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Cordoni ombelicali scomparsi da Cryo-Save, coinvolte 15000 famiglie italiane.

di Giuseppe Criseo

L’azienda e’ stata denunciata e in Svizzera le leggi si rispettano parecchio a differenza di quanto avviene da noi, in cui si trovano sempre scappatoie legali.

Entriamo nel merito della vicenda raccontata dal canale benessere di Ansa:

“La Cryo-Save di Plan-les Ouates disponeva dal 2016 di un’autorizzazione per l’importazione, l’esportazione e la conservazione di cellule staminali ricavate dal sangue cordonale ma già in agosto è stata radiata poichè la filiale era stata cancellata dal registro di commercio del Canton Ginevra. La società infatti aveva trasferito in Polonia le cellule staminali conservate, secondo le sue stesse indicazioni”.

Tante famiglie mettevano al sicuro, o così pensavano, i cordoli ombelicali per possibili e future patologie anche se, scientificamente parlando, non si sarebbero certezze al riguardo.

La politica interviene anche in questo caso: il vice-ministro della Salute Pierpaolo Sileri: “Personalmente sono d’accordo nel dare la possibilità a tutti di donare con maggiore semplicità ed avere una banca solidale molto più ampia” e aggiunge  “Poi se una patologia insorge nel bambino a distanza di poco tempo dal taglio del cordone ombelicale il sangue potrebbe contenere già cellule malate”.

Una vicenda delicata per i suoi risvolti etico-morali ma anche giuridici e infine economici, visto il valore che potrebbero avere per le famiglie interessate.

Una delle tante mamme, citata dal Salvagente, afferma: “É iniziato tutto poco più di un anno fa, ad agosto del 2018, quando ero al quinto mese di gravidanza e ho iniziato a prendere in considerazione l’idea della crioconservazione delle cellule staminali per la mia bambina. Così mi sono confrontata con il mio ginecologo e informata il più possibile, sapendo comunque che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, potevano essere utili in caso di leucemie o disturbi alle cartilagini. Insomma, alla fine ho pensato che sì, ne valeva la pena. “

Il caso scuote la rete in cui si trova un gruppo facebook ad hoc che descrive in questi termini la sua attività:

Il Gruppo “Genitori Cryo-Save” nasce dall’esigenza di aggregare, supportare ed informare tutti i genitori italiani e stranieri che hanno affidato le cellule staminali dei propri figli alla società CryoSave o alla società Salveo (acquisita nel 2015 da CryoSave). Al momento la società non è reperibile. Sappiamo che è stato siglato un subappaltato con l’azienda polacca PBKM (Gruppo Famicord) la cui durata è di soli 5 anni. In base alle informazioni ricevute, la “quasi” totalità dei campioni biologici sono stati trasferiti nei laboratori PBKM di Varsavia, senza autorizzazione e/o avviso dei genitori

Sarebbe opportuno che ci fossero leggi comuni in tutta Europa, Svizzera compresa, per evitare futuri problemi del genere e accordi bilaterali anche con paesi extraeuropei con protocolli sulla salute per evitare speculazioni e comportamenti poco etici sulle spalle di chi cerca solo conforto e protezione per la propria incolumità e dei propri cari.

Aggiornato il 7.11.2019 ore 00.04

Gentilissimi genitori.

Nella giornata di oggi ho sentito colleghi svizzeri per verificare lo stato della procedura di fallimento della cryo save ag.

Ad oggi non è ancora stata aperta la fase di chiamata dei creditori e quindi nel caso, valutata l’eventuale fattibilità e utilità, chi vorrà avrà tempo per valutare come e se procedere in territorio elvetico.

Inoltre, cosa più importante, ho ricontattato l’amministratore delegato di PBKM di varsavia per avere ulteriori dettagli e chiarimenti in merito al contretto di conservazione di quello che ci interessa: le cellule staminali di proprietà dei nostri figli.

In merito ai contratti che avevamo stipulato con cryo è stato precisato che se le cellule resteranno presso di loro a Varsavia nessuno di noi pagherà nulla in più per conservare fino alla scadenza dell’originario contratto.

Se avevamo stipulato contratto fino al 2022, il nuovo contratto potrà avere quella scadenza senza dover versare nulla. Alla scadenza del 2022 il proprietario potrà decidere liberamente se rinnovare per un altro periodo che sarà, ovviamente, a pagamento , (portarle altrove o distruggerle)

E questo avverrà indipendentemente dall’importo pagato per quel periodo a cryo.

Nessuna differenza sarà quindi richiesta per completare gli anni “mancanti” presso di loro (a varsavia) che quindi saranno senza alcuna spesa per noi.

Nel caso in cui si volesse spostare il campione da varsavia ad un altro loro centro di stoccaggio sarà richiesto il pagamento di un costo per tale trasporto.

Di conseguenza lasciando le cellule a varsavia
nulla sarà dovuto.

Chi aveva un contratto per un periodo superiore ai 20 anni (anche tramite estensioni) dovrà documentare tale periodo e verrà anch’sso riconosciuto come gratuito.

Per chi ha rateizzato, lo stesso discorso. Il ceo evidenzia che fino a quando non sarà eventualmente liquidata la cryosave ag, le rate andrebbero versate alla stessa.

(Su questo punto ricordo che esiste una eccezione di inadempimento in grado d giustificare la sospensione fino a quando non sarà confemata la presenza del campione e fino a quando non si capirà chi presta assistenza nell’ambito del nostro contratto con cryo save)

Considerato che quello che fa conto sono gli anni del contratto…anche chi ha versato solo una parte di rate avrà cmq accesso ad un contratto per tutto il periodo residuo sensa dovere nulla.

I contratti dovrebbero essere disponibili tra qualche settimana. Stanno incrementando il personale in lingua italiana sia in italia che in Polonia.

Si può proseguire senza stipulare contratto con loro … ma se cryo dovesse essere liquidata … a quel punto.. per mantenerle presso di loro sará necessario un contratto con loro.

Alla domanda perché lo fanno la risposta è la volonta di mantenere il mercato e la prospettiva che le famiglie potrebbero poi rinnovvare la conservazione per altri anni considerata anche l’importanza delle cellule nel futuro.

Il ceo rinnova anche l’invito ai familiari a compilare il form sul loro sito al fine di permettere il controllo della presenza delle provette preso di loro.

Il testo lo trovate qui.

Di certo, possiamo dire di aver fatto chiarezza e chiarite moltre incomprensioni.

Ora il quadro è davvero più chiaro e preciso. E questo grazie all’analisi, al buon senso ed all’impegno.

Ringrazio l’amministratore delegato della PBKM e forse, a questo punto possiamo davvero pensare di aver trovato le risposte che cercavamo.

Volendo si potrebbe organizzare davvero una bella serata per raccontare ogni passaggio di questa complicata vicenda.

Un grazie a tutti per le belle parole.
È stato un piacere.

Massimiliano Seregni

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