Giubileo Disarmato a Venegono Inferiore una giornata per la pace e il disarmo nucleare
Il prossimo 31 gennaio 2026 la comunità si riunirà per il Giubileo Disarmato a Venegono Inferiore, un evento di straordinaria importanza civile e spirituale dedicato alla promozione della cultura della nonviolenza. In occasione della chiusura del mese dedicato alla pace, diverse associazioni e movimenti hanno organizzato una mobilitazione che mira a risvegliare le coscienze sul tema del riarmo globale. Il Giubileo Disarmato a Venegono Inferiore nasce come risposta concreta all’appello di Papa Francesco, il quale ha proposto con forza di utilizzare il denaro attualmente destinato alle spese militari per la creazione di un fondo mondiale finalizzato all’eliminazione della fame nel mondo.
La scelta del Giubileo Disarmato a Venegono Inferiore come momento di riflessione collettiva non è casuale, poiché il territorio varesino ospita importanti realtà industriali legate al comparto della difesa. Proprio per questo, la giornata inizierà alle ore 15:00 con un presidio pacifico davanti allo stabilimento della Leonardo, un gesto simbolico per chiedere che tacciano le armi e che le risorse tecnologiche e finanziarie vengano riconvertite verso fini di progresso sociale e civile. I promotori dell’iniziativa, tra cui il Punto Pace di Pax Christi di Tradate e l’associazione Abbasso la Guerra OdV, sottolineano come sia fondamentale esigere che il governo italiano sottoscriva finalmente il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, giunto quest’anno al suo quinto anniversario di operatività.
Partecipare al Giubileo Disarmato a Venegono Inferiore significa sostenere una visione del mondo in cui la sicurezza non sia basata sulla minaccia atomica ma sulla cooperazione internazionale e sulla giustizia sociale. Dopo il presidio iniziale, la manifestazione proseguirà con un pellegrinaggio verso il Santuario della Nostra Signora di Loreto, dove si terranno momenti di preghiera e approfondimento. In questo luogo sacro, esperti e attivisti offriranno le loro testimonianze per spiegare come l’eliminazione della povertà estrema sia strettamente legata alla riduzione degli arsenali bellici. L’invito alla partecipazione è esteso a tutta la cittadinanza, alle parrocchie e ai movimenti che credono nella possibilità di un futuro senza conflitti.
Il programma della giornata e le motivazioni del presidio
Il cuore della manifestazione del 31 gennaio sarà il presidio delle ore 15:00. Questa azione non violenta punta i riflettori sulla necessità di un cambiamento radicale nelle politiche nazionali. I manifestanti chiederanno a gran voce l’adesione dell’Italia al Trattato ONU per la messa al bando delle testate nucleari, sostenendo che il possesso di tali ordigni sia immorale e pericoloso per l’intera umanità. Il passaggio dal presidio davanti alla fabbrica al pellegrinaggio verso il Santuario rappresenta simbolicamente la transizione dal mondo della produzione bellica a quello della speranza e della spiritualità operosa.
Al termine del cammino, alle ore 15:30, il Santuario della Madonna di Loreto accoglierà i partecipanti per una serie di comunicazioni di alto profilo. Elio Pagani, presidente di Abbasso la Guerra OdV, interverrà insieme a un attivista di Lecco sul tema del silenzio delle armi, offrendo una panoramica sui conflitti attuali e sulle possibili vie di risoluzione diplomatica. Seguirà l’intervento di Lorenzo Giovanni Bellù, economista ed ex funzionario della FAO, che illustrerà i dati tecnici sulla fame nel mondo e spiegherà come lo spostamento dei budget militari verso l’agricoltura sostenibile potrebbe risolvere una delle più grandi tragedie del nostro tempo.
Promotori e adesioni per una rete di pace sul territorio
L’organizzazione del Giubileo Disarmato ha visto la partecipazione di una fitta rete di realtà associative locali e diocesane. Tra i promotori figurano il Punto Pace di Pax Christi di Tradate, Abbasso la Guerra OdV di Venegono, la Pastorale migranti della Diocesi di Como e la Comunità Pastorale di Rebbio Camerlata. A questi si uniscono la Comunità del Pellegrino di Cantù e l’Associazione Costruttori di Pace e Nonviolenza Attiva OdV di Luino. Questa coalizione dimostra quanto sia radicato nel varesotto e nelle zone limitrofe il desiderio di giustizia e di disarmo.
Queste associazioni operano quotidianamente per sensibilizzare l’opinione pubblica, ricordando che la pace non è solo assenza di guerra, ma presenza di diritti e dignità per ogni essere umano. Il sostegno alla proposta pontificia di creare un fondo contro la fame è il filo conduttore che unisce mondi diversi, dalla politica attiva alla fede religiosa. La giornata del 31 gennaio vuole essere un punto di partenza per nuove iniziative che coinvolgano sempre più i giovani e le istituzioni locali in un percorso di educazione alla pace.
