Varese Press giornale online

gli altri siamo noi

Cosenza: vergognarsi di appartenere alla stessa specie

Cosenza: vergognarsi di appartenere alla stessa specie
Cosenza: vergognarsi di appartenere alla stessa specie

È il fratello di un pentito di camorra l’individuo che a Cosenza ha preso a calci un bimbo solo perché aveva osato avvicinarsi alla carrozzina della figlia neonata.

L’energumeno nei giorni scorsi, mentre si trovava a passeggiare con la moglie e la figlia neonata in carrozzina in via Macallè a Cosenza, avrebbe tirato un violento calcio ad un bimbo di origine marocchina provocandogli lesioni guaribili in cinque giorni.

Lui è il fratello di un pentito di camorra e si trovava in una località protetta del cosentino.

L’uomo e la moglie (di ventiquattro e ventidue anni) sono stati entrambi denunciati per lesioni personali aggravate e sono stati subito allontanati dalla Calabria e sono stati trasferiti in altra località protetta. 

“I miei figli hanno visto quell’uomo vicino alla questura e mi hanno detto che era quello lì che li aveva aggrediti. L’ho affrontato e gli ho chiesto: perché? Lui mi ha detto di non sapere che cosa volessi e stava andandosene per cui sono corsa ad avvertire i poliziotti” ha raccontato la mamma del bimbo.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza visionate dagli inquirenti della Questura di Cosenza non hanno ripreso la scena della violenza subita dal bambino, ma attraverso le immagini è stato possibile rintracciare alcuni testimoni che una volta ascoltati hanno portato all’identificazione dei due giovani che successivamente sono anche stati riconosciuti dai fratellini del bimbo, che hanno quattordici e dieci anni.

La famigliola era in attesa in uno studio medico e, poiché l’attesa si stava prolungando, la madre aveva fatto uscire i bimbi per andarsi a prendere un gelato e nel tragitto il bimbo più piccolo si è avvicinato alla carrozzina provocando la reazione dell’energumeno che gli avrebbe tirato un violento calcio all’addome.

Una giovane testimone che ha assistito alla scena ha dichiarato che “Ho visto quel bimbo fare un salto di due metri e accasciarsi a terra. Non potevo credere a quello che stava succedendo, il mio primo pensiero è stato soccorrerlo, non posso credere che un uomo sferri un calcio ad un bimbo di tre anni solo perché di colore diverso dal suo. Siamo arrivati alla follia”.

Please follow and like us:
error

Lascia un commento