese, ha sottolineato come l’obiettivo sia costituire un nucleo di associazioni che condividano gli stessi ideali di valorizzazione territoriale e solidarietà. Nel frattempo, il Club continua a supportare l’atleta Alessandro Covi, impegnato nel suo esordio stagionale con la Jayco AlUla.
Solidarietà e progetti di rete nazionale
Il Centro di Aiuto alla Vita di Busto Arsizio non agisce in isolamento, ma fa parte di una rete più ampia che include il Progetto Gemma. Nel corso del 2025, l’associazione ha offerto aiuto a 5 gestanti appartenenti alla rete dei CAV italiani, dimostrando una visione della solidarietà che supera i confini comunali. Le occasioni di conoscenza del Centro sono molteplici: molte donne arrivano tramite incontri vari o per passaparola, essendo già state utenti in passato.
I dati finali del 2025 confermano che, nonostante le incertezze iniziali, la maggior parte delle mamme assistite era intenzionata a proseguire la gravidanza, con solo due casi di forte incertezza o intenzione di abortire poi superati grazie all’intervento del Centro. Questo sottolinea l’importanza vitale di una presenza che offra alternative concrete e speranza a chi vede nella maternità un ostacolo insormontabile a causa della propria condizione sociale o economica.
Conclusioni e prospettive per il futuro
L’attività svolta nel 2025 dal Centro di Aiuto alla Vita Anna e Giovanni Rimoldi ODV conferma la centralità del volontariato nella gestione delle fragilità sociali a Busto Arsizio. La capacità di coniugare assistenza materiale e supporto psicologico permette di trasformare situazioni di crisi in storie di vita, come dimostrano i 25 nuovi nati dell’ultimo anno. Il lavoro dell’associazione, unito alla vitalità culturale del Teatro Sociale e alla forza associativa dello sport locale, delinea un territorio capace di prendersi cura dei propri cittadini sotto ogni aspetto.
Guardando al futuro, la sfida rimane quella di intercettare precocemente il bisogno, supportando le gestanti straniere e italiane con la stessa dedizione e potenziando le reti di collaborazione che rendono possibile questo miracolo quotidiano di accoglienza e solidarietà.
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