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Operaio di Saronno adescava minori sui social e li stuprava fingendosi donna.

Una storia che fa venire la pelle d’oca. Adesca minori presso la sua abitazione e li stupra nel buio spacciandosi per una donna.

Spesso si parla dei rischi collegati all’uso del web ed in particolar modo dei social network. E’ di pochi giorni fa il caso del social “Tik Tok” in cui un uomo modenese adescava dei minori. La rete è inevitabilmente ancora oggetto di situazioni che non dovrebbero mai accadere e questa volta ciò che è accaduto va al di fuori da ogni comprensione umana.

Un operaio italiano di 48 anni nascondendosi dietro lo schermo, riusciva a carpire la buona fede di minorenni, utilizzando un falso profilo femminile di Facebook, invitandoli persino nel suo appartamento in orario serale. Arrivati i minori presso la propria dimora, approfittando del buio, il maniaco, si faceva trovare sull’uscio della porta di casa, con una parrucca di colore rosso, parlando in falsetto per sembrare una donna e riuscendo così a soddisfare le proprie morbose perversioni praticando agli ignari minorenni un rapporto orale. Indagini sono in corso per individuare ulteriori molestie e vittime.

Questa mattina i carabinieri di Saronno hanno arrestato il 48enne, a seguito della richiesta della procura della repubblica del capoluogo lombardo. I reati contestati sono violenza sessuale contro minori, detenzione di materiale pedopornografico.

L’indagine è partita a seguito dell’intervento di una pattuglia dei carabinieri a seguito di una lite, avvenuta presso l’abitazione dell’uomo arrestato. La lite si è scoperto che era scattata perché il padre di uno dei minori voleva farsi giustizia da solo per aver attirato nella sua “rete” il figlio minorenne.

Da rabbrividire il cv dell’operaio pedofilo che nel biennio tra il 2016 e il 2019 aveva già adescato altri tre minori. Erano tutti ragazzini con età compresa tra i 15 e i 17 anni.


di Nicola Scillitani

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