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L’Associazione per lo studio del gioco d’azzardo (ALEA) elegge il nuovo direttivo.

Il 5 ottobre 2019, l’Assemblea di ALEA-Associazione per lo Studio del Gioco d’Azzardo e dei Comportamenti a Rischio ha rinnovato la dirigenza, eleggendo i nove professionisti che la guideranno per il prossimo biennio e conferendo a Maurizio Fiasco la Presidenza. Ne fanno parte anche due esperte varesine, Daniela Capitanucci e Roberta Smaniotto, che si occupano di gioco d’azzardo da oltre quindici anni in seno all’Associazione AND-Azzardo e Nuove Dipendenze. L’evento dell’Associazione ALEA (che dal 2000 raccoglie i massimi esperti sul gioco d’azzardo in Italia) è stato aperto dalla Lectio Magistralis del prof. Renato Balduzzi. Già Ministro della Salute e autore dell’omonimo Decreto che ha aperto la strada all’inserimento del Disturbo clinico da Gioco d’Azzardo (DGA) nei Livelli Essenziali di Assistenza, il professore ha ripercorso le controversie giuridico-istituzionali che hanno attraversato le vicende di un tema così complesso. Egli ha così messo a fuoco due elementi centrali. Da un alto, ha sottolineato che il punto fermo della questione è la linearità delle sentenze della Corte Costituzionale dal 1962 a oggi. Alla luce di tale riferimento, Balduzzi ha riesaminato le scelte legislative e i problemi aperti in una lunga stagione caratterizzata dalla promozione dell’azzardo di massa, da parte di governi anche di diversa estrazione. Dall’altro lato ha evidenziato la necessità che lo Stato torni a privilegiare, quale finalità prioritaria delle sue politiche anche in questo campo, il perseguimento del Bene Comune. Lo esigono precisi riferimenti alla Costituzione, dunque ben oltre un generico “Interesse generale” che può accomunare varie esigenze statuali, ma che non sempre coincide con valori primari costituzionali, quali la salute e la libertà dei cittadini.
Appena terminati gli adempimenti statutari dell’Assemblea dei Soci, Il Presidente e il nuovo direttivo di ALEA hanno voluto esaminare una questione urgente e prendere posizione: la Legge della Regione Piemonte sul gioco d’azzardo, emanata nel 2016 e in vigore ormai per quasi due anni. Disponendo di essenziali informazioni circa gli effetti di medio periodo di quelle normative, Alea conferma la validità dell’impianto, ne apprezza la carica innovativa e invita tutta la comunità scientifica a sostenerla con grande favore.
Oggi giungono infatti i dati di una ricerca rigorosa sull’applicazione: appaiono primi, straordinari risultati, senza eguali ancora in altre regioni:

  • nell’ultimo anno intero si è avuta una riduzione consistente dei volumi di gioco, che porta a ben nove punti percentuali in meno l’insieme di persone giocatrici: 32 per cento dei residenti, mentre nel resto d’Italia il valore corrisponde al 41 per cento (nel 2018);
  • sommando i numeri della riduzione ai numeri del mancato incremento (che infatti è avvenuto nel resto d’Italia) si calcola che il Piemonte ha contenuto, per una cifra pari a un miliardo di Euro, la spesa;
  • con riferimento al solo “gioco problematico” – quello di diretto interesse dei Servizi socio-sanitari – il Piemonte subisce oggi un’incidenza di gran lunga minore che nel resto dell’Italia: nella regione tale grave rischio riguarda l’1,6 per cento della popolazione mentre nelle altre 19 regioni raggiunge un valore di 3,5 punti. (Fonte: ricerca GAPS condotta dal CNR di Pisa in collaborazione con l’ASL TO3 del Piemonte). E c’è da segnalare che tali valori si riferiscono al 2018, ma le prime anticipazioni sul 2019 lasciano intravvedere un ulteriore contenimento delle patologie, sempre quale ricaduta positiva della legge.
    Riassumendo la questione in termini di spesa e di Salute: un miliardo di Euro in meno di quanto si sarebbe impiegato se si fosse seguito il trend che si registra nel resto d’Italia; drastica riduzione del gioco problematico (Italia: 3,5% della popolazione adulta; Piemonte: 1,6 per cento).
    Alla luce di tali evidenze, ALEA invita tutti gli operatori dell’area sanitaria e psicosociale, gli studiosi, i giuristi e gli economisti a difendere nella sua integrità la Legge Regionale del Piemonte n. 9 del 2016. Quanti si adoprano per la salute della persona e per il Bene Comune apprendono con inquietudine notizie della minacciata revisione di questa buona legge, come dichiarato dal Presidente della Regione Piemonte. Alea mette immediatamente a disposizione le proprie competenze tecnico-scientifiche, semmai per perfezionare ulteriormente il dispositivo legislativo a protezione di una popolazione vulnerabile non sufficientemente protetta dalle normative nazionali.

Nicola Scillitani

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