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La fata grafia

Da qualche tempo Gina si era accorta che qualcosa non quadrava. Se scriveva tipo “ o raccolto” , sul foglio di carta appariva la scritta “ho raccolto” se scriveva “lettto” una “t” come d’incanto spariva. Un errore dopo l’altro e un altro brutto voto dopo l’altro: ma caspiterina chi era che si burlava di lei? Gina tese la sua trappola: Scrisse “ogggi Gina è arabbbiata” sul foglio di carta bianca, controllò e rimase ad aspettare. I minuti passavano ma non succedeva niente ; sempre più perplessa , pensava che la sua trappola non funzionasse.

All’improvviso un piccolo movimento attrasse la sua attenzione: che cos’era? Sembrava una piccola farfalla … no, non era una farfalla …. ma sembrava una fatina piccina piccina un po’ stanca Gina la osservava incantata: il volto roseo, gonna e camicetta in stoffa nera con dei fiori; tra i cappelli aveva infilato una bellissima penna d’oro e dietro di sé trainava un carretto piccino a quattro ruote con all’interno un calamaio e una grossa gomma da cancellare bianca. Faceva molta tenerezza vederla, ma la bambina non era intenerita anzi aspettava con ansia di vedere quello che aveva in mente di fare. La fatina arrivò stancamente all’inizio della pagina e cercando di distendere i muscoli ,prese la sua penna d’oro ,la immerse nel calamaio e osservò quello che aveva scritto Gina. Con un po’ di sforzo avvicinò la penna alla prima parola. Gina saltò in pedi e la catturò con un bicchiere e le disse:-Allora eri tu che facevi gli scherzi! La fatina con un filo di voce disse:-Io cercavo di aiutarti-Aiutandomi facendomi sbagliare?Bell’aiuto mi davi -la apostrofò Gina.-Ti sbagli guarda bene sul tuo foglio cara mia! La bimba si alzò di nuovo in piedi sulla sedia e lesse ad alta voce:- “Og+g Gina è + arrabbbiata+r-b” ma che pasticcio hai fatto, ma non è mica matematica , cosa c’entrano quei più e quei meno.-Sei tu che hai fatto confusione,hai sbagliato a scrivere e io ho cercato di correggere! Vedi,i più stanno a significare che mancavano delle lettere, e io te lo ho aggiunte,e i meno indicano che sono in più e io te le ho sottratte .Cerco solo di aiutarti a scrivere meglio.-Allora vuol dire che tu correggi i miei errori?-Esatto-rispose-Quindi non sbaglierò più? -domandò-Certo,basta che ci metti più d’attenzione e non commetterai più errori! Con un pizzico di attenzione tutto diventa più facile.-Se non sei la fata della grafia, chi sei? Sono la tua piccola coscienza che unita a un po’ d’esperienza e un po’ di saggezza,vuole aiutarti a come si fa a non commettere più errori, per ora normali errori di scrittura ma, se applichi la formula magica “ se presti un pizzico d’attenzione in ciò che fai una vita più facile avrai e più contenta sarai. La fata grafia ti ha insegnato ciò che mai dovrà essere scordato”. Gina prese in mano la penna d’oro che gli porgeva la fata e molto lentamente,con una bella scrittura,iniziò a scrivere sul foglio bianco:-Oggi Gina non è più arrabbiata perché la Fata della grafia l’ha aiutata a fare non più errori. Appoggiò la penna sul calamaio e guardò la fatina: questa le sorrise, agitò la manina in segno di un saluto, impugnò il suo carretto e piano piano imboccò la stradina verso casa. Con la mano salutò un ultima volta la sua cara amica, prima di scomparire nel nulla. Gina non era triste perché aveva capito che in realtà la fatina era rimasta dentro di lei appoggiata alla sua coscienza ,presente nella sua intelligenza,pronta a intervenire ogni volta ce ne fosse bisogno.

L’orma del carretto lasciò una traccia nera sul foglio bianco e Gina lesse meravigliata: “SE PRESTI UN PIZZICO D’ATTENZIONE IN CIO’ CHE FAI,UNA VITA FACILE AVRAI E PIU’ CONTENTA SARAI”. Milanoli Elisa

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