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Roma/Italia: colpi di mano per bonificare i luoghi pubblici dai senza tetto

colpi di mano per bonificare i luoghi pubblici dai senza tetto
colpi di mano per bonificare i luoghi pubblici dai senza tetto

Alla stazione di Roma Termini spuntano finti cantieri e si fanno maxioperazioni di polizia con l’impiego anche di oltre 200 agenti per cercare di risolvere il problema dei numerosi ospiti indesiderati che hanno adottato la stazione della capitale come domicilio

Nel sedime della stazione romana si alzano recinzioni metalliche che delimitano finti cantieri in cui non lavora nessuno e tutte le settimane oltre duecento agenti perlustrano lo scalo ferroviario con l’obiettivo di allontanare i vagabondi che si rifugiano all’interno e nei dintorni dello scalo, ma nella capitale non ci sono ancora piani di accoglienza ne posti disponibili di bassissima soglia per accogliere gli “sfrattati”.

Tutte queste attività di dissuasione che vedono coinvolti poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani in spettacolari colpi di mano sembrano solo spot pubblicitari a cadenza periodica che non cambiano nulla del degrado che caratterizza la stazione della capitale e non solo della capitale, ma di quasi tutte le principali stazioni italiane.

Ormai coperte, cartoni e stracci, rifugi d’emergenza sono parte integrante dell’arredamento delle nostre stazioni e se con un colpo di mano allontani i balordi e rimuovi le loro masserizie dopo poco magicamente il nastro si riavvolge e tutto torna esattamente come prima e magari con qualche ospite i più.

Per molti disperati, (uomini, donne, giovani e anziani) le stazioni, i corridoi e sotterranei degli ospedali, i sottopassi e i porticati sono il domicilio a volte scelto deliberatamente a volte costretto e anche volendo allontanarsi forzatamente non esistono poi le strutture di accoglienza di bassa o bassissima soglia.

Il problema è noto ovunque si sia evidenziato, le persone in disagio sono quasi tutte note e noti sono i loro problemi, quello che manca è una soluzione realistica e di buon senso, un piano per l’accoglienza e spazi in grado di accogliere le persone che si vogliono allontanare.

Forse non è politicamente corretto, ma la missione di chi si candida per governare il paese è quella di trovare soluzioni possibili ai problemi reali e l’inverno che si avvicina con l’emergenza freddo renderà il problema sempre più difficile da affrontare senza gli strumenti necessari.

Caritas, Croce Rossa Italiana, associazioni che operano nel mondo del disagio, in strada o si occupano della distribuzione di pasti, Carabinieri, Guardia di Finanza, polizie municipali o chiunque altro possono solo mettere pannicelli caldi per curare i sintomi, ma la malattia non guarisce mai.

Puoi buttare il denaro pubblico tutti i giorni allontanando le persone dai loro rifugi, ma se non ci sono strutture di bassissima soglia, finito il colpo di mano tutto torna come prima, o si sposta di poco perché comunque non vi sono alternative razionali o di buon senso.

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