Inseguimento a Vedano Olona: i carabinieri arrestano un ricercato dopo una colluttazione
Durante i controlli intensificati per le festività natalizie, il territorio della provincia di Varese ha visto un importante intervento delle forze dell’ordine. A Vedano Olona, i carabinieri hanno arrestato un ricercato che ha tentato in ogni modo di sfuggire alla cattura, prima con una manovra spericolata in auto e poi aggredendo fisicamente i militari.
L’episodio si è svolto nella notte della vigilia di Natale, un momento in cui l’attenzione dell’arma rimane altissima per prevenire i reati contro il patrimonio. I carabinieri della stazione di Malnate, impegnati in un servizio perlustrativo, hanno intercettato una Citroen DS4 sospetta con a bordo un uomo e una donna. Alla vista della pattuglia, il conducente ha dato il via a una serie di manovre repentine nel tentativo di dileguarsi.
L’inseguimento e il tentativo di fuga a piedi
L’articolo prosegue descrivendo la dinamica concitata della notte. Dopo un breve inseguimento tra le vie del centro, l’autista ha deciso di abbandonare il veicolo, cercando di far perdere le proprie tracce a piedi. Mentre i militari si concentravano sull’inseguimento dell’uomo, la donna rimasta a bordo della vettura ne ha approfittato per riprendere la marcia e allontanarsi definitivamente.
Nonostante il tentativo di nascondersi, il soggetto è stato raggiunto e bloccato poco dopo. Tuttavia, la sua resistenza non si è placata con il fermo iniziale. Durante le procedure di identificazione, l’uomo ha tentato un secondo strappo, aggredendo i carabinieri e arrivando ad afferrarne uno per il collo. Solo grazie a una breve colluttazione i militari sono riusciti a immobilizzarlo e a metterlo in sicurezza, trasportandolo poi in caserma con l’aiuto di altri equipaggi giunti in supporto.
Il profilo del ricercato e i provvedimenti pendenti
Una volta giunto in stazione, il fermato ha mantenuto un atteggiamento non collaborativo, rifiutandosi di fornire le proprie generalità. La sua identità è stata però svelata grazie all’intuizione di uno dei militari che lo ha riconosciuto visivamente e ai successivi riscontri nelle banche dati. Si tratta di un cittadino tunisino di 41 anni, che risultava essere una figura già nota alla giustizia.
Dagli accertamenti è emerso che l’uomo era destinatario di due ordini di carcerazione emessi tra agosto e ottobre dai tribunali di Pavia e Brescia. Su di lui pendeva una pena residua da espiare di oltre sette mesi. La sua fuga non era dunque dettata solo dal timore di un controllo stradale, ma dalla consapevolezza di dover scontare una condanna definitiva.
Le conseguenze legali e il trasferimento in carcere
Al termine delle formalità di rito, la posizione del quarantunenne si è ulteriormente aggravata. Oltre ai provvedimenti preesistenti, l’uomo è stato arrestato in flagranza per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, a causa della colluttazione ingaggiata con i carabinieri durante il fermo.
L’arrestato è stato quindi condotto presso la casa circondariale di Varese, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. Questo intervento sottolinea l’efficacia del controllo del territorio anche in orari notturni e durante i giorni festivi, garantendo la sicurezza dei cittadini e assicurando alla giustizia soggetti che tentano di sottrarsi ai propri obblighi legali.
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