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Perchè nella carta d’identità si scrive “ritirato dal lavoro” e non pensionato?

di Giuseppe Criseo

Un pensionato sommese mi ha posto il quesito, che a prima vista potrebbe sembrare banale seguito della dicitura apposta sulla sua carta di identità e in cui appare: “Ritirato dal lavoro”.

“Ritirato dal lavoro” non è un complimento, si potrebbero intendere varie opzioni: chi non ha voglia di lavorare e si ritira, chi ha problemi di salute, chi ha cessato l’attività lavorativa momentaneamente ma potrebbe riprenderla in seguito.

Una dicitura burocratica che non piace ai pensionati da noi ascoltati.

Prendiamo ispirazione da un ente di stato l’Istat che precisa:

” ritirato dal lavoro è chi ha cessato un’attività lavorativa per raggiunti limiti di età, invalidità o altra causa; la figura del ritirato dal lavoro non coincide necessariamente con quella del pensionato in quanto, non sempre, il ritirato dal lavoro gode di una pensione”.

La classificazione del Piemonte è così:

Le non forze di lavoro in età lavorativa sono scomponibili nei seguenti sottoinsiemi, in base alla condizione dichiarata:

  • casalinghe;
  • studenti;
  • ritirati dal lavoro;
  • altri (inabili al lavoro; in servizio di leva; altre condizioni non professionali)

La pensione comunque non è una professione, La pensione è una obbligazione che consiste in una rendita[1] vitalizia o temporanea ed è prevista dall’art. 38 della Costituzione , merita rispetto e considerazione, e il “ritiro” non è certo una soddisfazione, da qui nasce comprensibilmente, il disappunto del pensionato

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