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Busto, bancarotta nella plastica

Gallarate, Saronno e Padova nonché il 7° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma coinvolte nell’operazione

“L’indagine, avviata lo scorso luglio, è nata in seguito alla dichiarazione di fallimento di due storiche imprese, una di Busto Arsizio e l’altra di Samarate, ed ha consentito di scoprire che gli indagati, hanno posto in essere una serie continuativa di distrazioni e di trasferimenti di risorse infra-gruppo che hanno comportato la dissipazione e la dispersione di importanti risorse finanziarie – trasferite per lo più sui conti correnti esteri – con conseguente depauperamento patrimoniale, economico e finanziario delle tre società italiane “cannibalizzate” e condotte dolosamente al fallimento.”

Come operavano

Una società di Bratislava era capofila dell’operazione : affitti e/o cessioni di rami aziendali che hanno interessato le imprese fallite, con particolare riguardo all’uso dei relativi marchi e dei disegni tecnici, accompagnati dalla distrazione di risorse finanziarie delle società per il pagamento di ingenti spese personali dell’indagato principale, necessarie al mantenimento del suo elevato tenore di vita.

Ripercussioni a Castellanza

I finanzieri stanno altresì procedendo al sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale (compresi i macchinari e le merci) e del 70% delle quote del suo capitale sociale e di quello di altra società con sede a Milano.

Coinvolte altre città: Gallarate, Saronno e Padova nonché Roma

15 perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio finalizzate a ricercare ulteriori fonti di prova dei reati commessi dai 9 indagati. In totale sono impiegati oltre 50 militari delle Compagnie di Busto Arsizio, Gallarate, Saronno e Padova nonché del 7° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, che stanno operando, in collaborazione con i finanzieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della predetta Procura, nelle province di Varese, Milano, Lecco, Novara, Vercelli, Padova e Roma.

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