Varese Press giornale online

gli altri siamo noi

9 novembre 1989: cade il muro di Berlino e si volta pagina

9 novembre 1989: cade il muro di Berlino e il mondo volta pagina
Checkpoint charlie la porta sul mondo libero

C’era una conferenza stampa alle 19.00 del 9 novembre 1989 e il corrispondente dell’ANSA a Berlino est, Riccardo Ehrman chiese quando il nuovo regolamento sui transiti tra le due Germanie sarebbe entrato in funzione e il portavoce del governo della Repubblica Democratica Tedesca, Günter Schabowski , rispose semplicemente “a quanto ne so io, subito, da ora”

9 novembre 1989: cade il muro di Berlino e si volta pagina
Il muro di Berlino

La conferenza era trasmessa in diretta televisiva e la risposta del portavoce del governo convinse decine di migliaia di berlinesi verso i posti di frontiera che separavano la città e le guardie, colte di sorpresa e senza ordini su come comportarsi, permisero a tutti di passare senza controlli.

All’inizio ci fu stupore e incredulità per la beffa ai Vopos, gli agenti della Polizia del popolo che per quasi 30 anni avevano sparato contro chiunque tentasse di scavalcare il Muro e che si erano resi responsabili più o meno direttamente della morte di almeno 140 fuggiaschi solo a Berlino.

Il flusso continuò per tutta la note tra i festeggiamenti e gli applausi con i berlinesi dell’est e dell’ovest che urlavano “libertà” e si abbracciavano. Si stapparono bottiglie, si accesero fiaccole, si sventolarono bandiere e cominciarono a girare le copie fresche di stampa di un giornale che annunciava a caratteri cubitali che “Berlino è di nuovo Berlino”

Per quasi trenta anni i VoPos, la polizia di frontiera, avevano sparato contro tutti quelli che tentavano di scavalcare il muro (si erano contati almeno 140 morti tra i fuggiaschi nella sola Berlino) e ora guardavano stupiti e finalmente impotenti i berlinesi ritornare in possesso di tutta la loro città.

9 novembre 1989: cade il muro di Berlino e si volta pagina
i Berlinesi abbattono il muro

Due milioni di persone attraversarono i valichi nei primi tre giorni cambiando il corso della storia e alcuni cominciarono ad allargare i varchi e ad abbattere quel simbolo di vergogna, i primi “Mauerspechte” (i “picchi del Muro”) aiutandosi l’un con l’altro raggiunsero la sommità del muro e con martelli grandi e piccoli cominciarono a demolirlo.

Prima della fine della seconda guerra mondiale e durante la conferenza di Jalta i vincitori decisero di spartirsi la capitale del Terzo Reich in quattro settori controllati ed amministrati da Unione Sovietica, Stati Uniti, Regno unito e Francia.

I tre settori in mano alle potenze occidentali dal 1949 diventarono di fatto una exlcave della Repubblica Federale di Germania completamente circondata dalla Repubblica Democratica Tedesca controllata con pugno di ferro dai sovietici.

Nei primi tempi ai cittadini di Berlino fu permessa la libera circolazione in tutti i settori, ma con lo sviluppo della Guerra fredda le cose cambiarono e cominciarono le prime limitazioni fino a quando il confine tra la Germania dell’est e dell’ovest fu chiuso nel 1952 inducendo circa due milioni e mezzo di di tedeschi dell’est a passare ad ovest tra il 1949 e il 1961.

Nella notte tra il 12 e 13 agosto 1961, per fermare l’emorragia di persone dalla Germania est gli orientali cominciarono a costruire un muro tutto intorno ai tre settori occidentali. All’inizio utilizzarono del semplice filo spinato e prefabbricati.

9 novembre 1989: cade il muro di Berlino e si volta pagina
La striscia della morte

Il muro, lungo 155 chilometri divenne subito il simbolo della tirannia comunista e l’immagine fu rafforzata con le prime uccisioni, sotto gli occhi del mondo, dei primi berlinesi che tentavano di attraversare la barriera verso la libertà. Negli anni successivi venne eretto un secondo muro creando così la la famigerata “striscia della morte”.

Fabrizio Sbardella

Please follow and like us:
error

Lascia un commento