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Notizia shock: orrore a Taiwan, neonato abbandonato dai genitori mangiato vivo da un branco di cani randagi.

Le autorità cinesi hanno scoperto le minuscole ossa del bambino sparse tra le erbacce nel deserto di Kaohsiung. Gli ufficiali hanno detto che le ferite sui resti del bambino sono compatibili con i morsi inferti dai cani. Fermata la madre, è accusata di omicidio aggravato e occultamento di cadavere

La notizia che arriva da Taiwan ha dell’incredibile. La polizia cinese ha dichiarato che un neonato i cui resti sono stati trovati nelle terre desolate di Taiwan è stato probabilmente mangiato da un branco di cani randagi. Le autorità affermano che la mamma della bambina, una 19enne e il suo fidanzato di 25 anni, lo hanno scaricato nella terra desolata a Kaohsiung, nel sud del paese. Gli ufficiali hanno scoperto che le ossa del bambino erano sparpagliate tra alte erbacce e hanno concluso che era stato sbranato da cani randagi. Secondo quanto raccontato dai media locali, la mamma del bambino ha riposto il neonato in un sacchetto di plastica, prima di scaricarlo tra le erbacce. La madre, che secondo quanto riferito ha un problema di salute mentale, è stata affidata alle cure dell’ufficio per gli affari sociali di Taiwan. Secondo la stazione televisiva taiwanese EBC, il fatto è accaduto l’8 ottobre. La coppia, che si diceva si fosse incontrata online e in condizioni economiche disagiate, abbandonò il bambino lì poi fuggì nel loro appartamento in affitto per “nascondersi” dalla famiglia che viveva nel centro di Taiwan. Rimasero quindi in un internet café per circa un mese fino a quando la polizia, allertata dagli assistenti sociali della ragazza, li rintracciò. Secondo quanto riferito, le autorità sono state in grado di identificare i resti del bambino come il neonato abbandonato della coppia. La vicenda ha letteralmente scioccato Taiwan, e la gente si chiede come sia stato possibile che un genitore possa aver agito in maniera così sconsiderata. Non è inoltre la prima volta che un neonato venga abbandonato dai suoi genitori, nei momenti successivi al parto. Anche nel nostro Paese, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,non sono mancati nel corso degli anni episodi simili, spesso finiti in tragedia. È il caso ad esempio di quanto accadde nel marzo dello scorso anno vicino ad Ancona, dove il corpo esanime di una neonata fu trovato addirittura in un’azienda di rifiuti, proprio sul rullo del nastro trasportatore dove confluisce tutta la spazzatura.

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