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Ritrovare le radici della propria terra

Ritrovare le radici della propria terra, rivivere il passato immersi in un’area verde in cui la natura incontra l’arte moderna in un contesto magnifico e inusuale… un’opportunità quasi unica che trova spazio nella  provincia di Varese. Il parco di Taino che offre un percorso di riflessione e cultura è stato realizzato  tra gli anni ’80 e ‘90 grazie alla creatività artistica di Giò Pomodoro e presenta opere di notevole pregio. Molti artisti contemporanei tralasciano spesso il valore di alcune simbologie, affascinati dai colori, dalle sfumature, dal pregio di alcuni materiali, mettono in secondo piano l’importanza di alcuni particolari, di simboli che racchiudono in sé storia ed emozioni. Giò Pomodoro con questa opera ha invece tenuto conto di ogni valore creando così la perfezione, la pura bellezza. “Il luogo dei quattro punti cardinali”  è il frutto di un progetto accurato in cui il Sole e la Luna, il maschile e il femminile sono evidenziati attraverso forme e materiali che rispecchiano la loro essenza più profonda. Una grande sfera in granito e una vasca d’acqua rappresentano i due corpi celesti. L’intero monumento è infatti realizzato in ferro e granito bianco, rosa e grigio, e può essere vissuto grazie alla presenza di panchine e spazi che permettono un approfondimento sulla ciclicità, sullo scorrere del tempo in analogia all’elevazione dello spirito e all’intelligenza. L’opera è rialzata, vi sono dei punti d’ingresso per ogni punto cardinale con delle scritte dedicate all’ Opus : il  compimento, la realizzazione dell’uomo nella sua interezza. Costruito in relazione ai calcoli così come facevano gli antichi, vede un particolare gnomone, un pilastro, dedicato ad Apollo, divinità solare, che con un perfetto gioco di luci e ombre segna, come una meridiana, il tempo, lo scandire del Solstizio estivo. Altri riferimenti importanti indicati dalle ombre dello gnomone sono : il Solstizio d’Inverno, l’equinozio primaverile e autunnale e i due astri Deneb e Capella, che alla mezzanotte del 12 dicembre e del primo agosto si trovano sullo zenit della città. Le levate eliache e i moti delle stelle avevano grande valore per il calcolo del tempo e delle stagioni per i popoli celtici presenti nelle antiche culture del territorio.

Ma l’opera di Pomodoro non è l’unica presente in questo cammino meditativo. “ Fogli del libro dell’alchimia” è una scultura del 2002 dell’artista Renato Bonardi. Cos’è in fondo l’alchimia e  cosa rappresenta la ricerca della Pietra filosofale se non la volontà di  ottenere la più ambita ricchezza, quella che va oltre il materiale… il mutamento lento e laborioso dell’essenza profonda che porta l’uomo alla perfezione.

Conoscere sé stessi non è mai cosa semplice, l’anima racchiude una moltitudine di emozioni ed esperienze ma il saper vivere la trasformazione interiore permette il fiorire di una nuova essenza:  “Il mito di Eco e Narciso “ viene rappresentato in una scultura in ferro di Raphael De Vittori Retzel. 

Il parco comunale di Taino ha ospitato anche “L’uomo di Andromeda” di Franz T. Sartori opera degli anni ’70 eseguita in omaggio a Leonardo. 

Un altro artista, senza età né volto ha lasciato un’impronta in questo luogo con un panorama mozzafiato che mostra una bellezza che si perde, quasi a fondersi con l’orizzonte ed è  la natura stessa che attraverso una terrazza che pare infinita ci mostra le case, la vegetazione, le acque del lago, il Monte Rosa  e  la Rocca di Angera  che ci ricorda la storia antica di queste nostre terre…

Fonti: riflessioni personali maturate nel corso di una visita  al parco comunale di Taino dedicato ai caduti

in comparazione con:  http://www.ilvaresotto.it/Citta/Taino.htm

Cesarina Briante

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