Sinergie territoriali tra mobilitazione civile e sport
La vitalità del territorio di Venegono e Tradate si inserisce in un contesto provinciale molto dinamico, dove la partecipazione sociale assume diverse forme. Ad esempio, nel comune di Olgiate Olona, l’Amministrazione comunale sta investendo nella sicurezza e nell’ammodernamento delle infrastrutture attraverso i fondi del PNRR, dimostrando attenzione verso la qualità della vita dei residenti. Questo impegno per la modernizzazione corre parallelo alle istanze di chi chiede un mondo più equo e meno armato, poiché entrambe le visioni puntano al benessere della collettività.
Anche il mondo dello sport contribuisce a creare reti di solidarietà, come dimostrato dalla recente collaborazione nel ciclismo varesino tra il Club Il Puma di Taino e Ciclovarese. L’accordo, siglato proprio in questi giorni a Ispra, mira a valorizzare il territorio e a promuovere il ciclismo giovanile con finalità benefiche. Manifestazioni come la Pedalata di San Valentino a Groppello di Gavirate sono esempi di come lo stare insieme in modo sano e sportivo possa rafforzare il senso di comunità, lo stesso sentimento che animerà i pellegrini in cammino verso il Santuario di Venegono.
Legalità e tutela dei cittadini nella provincia di Varese
Ogni iniziativa pubblica, che sia una marcia per la pace o un evento teatrale, deve potersi svolgere in un contesto di sicurezza e legalità. Le cronache recenti hanno evidenziato episodi di tensione, come l’aggressione avvenuta all’alba a Busto Arsizio, che ricordano l’importanza del lavoro costante delle forze dell’ordine. La richiesta di pace globale avanzata a Venegono si sposa dunque con l’esigenza di sicurezza quotidiana nelle nostre strade, affinché ogni cittadino possa esprimere le proprie idee senza timore.
Inoltre, la tutela del cittadino passa anche attraverso la vigilanza alimentare, come quella operata dal N.A.S. dei Carabinieri di Milano. Nel bilancio del 2025 sono stati registrati sequestri record di alimenti non a norma, garantendo che la salute pubblica rimanga una priorità. Questo sistema integrato di controlli e vigilanza permette alla provincia di Varese di ospitare manifestazioni di ampio respiro, assicurando che l’accoglienza e la partecipazione siano gestite secondo gli standard più elevati di ordine e igiene.
La cultura come strumento di riflessione sociale
Non va dimenticato il ruolo fondamentale della cultura nel formare il pensiero critico necessario per sostenere il disarmo. Il prossimo 30 gennaio, il Teatro Sociale di Busto Arsizio ospiterà lo spettacolo di Dario Vergassola, un artista che da vent’anni utilizza l’ironia per far riflettere sulla società contemporanea. La comicità intelligente è spesso un’arma potente per scardinare pregiudizi e per parlare di temi complessi come l’ambiente e la convivenza civile, temi che saranno centrali anche durante il Giubileo Disarmato.
Assistere a momenti di spettacolo e cultura prepara il terreno fertile per accogliere messaggi di impegno civile. Quando la cittadinanza si abitua a frequentare i teatri e i centri di cultura, diventa più ricettiva verso le proposte di pace e disarmo, comprendendo meglio il legame profondo tra la spesa militare e la sottrazione di risorse alla scuola, all’arte e alla solidarietà sociale. Il 31 gennaio sarà dunque il culmine di una settimana ricca di spunti per chiunque voglia vivere il territorio in modo consapevole.
Conclusioni e invito alla partecipazione per il 31 gennaio
La giornata per la Pace e il Disarmo a Venegono Inferiore rappresenta un’occasione imperdibile per chi crede che un altro mondo sia possibile. L’unione di voci autorevoli come quelle di Elio Pagani e Lorenzo Giovanni Bellù offrirà gli strumenti teorici e pratici per comprendere come agire nel quotidiano per favorire la pace. Il Giubileo Disarmato non è solo un evento simbolico, ma una richiesta politica chiara rivolta al governo affinché l’Italia si ponga alla testa del movimento per la messa al bando delle armi nucleari.
Invitiamo tutti i cittadini, le associazioni e le famiglie a partecipare numericamente al presidio delle ore 15:00 davanti alla Leonardo e al successivo pellegrinaggio. Mettere al bando le armi atomiche e eliminare la fame nel mondo sono obiettivi ambiziosi ma raggiungibili se la comunità resta unita e determinata. Il 31 gennaio Venegono Inferiore diventerà il centro di una speranza che non vuole rassegnarsi alla logica dei conflitti, puntando tutto sulla forza del dialogo e della nonviolenza attiva.



