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    Comabbio, troppi gatti

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    By Rossi Alberto on 13 Gennaio 2026 Cronaca
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    Emergenza colonie feline a Comabbio: nuove sanzioni per chi nutre i gatti in strada.

    Il piccolo comune di Comabbio, situato nel Varesotto, è recentemente balzato agli onori della cronaca per un provvedimento drastico volto a gestire la crescente popolazione di gatti randagi.

    La situazione, divenuta critica in alcune zone specifiche del paese, Comabbio, ha spinto l’amministrazione comunale a intervenire con un’ordinanza che prevede multe salate per i cittadini che contravvengono alle nuove disposizioni.

    Al centro della questione nel territorio di Comabbio c’è la colonia felina situata tra via Lucio Fontana e via Ai Prati. Secondo quanto riportato dalle autorità locali, il numero di esemplari ha raggiunto dimensioni giudicate eccessive, creando problemi di igiene pubblica e decoro urbano che non potevano più essere ignorati.
    Il sindaco di Comabbio, Mariolino Deplano, ha quindi firmato un atto ufficiale per “correre ai ripari”, stabilendo regole ferree sulla somministrazione di cibo e sulla gestione degli spazi privati. L’obiettivo dichiarato è quello di ricondurre la gestione dei gatti del territorio entro binari di controllo sanitario e amministrativo, evitando il proliferare incontrollato di residui organici e sporcizia.

    Per i residenti e i visitatori di Comabbio, l’inosservanza di queste nuove regole può costare molto caro. Le sanzioni previste dall’ordinanza spaziano infatti da un minimo di 25 euro fino a un massimo di 500 euro, a seconda della gravità della violazione e della recidiva, segnando un punto di svolta nella convivenza tra la comunità umana e quella felina.

    Il divieto di somministrazione di cibo
    Il cuore del provvedimento riguarda il “divieto assoluto e immediato” imposto a chiunque di alimentare i gatti della colonia al di fuori dei protocolli stabiliti. Nell’ordinanza si legge chiaramente che la somministrazione di cibo non può essere un atto arbitrario dei singoli cittadini, ma deve avvenire esclusivamente secondo le modalità disposte dall’amministrazione comunale.

    Queste regole sono state concordate con il servizio veterinario dell’Ats, l’autorità sanitaria.

    competente, per garantire che gli animali ricevano il sostentamento necessario senza però causare accumuli di avanzi o attirare altri animali infestanti. L’approccio mira a centralizzare la gestione della colonia nelle mani di figure autorizzate, evitando che iniziative spontanee, seppur mosse da buone intenzioni, peggiorino la situazione igienica delle strade.

    Obblighi per i proprietari di immobili e aree disabitate.

    L’ordinanza non si ferma alla gestione diretta degli animali, ma coinvolge attivamente i proprietari immobiliari della zona interessata. Chi possiede edifici, cantine o sottotetti tra via Lucio Fontana e via Ai Prati deve ora farsi carico della sicurezza strutturale dei propri beni per impedire il “ricovero incontrollato” dei felini.

    Nello specifico, è richiesta la chiusura idonea di tutti i vani degli edifici disabitati o non utilizzati. Questa misura serve a evitare che i gatti trovino rifugio in luoghi dove la pulizia non è costante, trasformando spazi chiusi in focolai di sporcizia o in luoghi di riproduzione protetti ma non monitorati.

    La prevenzione, in questo caso, passa attraverso la manutenzione degli spazi accessori che spesso diventano la “casa” invisibile delle colonie troppo numerose.

    Pulizia e disinfestazione: il decoro urbano al primo posto.

    Un altro punto cruciale del testo firmato dal sindaco riguarda la gestione delle deiezioni e dei residui organici. I proprietari degli edifici coinvolti dal passaggio o dallo stazionamento dei gatti sono tenuti a provvedere tempestivamente alla pulizia e, se necessario, alla disinfestazione delle proprie aree.

    Questo obbligo si estende anche alle pertinenze che si affacciano sulla pubblica via.

    L’amministrazione punta a responsabilizzare i privati affinché il decoro delle strade di Comabbio non venga compromesso. La presenza di gatti di colonia non deve tradursi in un degrado ambientale per i residenti, e la tempestività nella rimozione di residui organici è considerata fondamentale per la salute pubblica.

    Le ragioni del provvedimento: igiene e controllo sanitario a Comabbio.

    La decisione di imporre multe fino a 500 euro nasce da una necessità di equilibrio. Se da un lato le colonie feline sono protette dalla legge, dall’altro la loro gestione non può prescindere dal rispetto delle norme igienico-sanitarie. Una colonia che cresce troppo rapidamente può diventare difficile da monitorare per quanto riguarda le sterilizzazioni e le vaccinazioni, compiti che spettano alle autorità sanitarie in collaborazione con i volontari.

    L’ordinanza del sindaco Deplano cerca di arginare il fenomeno del “fai-da-te” che spesso porta a lasciare ciotole di cibo umido o avanzi di cucina sui marciapiedi, i quali, deteriorandosi sotto il sole o con la pioggia, generano cattivi odori e attirano insetti e roditori. Regolamentare il momento del pasto significa assicurarsi che l’area rimanga pulita e che i gatti siano nutriti in modo sano e controllato.

    La reazione della cittadinanza e degli animalisti
    Come spesso accade in questi casi, l’ordinanza ha sollevato un dibattito tra chi sostiene la linea dura del Comune per ritrovare il decoro e chi, invece, teme per il benessere degli animali. I sostenitori del provvedimento sottolineano come la situazione fosse diventata insostenibile, con marciapiedi sporchi e un numero di gatti superiore alla capacità di accoglienza della zona.

    Dall’altra parte, alcuni cittadini e associazioni potrebbero sollevare dubbi sulla rigidità del divieto di nutrizione, ricordando che il benessere degli animali non deve essere messo a rischio. Tuttavia, l’amministrazione ha precisato che il cibo non verrà a mancare, ma verrà distribuito in modo coordinato e civile, nel rispetto della salute dei gatti e della pulizia del borgo.

    Conclusioni e prospettive future
    L’ordinanza di Comabbio rappresenta un esperimento di gestione del territorio che mette alla prova il senso civico dei residenti. Le sanzioni amministrative sono lo strumento scelto per imporre un cambio di rotta necessario, ma sarà solo il tempo a dire se queste misure porteranno a una riduzione effettiva dei problemi segnalati.

    Il monitoraggio costante da parte della polizia locale e la collaborazione con l’Ats saranno fondamentali per garantire che le regole vengano rispettate e che la colonia felina possa convivere pacificamente con il resto della popolazione. Il messaggio è chiaro: la cura degli animali è un valore, ma deve sempre camminare di pari passo con il rispetto per lo spazio comune.
    Altre news su http://www.ilquotidianoditalia.it

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    Rossi Alberto

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