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    Scuole al freddo, interviene Cucchi

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    By Redazione Milano on 18 Gennaio 2026 Cronaca
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    Scuole superiori fredde: l’appello di Raffaele Cucchi alla Città Metropolitana di Milano

    Il problema delle scuole superiori fredde torna prepotentemente al centro dell’attenzione nel territorio della Città Metropolitana di Milano. Dopo le prime mobilitazioni studentesche, una nuova ondata di segnalazioni provenienti dai genitori sta sollevando un polverone sulle condizioni climatiche all’interno degli istituti scolastici. La situazione è ormai critica: in molte aule le temperature sono così basse da impedire il regolare svolgimento delle lezioni, trasformando il diritto allo studio in una sfida contro il gelo.

    Le scuole superiori fredde non sono più un caso isolato o limitato a una singola struttura, ma rappresentano un disagio diffuso che richiede risposte rapide e interventi strutturali. Il grido d’allarme arriva da diverse zone della provincia, dove la salute e la concentrazione degli studenti sono messe a dura prova da impianti di riscaldamento inefficienti o guasti.

    Il caso del Liceo Quasimodo di Magenta e le proteste degli studenti

    La questione è esplosa con particolare forza al Liceo “Salvatore Quasimodo” di Magenta. Qui, gli studenti hanno deciso di incrociare le braccia e scioperare per denunciare temperature interne giudicate inaccettabili. Seguire le spiegazioni dei docenti indossando cappotti e sciarpe è diventata una triste necessità che ha spinto i ragazzi a inviare un segnale chiaro di protesta alla Città Metropolitana, ente responsabile della gestione degli edifici.

    Emergenza diffusa: dall’Istituto Marcora alle uscite anticipate

    Le nuove segnalazioni giunte al Consigliere Metropolitano Raffaele Cucchi confermano che il malfunzionamento non riguarda solo Magenta. All’Istituto Marcora/Lombardini di Inveruno, ad esempio, i genitori hanno riportato gravi problemi al sistema di riscaldamento che hanno reso le aule inospitali. In alcuni casi, le criticità sono state tali da portare alla cancellazione delle lezioni o a uscite anticipate, una misura estrema adottata per tutelare i ragazzi ma che evidenzia una fragilità strutturale insostenibile.

    Il disagio delle famiglie e la salute degli studenti

    Le famiglie sono ormai esasperate da quelli che definiscono disservizi ricorrenti e non più occasionali. Oltre al calo della concentrazione e della qualità dell’apprendimento, i genitori segnalano casi di malessere fisico tra gli studenti costretti a stare fermi per ore in ambienti gelidi. La richiesta è unanime: servono soluzioni durature che evitino il ripetersi di queste emergenze ogni qualvolta le temperature esterne si abbassano.

    L’intervento di Raffaele Cucchi: “Serve una gestione programmata”

    Di fronte a questo scenario, il Consigliere Metropolitano Raffaele Cucchi ha sollecitato con fermezza la Città Metropolitana di Milano. “Queste segnalazioni dimostrano che il problema non è isolato, ma riguarda più istituti superiori del territorio”, ha dichiarato Cucchi, sottolineando come la gestione non possa più essere basata solo sull’emergenza. Secondo il consigliere, la manutenzione degli impianti deve essere programmata e strutturata durante i mesi estivi per garantire ambienti adeguati all’inizio dell’inverno.

    Le responsabilità della Città Metropolitana e il piano di manutenzione

    La Città Metropolitana ha la competenza specifica sulla manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole superiori, inclusi i sistemi di riscaldamento. Il ripetersi di aule gelide solleva interrogativi sulla capacità di monitoraggio e prevenzione dell’ente. La proposta avanzata è quella di predisporre un piano coordinato di controlli regolari che coinvolga tutti gli edifici di competenza, riducendo così la necessità di costosi interventi d’urgenza e garantendo la continuità didattica.

    Diritto allo studio e monitoraggio costante

    Studiare in un ambiente salubre è un requisito minimo per l’istruzione. Quando il freddo costringe alla riduzione dell’orario scolastico, si crea un danno educativo concreto: ore perse, programmi rallentati e disparità tra istituti. Un sistema di monitoraggio efficiente e preventivo è l’unica via per tutelare davvero gli studenti e il personale scolastico da situazioni che, nel 2026, non dovrebbero più rappresentare la normalità.

    Un appello urgente per fatti concreti

    Raffaele Cucchi ha concluso il suo intervento chiedendo che si intervenga senza ulteriori ritardi. Le famiglie e gli studenti del territorio milanese non chiedono più promesse, ma fatti concreti che mettano fine alla stagione delle scuole superiori fredde. Solo un cambio di passo nella gestione e una visione a lungo termine potranno restituire dignità agli ambienti scolastici e garantire il pieno rispetto del diritto allo studio.

    Altre news su http://www.ilquotidianoditalia.it

     

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