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Treno Parma – Brescia. Pendolari in viaggio su “carro bestiame”

incontro Regione, Trenord e Sindacati

La dura vita dei viaggiatori continua. Non siamo più in estate, quando si presumeva meno affluenza di persone sui vagoni ferroviari. Siamo ad ottobre. Mese in cui ci si sposta per lavoro o per la scuola, o per affari personali. Non parliamo solo della stazione di Colorno, che per Trenord potrebbe essere considerata una fermata – stazione “secondaria” visto a loro dire, il numero limitato di persone che usufruiscono del servizio. Parliamo di un’intera tratta, ossia della Parma – Brescia. La tratta da noi più volte denominata, “tratta del rimpianto”.


Questa volta non sono solo i ritardi o le cancellazioni dei treni, dovuti a rallentamento delle manovre di preparazione del treno o a problematiche degli impianti di regolazione del traffico ferroviario, a dar disagio ai pendolari. Si aggiunge a tutto ciò la disponibilità di solo due vagoni disponibili da Brescia a Parma. Una cosa inaccettabile per una tratta di circa 2 ore di percorrenza e di ben 18 fermate.


E’ successo nella giornata di ieri con il treno in partenza da Brescia alle ore 05:50 e con arrivo previsto a Parma alle ore 07:48. Forse per via dell’orario di partenza abbastanza di buon mattino, l’azienda Trenord ha ritenuto che i vagoni non si sarebbero eccessivamente riempiti, ma non è andata così.
Noi sul treno ci siamo saliti e abbiamo potuto vivere la situazione direttamente. I due vagoni erano stipati all’inverosimile. Non si poteva nemmeno accedere ai bagni e la sicurezza di ogni singolo viaggiatore era messa a rischio dall’impossibilità di compiere persino il più semplice movimento. In molti sono stati costretti a stare in piedi stipati come sardine. Anche diversi anziani erano nelle medesime condizioni di tutti gli altri e l’aria era viziata da sudore e puzza di urina, oltre alla pulizia pressoché mancante dei vagoni.


Nel 2019 ormai quasi nel 2020, non è possibile viaggiare come su un carro bestiame. Non è la prima volta che succede e non è assolutamente giusto per chi il biglietto lo paga.


Speriamo che Trenord voglia decidersi a migliorare un servizio che già in passato ci siamo presi la responsabilità di definire, da terzo mondo. Qui non è questione di binari non elettrificati o di treni obsoleti, ma esclusivamente di buon senso.


Il gruppo
Amo – Colorno

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