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Mr. Simpatia è oggi, ma compie 15 anni…

Di Francesco Franco

Lo storico album dell’artista Fabri Fibra, all’anagrafe Fabrizio Tarducci, ha compiuto lo scorso 1 Settembre ben 15 anni.
Ma perché siamo qui ancora a parlarne? Perché questo disco non ha solo fatto la storia di un genere in una nazione, ma perché dopo l’ennesimo riascolto rimane sempre attuale, forse persino futuristico. Partiamo col dire che il disco in questione è un viaggio molto introspettivo, prima che riflessivo sulla società moderna, il filo conduttore è il racconto di un ragazzo che sente di non aver realizzato il suo sogno, nonostante gli sforzi non ha raggiunto la popolarità che sperava con la sua musica e quindi si sente libero di non dover più indossare una “maschera” per esprimersi, ma di poterlo fare liberamente ed a suo piacimento con le sue idee. Ad esempio una delle canzoni più celebri “Rap in Vena” racconta della sua vita lavorativa, di quanto sia frustrante, estremizzando delle situazioni che appartengono alla vita quatidiana di un normale lavoro, asserendo infine che piuttosto che vivere certe situazioni è meglio vivere facendo ciò che ci piace anche a costo di farci del male. Un altro esempio è la canzone “Non fare la puttana” in cui l’artista ironizza sulle voci che girano intorno a chi “si vende” alla musica commerciale, sconsigliandosi di farlo. Ci sono altre canzoni degne di nota, come l’omonima del disco, appunto “Mr Simpatia”, in cui Fibra dice di aver “già perso il treno del successo”; In questa canzone sono anche presenti riflessioni sulla società, dalle imposizioni da parte della chiesa, alle imposizioni da parte della società sui temi sociali e famigliari, in cui l’artista si sente stretto.
È un disco forte, sentito, ed in cui è facile identificarsi, chi di noi non ha mai vissuto un momento di sconforto in cui ha pensato “mollo tutto”? Ed è proprio questo il concetto, nonostante tutto, esternando queste emozioni, è riuscito a ribaltare questa situazione. Ritornando all’inizio, un viaggio introspettivo di questo calibro, con emozioni forti come Depressione, frustrazione, senso di inappartenenza, rabbia, ecc. oggi più che mai sono attuali, basti pensare che ad oggi si stima che una persona su 5 soffra di Depressione. A tal proposito il linguaggio semplice ma molto volgare, oltre che aiutare l’ascoltatore (senza contare i messaggi cifrati, tra cui frasi dette al contrario), se si pensa ad un’ottica odierna risulta molto più congruo al linguaggio moderno rispetto al 2004, anzi se si pensa alle censure imposte oggi alla musica italiana, forse persino futuristiche, si può dire anche in questo contesto che Fabri Fibra sia stato un precursore. Per finire credo che di questo disco ne sentiremo ancora parlare e che il primo settembre rimarrà ancora per molto una ricorrenza da ricordare. Complimenti a Fabri Fibra per questo disco e per questo pezzo di storia, Grazie.


E voi cosa ne pensate di questo Album? Scrivetecelo qui sotto o condividendo l’articolo descrivendo un emozione o un anedotto e taggandoci con l’hastang #VPMRSIMPATIA gli screen con i commenti più belli saranno inseriti qui sotto nell’articolo!

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