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Dombrovskis sarà vice di Gentiloni in Europa, o ne limiterà l’azione?

Paolo Gentiloni arrives for a two days EU Council meeting in Brussels, Belgium, 22 June 2017. EPA/JULIEN WARNAND / POOL

Straboccavano di euforia i sostenitori del PD dopo che Ursula von der Leyen ha ufficializzato i nomi della prossima Commissione europea, nominando Paolo Gentiloni a Commisario con delega all’economia.

All’ex premier del PD è stato affidato quello che è forse il portafoglio più importante della Commissione europea, ma Ursula von der Leyen ha nominato vicepresidente esecutivo il falco Valdis Dombrovskis. È l’ex premier lettone, scrive la Stampa, che «sovrintenderà i commissari con i portafogli legati all’Economia e alla Finanza», è lui che dovrà «marcare stretto Gentiloni», è lui, spiega il Corriere, che «coordinerà la squadra economica e seguirà direttamente la riforma del Patto di Stabilità».

Conte ha sicuramente buon gioco a dire che Gentiloni sarà «un presidio per il paese», ma la verità è che si tratta di «una vittoria a metà» perché «da italiano sarà nel mirino dei nordici, pronti ad accusarlo di lassismo. E dovrà non cadere nella trappola di essere più rigorista dei rigoristi».

In un articolo di ItaliaOggi, viene riportata l’intervista di Lucio Valentini a Massimo d’Antoni, professore di scienza delle finanze all’Università di Siena ed ex collaboratore del ministero dell’Economia, dalla quale si evince che il ruolo di Paolo Gentiloni sembra più un contentino al nuovo governo italiano amico dell’Europa. Il professore parla anche della prese dei temi economici e politici che ci faranno compagnia per molto tempo, giorno per giorno.

D. La Von der Leyen ha nominato Gentiloni agli affari economici. Come va interpretata questa nomina?

R. Possiamo leggerla, prima di tutto sul piano simbolico, come una concessione alle richieste dell’Italia, un’accettazione del fatto che il rispetto rigido del vincolo sul debito dell’Italia avrebbe effetti negativi sull’economia. Ma direi due cose. La prima è che la nomina del lettone Dombrovskis, un «falco» sui temi del bilancio, a vice-presidente della Commissione con delega all’economia, una carica che non c’era nella precedente commissione, sembra limitare le prerogative di Gentiloni; si è parlato addirittura di un commissariamento del nostro commissario. Evidentemente qualcuno non si fida del fatto di lasciare gli affari economici all’Italia. In secondo luogo, le decisioni sui temi finanziari sono già molto codificate e comunque oggetto di decisione collegiale. In questo momento ai paesi più forti interessavano di più altri ruoli.

D. Qual è il ruolo chiave nella nuova Commissione?

R. In questa fase sarà molto importante il ruolo di commissario alla concorrenza, visto che dovrà gestire la partita che più interessa adesso a Francia e Germania. La scorsa commissione aveva bloccato la fusione tra Alstom e Siemens, rispettivamente francese e tedesca, impedendo la formazione di un campione europeo nel settore della segnalazione ferroviaria e dei treni ad alta velocità.

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