Supermercati, il vero costo degli sconti sugli scaffali
La convenienza percepita supermercati è uno dei meccanismi più potenti nella grande distribuzione moderna. Ogni giorno milioni di consumatori scelgono dove fare la spesa basandosi su prezzi esposti, volantini promozionali e offerte speciali che sembrano occasioni imperdibili. Dietro questa percezione di risparmio si nasconde però un sistema complesso, che spesso non comporta alcuna perdita reale per le catene.
La convenienza percepita supermercati nasce da un prezzo di riferimento che resta stabile per gran parte dell’anno. Quando il consumatore vede un prodotto proposto a un prezzo più basso, ha la sensazione di un vantaggio immediato. Questo effetto psicologico è alla base di molte strategie commerciali adottate dalla grande distribuzione.
Analizzare il funzionamento della convenienza percepita supermercati significa comprendere come vengono costruiti i prezzi, quali sono i rapporti tra catene e fornitori e perché il concetto di sottocosto è spesso più comunicazione che realtà economica.
Il prezzo di riferimento nella mente del consumatore
Per molti prodotti di largo consumo, come la pasta secca, il prezzo percepito rimane invariato per mesi. Se gli spaghetti sono abitualmente venduti a 1,30 euro al chilo, quel valore diventa il punto di riferimento mentale per il cliente.
Quando compare un’offerta a 1,00 euro, la differenza viene immediatamente interpretata come un risparmio concreto. Il consumatore crede che il supermercato stia rinunciando a una parte del proprio margine per attirare clienti.
In realtà il prezzo di riferimento non coincide quasi mai con il costo reale sostenuto dalla catena.
Il meccanismo delle promozioni sottocosto
Il sottocosto è una delle leve più utilizzate nella grande distribuzione. Il termine suggerisce una vendita in perdita, ma nella maggior parte dei casi non è così.
Se un supermercato acquista due milioni di confezioni di spaghetti, metà a prezzo pieno e metà a prezzo scontato tra 0,80 e 0,90 euro, il costo medio finale si avvicina a 1,00 euro al chilo. Il prezzo promozionale diventa quindi sostenibile senza alcun sacrificio reale.
Il sottocosto funziona soprattutto come messaggio. Comunica convenienza, fidelizza il cliente e aumenta il flusso di persone nel punto vendita.
La comunicazione come leva di vendita
La convenienza percepita supermercati è costruita attraverso volantini, cartellonistica e campagne pubblicitarie mirate. Il messaggio è semplice e diretto: stai risparmiando.
Questa comunicazione è estremamente efficace perché si basa su un confronto immediato con il prezzo abituale. Il cliente non analizza i costi medi o i volumi di acquisto, ma reagisce all’offerta visibile.
Il risultato è un aumento delle vendite del prodotto in promozione e spesso anche di altri articoli acquistati insieme.
Il ruolo dei fornitori nel sistema degli sconti
Dietro ogni promozione esiste un accordo commerciale tra supermercato e fornitore. Gli sconti applicati al consumatore finale sono spesso compensati da extra-sconti ottenuti a monte.
I fornitori contribuiscono attraverso meccanismi come il trade spending, che include sconti fuori fattura, contributi promozionali e accordi di visibilità sugli scaffali.
In questo modo il supermercato tutela i propri margini, mentre il costo della promozione viene in gran parte trasferito sul produttore.
Il margine nascosto secondo l’Antitrust
Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, questo sistema genera un margine nascosto. I listini di partenza risultano gonfiati, mentre il prezzo reale viene determinato da una serie di contributi e sconti non sempre trasparenti.
Il dossier IC43 evidenzia come queste pratiche alterino la chiarezza del mercato. Il prezzo esposto non riflette il reale equilibrio tra domanda e offerta, ma è il risultato di rapporti di forza contrattuali.
La convenienza percepita supermercati diventa così uno strumento che maschera dinamiche economiche più profonde.
Le difficoltà dei fornitori medio-piccoli
Per le grandi multinazionali, il trade spending rappresenta una forma di investimento pubblicitario. Accettare contributi e sconti permette di difendere o aumentare la quota di mercato.
Per le aziende medio-piccole la situazione è molto diversa. I contributi richiesti possono erodere gran parte del margine, rendendo la fornitura poco sostenibile.
In alcuni casi i produttori si trovano costretti ad accettare condizioni svantaggiose per non perdere l’accesso agli scaffali della grande distribuzione.
Pratiche commerciali e squilibri di potere
Il potere contrattuale delle grandi catene consente loro di imporre condizioni complesse. Tra le pratiche più contestate figurano contributi obbligatori, modifiche unilaterali dei contratti e ritardi nei pagamenti.
Secondo l’Antitrust, questi comportamenti possono configurare pratiche vessatorie, soprattutto quando il fornitore non ha reali alternative commerciali.
La convenienza percepita supermercati, in questo contesto, è sostenuta da un sistema che penalizza gli anelli più deboli della filiera.
L’effetto sui prezzi al consumo
Dal punto di vista del consumatore, il risultato sembra positivo. Prezzi più bassi e promozioni frequenti danno l’impressione di un mercato competitivo.
Nel lungo periodo, però, la pressione sui fornitori può ridurre la varietà dei prodotti e favorire solo i marchi più forti. I piccoli produttori rischiano di uscire dal mercato, limitando la scelta sugli scaffali.
La convenienza immediata può quindi avere effetti negativi sulla concorrenza e sulla qualità dell’offerta.
Trasparenza e consapevolezza del consumatore
Comprendere la convenienza percepita supermercati significa diventare consumatori più consapevoli. Il prezzo scontato non è sempre sinonimo di affare reale, ma spesso il risultato di strategie commerciali complesse.
Leggere attentamente le etichette, confrontare i prezzi al chilo e valutare la qualità dei prodotti sono strumenti fondamentali per una scelta informata.
La trasparenza del mercato passa anche dalla capacità dei consumatori di andare oltre il messaggio promozionale.
Il futuro delle promozioni nella grande distribuzione
Il dibattito aperto dall’Antitrust potrebbe portare a una revisione delle pratiche commerciali. Maggiore chiarezza sui contributi e sui prezzi reali aiuterebbe a riequilibrare i rapporti tra catene e fornitori.
Alcune realtà stanno già sperimentando modelli più trasparenti, con meno promozioni aggressive e prezzi più stabili nel tempo.
La convenienza percepita supermercati potrebbe evolvere verso una convenienza reale, basata su efficienza e correttezza.
Conclusione
La convenienza percepita nei supermercati è un potente strumento di marketing che influenza le scelte quotidiane dei consumatori. Dietro lo sconto apparente si nasconde un sistema articolato, in cui il supermercato raramente subisce perdite reali.
Il peso delle promozioni ricade spesso sui fornitori, soprattutto quelli più piccoli, creando squilibri e margini nascosti che alterano la trasparenza del mercato.
Essere consapevoli di questi meccanismi aiuta a comprendere meglio il valore reale delle offerte e a interpretare in modo critico i messaggi promozionali che riempiono volantini e scaffali ogni giorno.
Fonte: Il Fatto Alimentare
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