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Busto al Centro della nuova Tombstone

Cimiteri in retromarcia, l’amministrazione imbocca il “Viale delle Rimembranze delle Tariffe” sulle concessioni cimiteriali.

Un giorno un minatore parlò ad un soldato dei giacimenti  minerarie tra le montagne dell’Arizona che lo avrebbero reso ricco. Il soldato, che ben conosceva la zona, infestata dagli Apache, gli rispose che tutto ciò che avrebbe trovato sarebbe stata solo la sua lapide. Da questo aneddoto la cittadina, che  poco dopo  sarebbe sorta. prese il nome di Tombstone (lapide). Anche a Busto Arsizio, in questo momento, si fa un gran parlare più che di lapidi, tipiche dei cimiteri americani,  di  tombe, loculi e cappelle a causa della marcia indietro che il Comune è in procinto di fare  sul “caro cimiteri” dello scorso anno, riducendo le esorbitanti tariffe messe in atto per il rinnovo o l’acquisizione delle concessioni cimiteriali. Il risultato di allora fu che molti pensarono di rinunciare ai rinnovi, riesumare il caro estinto, destinarlo ad altro luogo, così Busto Arsizio, a differenze di Tombstone, le sue lapidi non le ha messe ma messe in vendita e, per molti, con esse se ne sono andati anche i ricordi di famiglia. Certo che speculare sugli affetti e sull’attaccamento al ricordo del caro estinto, per far cassa, non ha portato bene perché, passato l’iniziale sconcerto, non ci si aspettava che così in pochi avessero aderito all’iniziativa comunale e, vista la crisi, “che di soldi non ce ne sono più”, tra le spese scolastiche dei figli, le rate del mutuo o dell’auto a noleggio a lungo termine, le vacanze estive e invernali, l’incertezza del posto di lavoro, avrebbero optato per il riesumare al posto di pagare. Il risultato è stato che il fiume di denaro atteso dall’oltretomba non è uscito dai “sepulcrum” delle banche per entrare nelle casse, in questo caso non da morto ma del Comune.  Per cui inversione di tendenza e oggi si decide per una  riduzione delle tasse sul loculo, in base alla scelta di programmazione economica e ragionieristica  del “chi si accontenta gode”. Per tanto canta vittoria la lista di opposizione Busto al Centro, ricordando di essersi sempre battuta per far si che la Giunta cambiasse strada, anche con la campagna di raccolte firme fuori dai cimiteri e, come si legge nel comunicato stampa: “dai cittadini a volte arrabbiati ma più spesso mortificati” o meglio (senza per questo voler mancare di rispetto ai nostri parenti, amici ed anche nemici estinti) più che mortificati: “morti sfigati”. Qualcuno infatti si sente leggermente “sfigato”, per aver pagato, come una mia amica, una decina di migliaia di euro per loculi e tombe. Glieli ridaranno o chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Per dirla come il Foscolo Dei Sepolcri:“All’ombra dei cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men caro?” Non mi ricordo se dicesse men caro o men duro. Penso men caro, visto che si stanno abbassando le tariffe. E per chi il caro estinto lo ha trasferito in altro luogo, quale migliore consolazione di quella del “chi muore giace e chi vive si da pace”.

Gianni Armiraglio

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