Indagini per tentato omicidio a Somma Lombardo dopo il ferimento di un giovane ucraino a Mezzana
I carabinieri della Compagnia di Gallarate stanno conducendo serrate indagini per tentato omicidio a Somma Lombardo a seguito di un grave fatto di sangue avvenuto lunedì sera. Teatro dell’aggressione è stato il viale XXV Aprile, nella zona delle case popolari Aler di Mezzana, un’area situata oltre la ferrovia che è finita sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti. La vittima, un giovane di 27 anni di nazionalità ucraina, è stata raggiunta da un colpo alla testa che avrebbe potuto avere conseguenze letali.
Le autorità hanno confermato che l’ipotesi di reato per cui si procede è quella di tentato omicidio a Somma Lombardo, data la dinamica e la pericolosità dell’azione compiuta. Il ventisettenne è stato soccorso prontamente e trasportato all’ospedale di Gallarate, dove i medici hanno accertato che il proiettile lo aveva ferito solo di striscio. Nonostante lo shock e la gravità dell’evento, l’uomo è stato dichiarato fuori pericolo quasi immediatamente e successivamente dimesso con una prognosi di venticinque giorni.
Il contesto in cui si è consumato il tentato omicidio a Somma Lombardo appare particolarmente complesso e torbido. Al momento dello sparo, il giovane non si trovava nella propria residenza, bensì all’interno di un’abitazione appartenente a terzi, situata proprio nel complesso residenziale di Mezzana. Questo dettaglio ha spinto i militari a concentrare le ricerche su possibili regolamenti di conti o frizioni nate all’interno di ambienti degradati della periferia sommese.
La dinamica dell’agguato nel quartiere di Mezzana
L’episodio si è verificato nell’oscurità della serata di lunedì, quando il silenzio del quartiere Aler è stato interrotto dal rumore di uno sparo. Secondo le prime ricostruzioni fornite dai carabinieri, il colpo sarebbe stato esploso da una distanza ravvicinata, mirando deliberatamente verso zone vitali della vittima. Il fatto che il giovane ucraino sia sopravvissuto è considerato dagli investigatori un colpo di fortuna incredibile, dato che pochi centimetri di differenza avrebbero trasformato l’indagine in un caso di omicidio consumato.
Appena scattato l’allarme, la zona di viale XXV Aprile è stata blindata dalle pattuglie della Compagnia di Gallarate. I militari hanno effettuato i rilievi balistici e hanno cercato tracce utili all’identificazione dell’arma utilizzata. Il quartiere di Mezzana, separato dal resto della città dalla linea ferroviaria, è da tempo monitorato per situazioni di marginalità sociale, ma un atto di tale violenza ha comunque generato forte apprensione tra i residenti delle case popolari.
Il silenzio della vittima e il legame con lo spaccio
Un elemento che sta rendendo particolarmente difficili le indagini è l’atteggiamento dello stesso ventisettenne ferito. Durante i primi colloqui con gli investigatori, la vittima si è dimostrata estremamente reticente, fornendo risposte evasive e non collaborando pienamente alla ricostruzione dei fatti. Questo muro di silenzio suggerisce agli inquirenti che il giovane possa temere ritorsioni ancora più gravi o che voglia coprire le persone con cui era in contatto quella sera.
Le indagini ruotano con decisione intorno all’ambiente dello spaccio di stupefacenti. Gli investigatori sospettano che il ferimento sia l’apice di una lite legata al controllo del territorio o a debiti non saldati nel mercato della droga locale. Il fatto che l’ucraino fosse in un’abitazione non sua rafforza l’ipotesi che quel luogo potesse essere utilizzato come base per attività illecite o come punto di incontro per scambi di sostanze proibite.
L’analisi dei filmati della videosorveglianza
Per superare la mancanza di collaborazione della vittima, i carabinieri stanno analizzando massicciamente le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona di Mezzana e lungo le principali vie di fuga da Somma Lombardo. I video potrebbero aver immortalato l’arrivo o la fuga dell’aggressore, fornendo dettagli preziosi sulla marca e sul modello di eventuali veicoli utilizzati o sulla fisionomia di chi ha premuto il grilletto.
Oltre alle telecamere comunali, sono state acquisite anche le registrazioni di alcuni esercizi commerciali e di proprietà private situate in prossimità della ferrovia. Ogni fotogramma viene passato al setaccio per individuare movimenti sospetti avvenuti nei minuti precedenti e successivi all’orario dell’agguato. La speranza è che la tecnologia possa sopperire alle testimonianze mancanti in un ambiente caratterizzato da una forte omertà.
Sicurezza e controllo del territorio oltre la ferrovia
L’episodio di viale XXV Aprile ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle periferie e nei complessi Aler. I residenti chiedono una presenza più costante delle forze dell’ordine, segnalando come alcune aree isolate possano diventare facilmente zone di spaccio e criminalità. I carabinieri di Gallarate hanno già intensificato i controlli nel quartiere di Mezzana per dare un segnale di presenza istituzionale e per scoraggiare ulteriori atti di violenza.
La Compagnia di Gallarate sta lavorando senza sosta per chiudere il cerchio attorno ai responsabili. Identificare chi ha sparato è fondamentale non solo per fare giustizia, ma anche per evitare che l’escalation di violenza prosegua con nuovi agguati. Il tentato omicidio a Somma Lombardo resta per ora un giallo con molti punti oscuri, ma gli elementi raccolti finora sembrano indicare una pista molto precisa legata alla criminalità organizzata di basso livello che gestisce i traffici illegali nella zona.
In conclusione, la vicenda del giovane ucraino ferito a Mezzana rappresenta un campanello d’allarme per l’intera comunità. Mentre la vittima si riprende dai postumi della ferita con una prognosi di venticinque giorni, la pressione degli inquirenti sugli ambienti dello spaccio locale non accenna a diminuire. La risoluzione del caso dipenderà dalla capacità dei militari di incrociare i dati tecnologici con le scarse informazioni trapelate dal quartiere.
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