Antonio Latella a Saronno con Wonder Woman, il Teatro Giuditta Pasta diventa casa prima della tournée
Antonio Latella a Saronno non è solo una tappa teatrale, ma una scelta artistica precisa e profondamente simbolica. Il regista sceglie il Teatro Giuditta Pasta come luogo di riallestimento di Wonder Woman, trasformando il teatro in una vera casa temporanea prima della nuova tournée nazionale. L’appuntamento è fissato per martedì 13 gennaio 2026 alle ore 20.45.
Il ritorno di Antonio Latella a Saronno segna un momento di grande rilievo culturale per la città e per il territorio. Wonder Woman, spettacolo scritto insieme a Federico Bellini e prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa, arriva al Teatro Giuditta Pasta non come semplice replica, ma come spazio di lavoro, ascolto e condivisione.
Con Antonio Latella a Saronno, il teatro recupera la sua funzione più autentica. Non solo luogo di rappresentazione, ma laboratorio vivo, presidio culturale e spazio di relazione tra artisti e comunità. Una scelta che restituisce centralità al tempo della creazione e al dialogo con il pubblico.
Il Teatro Giuditta Pasta come luogo da abitare
La decisione di riallestire Wonder Woman a Saronno nasce da una visione precisa del fare teatro. Antonio Latella non cerca una semplice ospitalità, ma un luogo da abitare, in cui lo spettacolo possa respirare e trasformarsi prima di incontrare nuovamente il pubblico della tournée.
Il Teatro Giuditta Pasta diventa così una casa temporanea. Un luogo in cui il lavoro artistico si intreccia con il tessuto culturale della città. Questa scelta rafforza il ruolo del teatro come spazio vivo, capace di accogliere processi e non solo risultati.
In questo contesto, Saronno si afferma come punto di riferimento per il teatro contemporaneo, capace di attrarre grandi nomi della scena nazionale con progetti di alto profilo artistico.
Wonder Woman, un teatro necessario e urgente
Wonder Woman è uno spettacolo che interroga il presente con forza e radicalità. Antonio Latella firma una regia che non concede tregua, costruendo un teatro politico, necessario e profondamente urgente.
Lo spettacolo si ispira a un fatto di cronaca realmente accaduto. La vicenda di una ragazza peruviana vittima di uno stupro di gruppo e di una sentenza che, in secondo grado, assolse gli imputati sulla base di criteri legati all’estetica della vittima. Una decisione che suscitò scandalo e indignazione.
Il teatro diventa qui strumento di indagine e denuncia. Non una semplice ricostruzione dei fatti, ma un attraversamento emotivo e umano del trauma, della violenza e dell’ingiustizia.
Quattro attrici, una voce collettiva
Sul palco, Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara Ferrara e Beatrice Verzotti danno corpo e voce a una partitura intensa. Le attrici costruiscono un racconto corale, attraversato da un flusso di parole serrato e incalzante.
Il testo chiama lo spettatore a una presa di posizione. Non c’è distanza possibile. Il pubblico viene coinvolto in un’esperienza che scuote, mette in discussione, interroga.
La scelta di affidare il racconto a quattro giovani donne rafforza la dimensione collettiva della vicenda. La storia di una diventa la storia di molte.
La scrittura e il ritmo del trauma
La drammaturgia di Wonder Woman non si limita alla narrazione lineare. Il testo segue il ritmo del battito cardiaco, l’affollarsi dei pensieri, la pressione degli interrogatori e delle istituzioni.
Spesso privo di punteggiatura, il flusso verbale restituisce la confusione, la fatica e la frammentazione tipiche di chi vive un trauma profondo. La parola diventa corpo, respiro, resistenza.
Il teatro si fa spazio di ascolto, ma anche luogo di scontro con una realtà che tende a ignorare il dolore della vittima.
La sentenza e la memoria collettiva
Nel 2015, ad Ancona, quella sentenza scosse profondamente l’opinione pubblica. La Corte di cassazione ribaltò successivamente il giudizio, condannando gli autori dello stupro.
Eppure, quel precedente resta inciso nella memoria collettiva. Un processo in cui l’estetica della vittima divenne elemento di giudizio, trasformando la vittima stessa in imputata.
Wonder Woman riporta alla luce quella ferita, interrogando non solo la giustizia, ma l’intera società che ha reso possibile quel rovesciamento inquietante.
Una Wonder Woman contemporanea
La protagonista del racconto, soprannominata Vichingo nella realtà, diventa una Wonder Woman dei nostri tempi. Non una supereroina invincibile, ma una donna guerriera, costretta a lottare per affermare la propria verità.
Ogni incontro con le istituzioni rafforza l’idea di una comunità incapace di offrire pietà e giustizia. Polizia, tribunali, media diventano parte di un sistema che schiaccia invece di proteggere.
Il teatro si trasforma così in un banco degli imputati collettivo, in cui lo spettatore è chiamato a interrogarsi sul proprio ruolo.
Verità, menzogna e responsabilità
Il riferimento alla Wonder Woman di William Moulton Marston non è casuale. Il creatore della celebre supereroina è anche l’inventore della macchina della verità.
In questo spettacolo, il lazo della verità diventa simbolo potente. Un’arma che costringe a non mentire, a guardare in faccia la realtà, a non voltarsi dall’altra parte.
Antonio Latella utilizza il teatro per esplorare il fragile confine tra verità e menzogna, tra giustizia e spettacolarizzazione del dolore.
Oltre il Sipario, l’incontro con il pubblico
Prima dello spettacolo, alle ore 20.00 nel foyer del teatro, il pubblico è invitato a partecipare a Oltre il Sipario. Un momento di incontro e approfondimento con il Direttore Artistico Andrea Chiodi.
Questo appuntamento rappresenta un’occasione preziosa per entrare nel cuore del lavoro, comprendere il processo creativo e prepararsi all’esperienza teatrale.
Il dialogo con il pubblico rafforza l’idea del teatro come spazio di relazione e partecipazione.
Un progetto culturale più ampio
Wonder Woman è inserito nella rassegna Contemporanea, parte del progetto VareseCultura2030. L’iniziativa è sostenuta da Fondazione Cariplo e coordinata dalla Provincia di Varese.
Lo spettacolo contribuisce agli obiettivi di parità di genere e istruzione di qualità dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Il teatro si conferma così strumento di riflessione sociale e culturale.
Non solo arte, ma impegno civile e responsabilità collettiva.
Conclusione
Antonio Latella a Saronno con Wonder Woman rappresenta molto più di una serata teatrale. È un atto culturale forte, una scelta che restituisce al teatro la sua funzione più profonda.
Il Teatro Giuditta Pasta diventa casa, laboratorio e spazio di verità. Wonder Woman è un’opera che interroga, ferisce, resiste. Uno spettacolo che non chiede di essere solo guardato, ma attraversato, condiviso, assunto come responsabilità comune.
Un appuntamento imperdibile per chi crede in un teatro capace di incidere nel presente e di lasciare tracce durature nella coscienza collettiva.







