Arrestato a Gallarate per pedopornografia: 700 file nel cellulare e molestie alle nipoti
Un caso scioccante di pedopornografia a Gallarate.
Gallarate. Un uomo di 39 anni è stato arrestato con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico e molestie su minori.
La perquisizione della Polizia di Stato ha rivelato oltre 700 immagini pedopornografiche nel suo cellulare.
La denuncia della madre ha fatto partire le indagini.
Le vittime sono le sue nipoti, entrambe minorenni.
La madre, insospettita da comportamenti anomali, ha deciso di rivolgersi agli investigatori.
Il commissariato di Busto Arsizio ha avviato l’inchiesta, coordinata dalla Procura.
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Perquisizione e arresto immediato
Durante la perquisizione domiciliare, gli agenti hanno sequestrato dispositivi elettronici.
Nel cellulare dell’uomo, sono stati trovati centinaia di file pedopornografici.
Le immagini raffiguravano atti sessuali su minori.
L’uomo è stato posto in custodia cautelare in carcere.
La DDA di Milano indaga sull’origine del materiale.
Gli inquirenti stanno verificando se il materiale provenga da reti di scambio online.
Si ipotizza un coinvolgimento in circuiti pedopornografici più ampi.
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Le accuse: pedopornografia e violenza su minori
L’uomo è accusato di:
– Detenzione di materiale pedopornografico
– Molestie sessuali su minori
– Violenza aggravata
Le pene previste per questi reati sono severe.
Secondo il Codice Penale italiano:
– La detenzione di materiale pedopornografico è punita con la reclusione da 1 a 5 anni e una multa da €1.000 a €10.000 (art. 600-quater).
– La produzione o diffusione di tale materiale può comportare pene fino a 12 anni.
– Le molestie sessuali su minori rientrano tra i reati contro la libertà sessuale, con pene da 5 a 10 anni, aumentabili in caso di parentela o abuso di autorità.
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Un contesto familiare violato
Le vittime erano legate all’uomo da un rapporto di fiducia.
Le molestie sarebbero avvenute in ambito domestico.
Questo aggrava la posizione dell’indagato.
La comunità è sotto shock.
Il caso ha suscitato indignazione a Gallarate e in tutta la provincia di Varese.
Le autorità invitano alla vigilanza e alla denuncia di comportamenti sospetti.
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L’importanza della denuncia
La madre delle vittime ha avuto il coraggio di denunciare.
Questo ha permesso di avviare le indagini e proteggere le minori.
Le forze dell’ordine sottolineano il ruolo fondamentale delle famiglie.
La tutela dei minori è una priorità.
Le istituzioni stanno rafforzando i controlli e le campagne di sensibilizzazione.
La lotta alla pedopornografia richiede collaborazione tra cittadini, scuole e forze dell’ordine.
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Conclusioni
Il trentanovenne gallaratese è ora in carcere.
Le indagini proseguono per chiarire l’origine dei file e verificare eventuali complicità.
La giustizia farà il suo corso, ma il trauma per le vittime resta profondo.















