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Busto Arsizio, al via la nuova stagione cinematografica d’essai

In autunno torna il cinema di qualità promosso dalle quattro sale cittadine aderenti al coordinamento di Sguardi d’essai – Fratello Sole, Lux, Manzoni e San Giovanni Bosco – offrendo come sempre ai cittadini una selezione variegata di autori, cinematografie e generi, dal martedì al venerdì con repliche domenicali.

La rassegna cinematografica autunnale sarà presentata al pubblico mercoledì 2 ottobre 2019 alle ore 21 in occasione della 16a Festa del Cinema d’essai, con il patrocino dell’Amministrazione comunale. La serata si terrà presso la sala del Cinema Teatro Manzoni (via Calatafimi, 5) con ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

Alla presentazione della nuova stagione, farà seguito la proiezione del film Bangla di Phaim Bhuiyan (2019, Italia, 84’) – Nastro d’argento come miglior commedia dell’anno. Phaim è un giovane musulmano di origini bengalesi, nato in Italia. Vive in famiglia a Torpignattara, quartiere romano multietnico, lavora in un museo e suona in un gruppo. Proprio in occasione di un concerto incontra Asia. Tra i due scatta l’attrazione e Phaim dovrà cercare di capire come conciliare il suo amore con la prima regola dell’Islam: la castità prima del matrimonio.

Dal 4 ottobre fino a dicembre tutti in sala: il martedì al San Giovanni Bosco ore 21; il mercoledì al Manzoni ore 16 e ore 21; il giovedì al Fratello Sole ore 16 e ore 21 (con repliche la domenica negli stessi orari); il venerdì al Lux ore 21.15 (con repliche la domenica ore 20.45).

L’intera rassegna è consultabile sul sito www.sguardidessai.com alla pagina programmi nelle sale. Tra i titoli imperdibili di questa stagione, ben 35 con pochissime ripetizioni limitate ai film più gettonati, spaziando dall’Europa all’Estremo Oriente, troviamo: Dolor y Gloria di Pedro Almodóvar (Spagna, 2019), Cafarnao di Nadine Labaki (Libano, USA, 2018), Peterloo di Mike Leigh (Gran Bretagna, 2018), Il colpevole di Gustav Möller (Danimarca, 2018), I figli del fiume giallo di Jia Zhangke (Cina, Francia, Giappone, 2018), Tut pazzi a Tel Aviv di Sameh Zoabi (Lussemburgo, Francia, Belgio, Israele, 2018). Dalla regia francese arrivano: Le invisibili di Louis-Julien Petit (Francia, 2018), I fratelli Sisters di Jacques Audiard (Francia, Spagna, 2018) e L’uomo fedele di Louis Garrel (Francia, 2018). Infine non poteva mancare il grande cinema italiano con Il traditore di Marco Bellocchio (Italia, 2019), che vede Pierfrancesco Favino nelle vesti del pentito Tommaso Buscetta.

Oltre a strutturare in maniera armonica le rispettive programmazioni, il coordinamento di Sguardi d’essai si prefigge altri importanti obiettivi: permettere la prima visione di pellicole spesso in programma solo a Milano e per breve tempo; offrire seconde visioni meditate di film che hanno segnato la stagione cinematografica; favorire occasioni di incontro con registi, critici, attori e professionisti del settore; promuovere il cinema nazionale e internazionale d’autore e di qualità. In particolare, per la promozione del cinema italiano, Sguardi d’essai è partner indispensabile del B.A. Film Festival.

Oggi si è svolta la presentazione della stagione, alla presenza del coordinatore delle sale, Paolo Castelli e dei referenti del Fratello Sole (Benedetta Sarrica), del Manzoni (Gianfranco Gatelli), del Lux (Raffaele Aiani), del san Giovanni Bosco (Franco Martignoni).

L’assessore alla Cultura Manuela Maffioli ha sottolineato che le attività culturali non si sono mai fermate neanche in piena estate: il pubblico ha avuto anche in pieno agosto molte opportunità di arricchimento, per esempio con la biblioteca sempre aperta e la rassegna cinematografica estiva, ma “ora è arrivato il momento della ripartenza con la presentazione di tutte le rassegne (cinema, musica, teatro) all’avvio della nuova stagione”.

“Le sale rappresentano da sempre un valore aggiunto per la Città e per l’Amministrazione che conta su di loro per un’offerta cinematografica sempre molto qualificata. – ha osservato Maffioli – Sguardi d’essai è una componente importante del sistema cinema, costituisce la macchina del cinema in città perché da una parte intercetta una passione naturale del pubblico bustocco, dall’altra la alimenta, al punto che possiamo dire che Busto è una città di cinema. Tenere aperta una sala è molto faticoso, ma a Busto lo si fa con passione, e si verifica uno scambio di passione tra operatori, volontari e pubblico.
Le sale sono anche un presidio culturale importante diffuso sul territorio, insieme alle altre realtà culturali cittadine rappresentano un antidoto al degrado”.

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