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Crisi di Governo/ Sgarbi: “La situazione è chiara: il modello delle regionali per le politiche”

Sul probabile inciucio Pd/5 Stelle: “La fine della politica in nome della sopravvivenza e dell’opportunismo”.

ROMA – Vittorio Sgarbi, deputato alla Camera, commenta l’evolversi della crisi di Governo:

“Mai momento – dice il parlamentare del gruppo Misto – fu più favorevole.

 La sinistra, grazie a Renzi, è divisa, e l’unione con i 5 stelle sarebbe la dimostrazione della fine della politica, come principi e valori, in nome della sopravvivenza e dell’opportunismo. Questo è chiaro a tutti, e sopratutto a Zingaretti che non può abdicare. 

Al contrario, il centrodestra non è mai stato così unito. E non occorre pensare ai segretari nazionali, a Salvini, a Berlusconi, alla Meloni, ma alle realtà regionali, con Forza Italia articolata anche in fruttuose liste civiche 

La soluzione è semplice, e Mattarella non la può disconoscere: occorre trasferire il modello elettorale delle elezioni regionali sul piano nazionale.

“C’era conflitto al Governo, ed è esploso, e c’è armonia nelle Regioni – aggiunge Sgarbi – con amministrazioni politiche coese, nel fertile dialogo tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia e le altre liste concordi, in Piemonte, in Lombardia, Veneto, Liguria, in Basilicata, in Molise, in Sardegna, perfino in Sicilia.

Perché non si litiga in Liguria?

Propongo, quindi, agli amici di Forza Italia – conclude Sgarbi – il modello Molise senza esclusioni e “damnatio memoriae”

Toti come ha vissuto fino ad oggi, può continuare a convivere con Forza Italia.

Come Iorio o Patricello in Molise. 

Berlusconi deve puntare alla conciliazione di tutte le componenti restando in Europa. 

Ha fatto una storia importante, è stato riabilitato da Renzi, ma non può essere il numero 2 di Salvini”

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