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    Paolo Orrigoni, a capo di Tigros, assolto

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    By Giuseppe Criseo on 16 Gennaio 2026 Cronaca
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     Assoluzione piena per Paolo Orrigoni: il patron di Tigros esce definitivamente dall’inchiesta

    Si chiude definitivamente una delle vicende giudiziarie più seguite nel panorama imprenditoriale lombardo: Paolo Orrigoni, noto imprenditore varesino alla guida del gruppo Tigros, è stato assolto con formula piena anche in secondo grado. La decisione della seconda sezione della Corte di Appello ha confermato quanto già stabilito in primo grado, mettendo la parola fine alle ombre che avevano sfiorato il vertice della celebre catena di supermercati.

    L’imprenditore Paolo Orrigoni era finito al centro di una complessa indagine legata a una presunta ipotesi di corruzione. L’accusa riguardava il presunto pagamento di una tangente che sarebbe servita a facilitare una variante al piano di governo del territorio per la realizzazione di un nuovo punto vendita. Tuttavia, la sentenza dei giudici d’appello ha ribadito l’assenza di prove e la correttezza dell’operato del numero uno di Tigros.

    La posizione di Paolo Orrigoni è stata chiarita in modo inequivocabile, anche grazie alla stessa Procura generale che, durante il dibattimento, ha assecondato la linea dell’assoluzione. Questo passaggio è di fondamentale importanza, poiché dimostra come la stessa accusa abbia riconosciuto l’insussistenza degli elementi necessari per sostenere la colpevolezza dell’imprenditore varesino, confermando la solidità della difesa.

    Con questa sentenza, Paolo Orrigoni vede riabilitata la propria immagine pubblica e professionale. Il gruppo Tigros, realtà d’eccellenza nel settore della grande distribuzione organizzata, può ora proseguire i propri piani di sviluppo senza il peso di un processo pendente che per anni ha occupato le cronache giudiziarie. La formula piena dell’assoluzione non lascia spazio a dubbi sulla liceità delle procedure seguite per le varianti urbanistiche contestate.

    Le tappe del processo: dalla prima sentenza all’appello

    La vicenda ebbe inizio diversi anni fa, nell’ambito di una più ampia inchiesta che coinvolgeva vari esponenti politici e imprenditori della zona. Al centro del dibattito processuale vi era la costruzione di un supermercato e l’iter burocratico necessario per l’approvazione delle varianti al Pgt. Nonostante le ipotesi iniziali, il primo grado di giudizio aveva già evidenziato come le condotte di Orrigoni non integrassero alcun reato.

    La decisione dei giudici della seconda sezione della Corte di Appello non ha fatto altro che blindare una verità processuale già emersa con chiarezza. L’assoluzione “perché il fatto non sussiste” rappresenta la formula più ampia prevista dal codice di procedura penale, cancellando ogni residuo sospetto su presunti accordi illeciti o scambi di favori legati all’attività edilizia del gruppo.

    Il ruolo della Procura generale e la conferma dei giudici

    Un elemento significativo di questo secondo grado di giudizio è stato l’atteggiamento della Procura generale. Spesso i processi d’appello vedono uno scontro acceso tra accusa e difesa, ma in questo caso la richiesta di assoluzione è arrivata proprio dai rappresentanti dello Stato. Questo riconoscimento ha accelerato i tempi della decisione, portando a una sentenza rapida e definitiva.

    I giudici hanno analizzato minuziosamente le intercettazioni e le testimonianze prodotte durante le indagini preliminari. Ciò che era emerso come un sospetto si è sgretolato di fronte all’analisi dei fatti: le procedure amministrative per le varianti urbanistiche sono risultate trasparenti e prive di condizionamenti esterni di natura corruttiva.

    L’impatto sulla realtà imprenditoriale di Tigros

    Durante tutto il periodo del processo, Paolo Orrigoni ha mantenuto un profilo basso, continuando a lavorare per la crescita della sua azienda. Tigros è un marchio storico per il territorio varesino e lombardo, dando lavoro a migliaia di dipendenti e rappresentando un punto di riferimento per il commercio locale. La notizia dell’assoluzione è stata accolta con estremo favore dal mondo economico e dai collaboratori del gruppo.

    La serenità ritrovata permetterà ora alla società di concentrarsi esclusivamente sulle sfide del mercato retail, sempre più competitivo. La vicenda dimostra anche quanto sia delicato il rapporto tra iniziativa privata e pubblica amministrazione, e come la giustizia, seppur con i suoi tempi, possa arrivare a ristabilire la verità dei fatti per chi opera nel rispetto delle regole.

    La fine di un incubo giudiziario per la famiglia Orrigoni

    Per un imprenditore, essere coinvolto in un’inchiesta per corruzione rappresenta un danno che va oltre le aule di tribunale. Coinvolge la reputazione, i rapporti con le banche, i fornitori e la fiducia dei clienti. Paolo Orrigoni ha sempre dichiarato la propria estraneità ai fatti, affrontando il percorso giudiziario con rispetto per le istituzioni.

    Oggi, con la sentenza della Corte di Appello che asseconda le richieste della stessa Procura, si chiude un capitolo doloroso. La “formula piena” è il riconoscimento legale di una condotta integra, restituendo dignità totale a un uomo che ha fatto della crescita della grande distribuzione nel varesino la sua missione professionale.

    Verso il futuro: i prossimi passi del gruppo

    Chiusa la parentesi legale, l’attenzione si sposta ora sul piano industriale. Tigros ha dimostrato negli anni una grande capacità di innovazione, dai servizi di spesa online alla qualità dei prodotti freschi. Senza il freno delle pendenze giudiziarie, l’imprenditore potrà guardare a nuove aperture e investimenti tecnologici.

    L’assoluzione di Paolo Orrigoni resterà un caso scuola su come la giustizia possa correggere visioni iniziali errate dell’accusa, portando a un verdetto finale che non lascia ombre. Il territorio varesino ritrova così, ufficialmente, uno dei suoi protagonisti economici più attivi, pronto a scrivere nuove pagine di storia imprenditoriale senza più alcun sospetto.

     

    Altre news su http://www.ilquotidianoditalia.it

     

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    Giuseppe Criseo

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